In quali casi si può denunciare per diffamazione?

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Autore: Angelo Greco

23 febbraio 2023

Avvocato, direttore responsabile del giornale "La Legge per Tutti", autore di numerose pubblicazioni (tra cui alcune per il gruppo Feltrinelli, Sole24Ore, Mondadori) si è formato all'università LUISS di Roma. Già collaboratore presso l'Università della Calabria e la Columbia University di New York, è altresì ospite di spazi televisivi e radiofonici per questioni giuridiche. Ha co-condotto uno spazio su Uno Mattina (RaiUno) dal titolo "Tempo e Denaro" tra il 2016 e il 2017. Definito dal Sole24Ore, nel 2020, «il professionista più influente d'Italia» è uno dei primi divulgatori del diritto in Italia, titolare del canale YouTube che porta il suo stesso nome con quasi un milione di followers. Maggiori informazioni su www.avvangelogreco.it

Quando le offese all’onore e alla reputazione diventano reato. Gli elementi essenziali della diffamazione.

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Se una persona offende un’altra e lo fa in pubblico, alle sue spalle, risponde del delitto di diffamazione. Il Codice penale punisce tale condotta con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a 1.032 euro. Per comprendere in quali casi si può denunciare per diffamazione bisogna partire proprio dal dettato normativo.

In particolare, il Codice punisce chiunque offende l’altrui reputazione comunicando con più persone.

Se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto specifico, la pena aumenta (reclusione fino a due anni o la multa fino a 2.065 euro).

La pena sale ancora (reclusione da sei mesi a tre anni o multa non inferiore a 516 euro) se l’offesa è realizzata:

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Gli elementi necessari e sufficienti a far scattare la diffamazione sono:

Diffamazione: la frase offensiva

Affinché scatti la

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diffamazione è necessario che la frase incriminata costituisca un danno alla reputazione della vittima. Il semplice riportare un fatto realmente avvenuto, limitandosi a narrare l’accaduto ma senza formulare giudizi personali sulla moralità dell’altra persona, non configura diffamazione.

Fare una recensione negativa su un ristorante e pubblicarla su internet non è reato. Lo diventa, invece, nel momento in cui si esorbita dai limiti della critica e si cade in attacchi alla reputazione delle persone. Quindi:

Confidare a terzi i

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dettagli scabrosi di una relazione avuta con un’altra persona è diffamazione perché mina a ledere la morale della vittima. Rivelare una relazione adulterina tra due persone è diffamazione, visti i risvolti sociali che tale comportamento ha per la nostra società.

La reputazione di una persona che per taluni aspetti risulti già compromessa, può, comunque, formare oggetto di ulteriori illecite lesioni ove queste diminuiscano ulteriormente la considerazione di cui gode la persona offesa nel gruppo sociale. Così si può diffamare anche un soggetto condannato penalmente, una prostituta, ecc.

La comunicazione a più persone

Rivelare un fatto, per quanto diffamatorio, ad una sola persona

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non è reato: non scatta, quindi, né la diffamazione, né l’ingiuria. Se, però, ad ascoltare la narrazione ci sono almeno due persone si configura la diffamazione.

Si ha diffamazione anche se la frase offensiva viene pronunciata a più persone singolarmente in contesti differenti. Ciò che conta è l’intento unitario di voler pregiudicare l’altrui reputazione. Così, se una persona parla male di un’altra prima a un amico, poi a un altro, poi a un altro ancora, in circostanze diverse e tutte riservate commette diffamazione.

Se la diffamazione avviene attraverso un giornale anche online o su una qualsiasi pagina Internet, la diffamazione è aggravata per via della rapida diffusione che il messaggio può avere.

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L’individuazione del soggetto destinatario dell’offesa

L’individuazione dell’effettivo destinatario dell’offesa è un elemento essenziale per parlare di diffamazione. Questo non significa necessariamente che bisogna fare nome e cognome del soggetto da offendere: è sufficiente che questi sia identificabile in base a circostanze univoche richiamate nella narrazione.

Quindi:

L’assenza del destinatario

La diffamazione, quindi, richiede

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l’assenza del soggetto a cui è indirizzata l’offesa.

Quindi:

Accusare qualcuno di un fatto inesistente è calunnia?

Spesso, si confonde il reato di diffamazione con quello di calunnia. Infatti:

Pubblicazione di notizie false e incomplete

La pubblicazione di una notizia falsa, anche se espressa in forma dubitativa, può ledere l’altrui reputazione se le espressioni utilizzate nel contesto dell’articolo sono ambigue, allusive, insinuanti ovvero suggestionanti, e perciò idonee ad ingenerare nella mente del lettore il convincimento della effettiva rispondenza a verità dei fatti narrati, con la conseguenza che tale indagine è rimessa al giudice di merito e, se giustificata da adeguata motivazione, è incensurabile in sede di legittimità.

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Non assume efficacia scriminante la rettifica della notizia giornalistica falsa, in quanto non elimina gli effetti negativi dell’azione criminosa, ma può solo essere valutata ai fini della sanzione da applicare.

Anche la diffusione di una notizia incompleta può avere effetto diffamatorio quando la parte omessa appare meramente giustificativa o espositiva di quella riferita.

La satira

La satira consiste in una critica basata su una rappresentazione della realtà idonea a suscitare l’ilarità, della quale sia palese il carattere dell’inverosimiglianza e dell’esagerazione.

Essa non può, comunque, travalicare il limite del rispetto dei valori fondamentali della persona, risolvendosi in:

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