Conto corrente cointestato: bancomat

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Quali sono i circuiti di pagamento e come funzionano
Autore: Tiziana Costarella

12 marzo 2020

Specializzata in diritto dell'immigrazione e in diritto societario, già tutor specializzato presso l'Università Magna Graecia di Catanzaro, coordinatrice nazionale dell'APS "Democrazia nelle Regole", esercita la professione di avvocato in provincia di Reggio Calabria e collabora con una società cooperativa; ha pubblicato diversi articoli su testate giuridiche on line e cartacee risultando tra gli autori più seguiti.

Negli ultimi mesi è stato molto sollecitato l’utilizzo degli strumenti elettronici per il pagamento dei nostri acquisti. Carte di credito e di debito, bancomat e carte prepagate sono sempre più comuni.

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Nella nostra quotidianità, sempre più di frequente utilizziamo dei circuiti di pagamento istantanei per l’acquisto sia delle materie di prima necessità sia dei beni meno importanti. La moneta elettronica ha ormai quasi interamente soppiantato la banconota, almeno in alcuni settori della vita economica. I limiti all’utilizzo del contante hanno, infatti, imposto il ricorso a metodi tracciabili di trasferimento del denaro. L’obiettivo del nostro ordinamento è quello di contrastare ogni forma di corruzione e di evasione delle tasse.

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Di regola, la moneta elettronica è strettamente collegata all’apertura di un conto corrente. Fanno eccezione le cosiddette carte prepagate che seguono una disciplina parzialmente diversa. Per ogni conto corrente è previsto il rilascio di una carta di credito o di debito. Ma cosa accade in caso di conto corrente cointestato: il bancomat?

Con riferimento a tale argomento, per avere le idee un po’ più chiare, occorre distinguere, da un lato, la normativa esistente in materia di pagamenti elettronici e, dall’altro, le disposizioni applicabili ai circuiti virtuali. Mentre nel primo caso, le regole si applicano a tutti cittadini, nella seconda ipotesi le norme sono diverse a seconda dell’istituto di credito presso il quale viene aperto il conto corrente.

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Addentriamoci nella materia, provando ad analizzare i singoli aspetti.

Cosa si intende per conto corrente cointestato

Per utilizzare la moneta elettronica devi essere titolare di un conto corrente dal quale i terminali abilitati (cosiddetti pos: point of sale – punto di vendita) prelevano direttamente il denaro. In altri termini, le carte di credito devono essere direttamente riconducibili a un rapporto bancario esistente presso un ente a ciò abilitato (una banca o poste italiane).

Attraverso i circuiti elettronici puoi effettuare tutte le operazioni di cui hai bisogno: puoi fare la spesa al supermercato, pagare la benzina al distributore, acquistare i vestiti per i tuoi figli, arredare la casa e così via.

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L’apertura di un conto corrente è un’operazione molto semplice: è sufficiente firmare un apposito contratto presso la tua filiale di fiducia.

La caratteristica che più ci interessa nel nostro caso è che il conto può essere monointestato o cointestato, e la differenza non è di poco conto. Nella prima ipotesi, l’intestatario è un unico soggetto; nella seconda più persone, anche slegate da un rapporto di parentela, condividono la proprietà di un unico rapporto finanziario. In quest’ultimo caso, tutti i titolari del conto devono simultaneamente depositare la propria firma in banca.

Il conto corrente cointestato può essere, a sua volta, a firma congiunta o a firma disgiunta. Questa differenza assume rilievo per la realizzazione delle operazioni bancarie, soprattutto quelle di straordinaria amministrazione.

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Nel conto a firma congiunta, ogni movimentazione può essere realizzata soltanto con il consenso degli altri intestatari che devono essere tutti contestualmente presenti; nel conto a firma disgiunta, invece, ciascun titolare può agire in autonomia e a prescindere dagli altri.

Se la regola generale è quella per cui a ogni conto corrente è associata una carta elettronica, si pone il problema di cosa accada quando il rapporto è intestato a due o più persone. Ma prima di verificare se sia possibile che ad un unico conto vengano collegate più carte, dobbiamo conoscere brevemente la differenza esistente tra i vari circuiti in circolazione.

Qual è la differenza tra le carte magnetiche?

Quando si parla di

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carte di pagamento, si rischia di fare confusione tra le diverse tipologie di strumenti magnetici presenti sul mercato.

La prima differenza che devi prendere in considerazione è quella tra carta di credito e carta di debito. È possibile comprendere le caratteristiche dell’una e dell’altra facendo riferimento alla loro denominazione inglese. Infatti, mentre la carta di credito è associata alla formula “pay later” (paga dopo), la carta di debito si ricollega all’espressione “pay now” (paga ora).

Ciò vuol dire che con la carta di debito puoi effettuare un acquisto soltanto se il conto non è pari a zero ed è presente la liquidità di cui hai bisogno; viceversa, con la carta di credito il momento del pagamento è posticipato rispetto a quello dell’acquisto e, di conseguenza, la cifra necessaria può essere caricata in un momento successivo o pagata a rate. In entrambe le ipotesi, per effettuare i pagamenti devi essere in possesso di un

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codice numerico (il pin) che ti tutela rispetto a utilizzi indebiti della moneta elettronica da parte di terzi.

Nella categoria delle carte di debito rientrano i bancomat, mentre una tipologia particolare di carta di credito è il cosiddetto revolving, ossia il prestito dilazionato concesso dalle finanziarie a tassi di interesse variabili e particolarmente alti.

Tipologia diversa di pagamento è la carta prepagata: essa non è associata a un conto corrente, ma ha un’esistenza autonoma. Il suo utilizzo, infatti, è subordinato alla ricarica della somma necessaria da parte del suo titolare.

Quando è possibile avere più bancomat

È possibile associare più carte bancomat a un unico conto? Rispondiamo subito positivamente a tale domanda: questa opzione è consentita quando il

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conto corrente è cointestato a due o più persone.

Su tale argomento occorre, però, fare una precisazione. Mentre le regole di cui abbiamo parlato si applicano generalmente a tutti coloro che sono titolari di un rapporto bancario, la situazione specifica del rilascio di più carte dipende molto dalle politiche finanziarie adottate dagli istituti di credito.

In linea di massima, tutte le banche si sono uniformate nella scelta di riconoscere a ogni titolare di conto l’uso di una carta elettronica, ma le condizioni di esercizio variano da istituto a istituto.

Devi sapere che alcune banche associano al conto corrente più carte per ogni intestatario in maniera totalmente gratuita, mentre altre prestano tale servizio a pagamento. In altri termini, per alcuni istituti di credito il rilascio del secondo o del terzo bancomat avviene soltanto previo corrispettivo di un canone annuale.

Inoltre, mentre in alcuni casi la presenza di più bancomat è indicata direttamente in contratto, in altre ipotesi è necessaria una specifica richiesta da parte del contraente.

Al di là di tali differenze fondamentali, una certezza c’è: ogni bancomat, pur essendo ricollegato a un unico conto, ha un’intestazione diversificata. Sulla carta di debito sono, infatti, indicate le generalità del suo proprietario, ossia dell’unico soggetto legittimato a utilizzarla.

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