Differenza tra democrazia diretta e democrazia rappresentativa

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Autore: Carlos Arija Garcia

18 febbraio 2020

Giornalista professionista, speaker, blogger e video editor. Ha lavorato per la Cadena SER, la più grande emittente radiofonica privata spagnola (gruppo Prisa). In Italia, impegnato in alcune start up su Internet e dipendente di Rai e Class Editori, dove ha svolto il ruolo di caporedattore a Class Tv e scritto per il quotidiano Italia Oggi. Collaborazioni anche nel campo dell'e-learning per assicurazioni e banche.

Quali sono gli strumenti a disposizione dei cittadini per partecipare attivamente alla vita politica del Paese?

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Quando si apre la Costituzione italiana, il primo articolo che si trova recita: «L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione». Che sia «fondata sul lavoro» è un argomento molto discusso, specialmente nei momenti di crisi. Ma che gli italiani vivano in una Repubblica democratica non ci sono dubbi. O, almeno, non ce ne dovrebbero essere. Questo primo articolo della nostra Costituzione contiene, pur non essendo citati, due concetti che fanno parte della sovranità del popolo ma che, a volte, possono essere confusi. Ecco perché c’è chi si chiede la

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differenza tra democrazia diretta e democrazia rappresentativa.

Da che cosa emergono questi due concetti sul primo articolo della Costituzione? Dal passaggio in cui viene sancito che la sovranità appartiene al popolo e che è lui ad esercitarla. Lo può fare in due modi: eleggendo i propri rappresentanti in Parlamento o negli enti locali e sovracomunali oppure partecipando in pieno alle decisioni che interessano l’intera collettività. Già questo ci porta nella direzione che a noi interessa in questo articolo, cioè alla differenza tra democrazia diretta e democrazia rappresentativa.

Va da sé che entrambe le forme di democrazia sono le uniche arme che un cittadino ha per evitare che siano sempre gli altri a decidere per lui, anche se spesso si sente dire che il voto alle elezioni o ai referendum non serve a nulla perché «tanto fanno come vogliono loro». Non è, sicuramente, una scusa valida per disertare le urne: semmai, la partecipazione attraverso la

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democrazia diretta o rappresentativa è il solo modo che si ha per chiedere conto a chi, eventualmente, non rispetterà la volontà del popolo. Chi non ne vuole sapere di recarsi al proprio seggio, non avrà poi alcun diritto a protestare.

Democrazia diretta: che cos’è?

Si può definire la democrazia diretta come quella forma di governo in cui i cittadini possono esercitare il potere legislativo senza alcun intermediario e senza l’intervento dei loro rappresentanti politici.

La democrazia diretta, però, non va confusa con la democrazia partecipativa. La prima consiste nella possibilità di esprimere pareri ed opinioni ai rappresentanti dei cittadini per contribuire alle scelte legislative. È il caso, ad esempio, dei vertici tra Governo e sindacati o associazioni di imprenditori al momento di gettare le basi su una manovra finanziaria.

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La Costituzione tutela la democrazia diretta come uno dei diritti fondamentali dei cittadini. In essa, infatti, si legge [1]: «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese».

Democrazia diretta: quali strumenti?

Sul lato pratico, però, su quali

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strumenti concreti di democrazia diretta possono contare i cittadini? Sono, sostanzialmente, quattro:

Democrazia rappresentativa: che cos’è?

A differenza della

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democrazia diretta in cui il cittadino ha la possibilità di promuovere delle iniziative concrete che possono diventare leggi dello Stato, la democrazia rappresentativa lascia questo potere in mano ad altri, ovvero a chi si candida ad una carica pubblica.

In altre parole: la democrazia rappresentativa è la forma di governo che permette ai cittadini aventi diritto al voto di eleggere i propri rappresentanti in Parlamento o negli enti locali o territoriali (Comuni e Regioni). In questo modo, delegano a loro il potere di fare e di approvare delle leggi. Per questo motivo, la democrazia rappresentativa viene chiamata anche democrazia indiretta.

Va da sé che l’unico strumento di democrazia rappresentativa resta le elezioni politiche o amministrative, cioè la convocazione alle urne dei cittadini aventi diritto al voto affinché eleggano i membri del Parlamento, del Consiglio regionale o del Consiglio comunale. Va ricordato che il voto di ciascun cittadino deve essere, per legge:

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