Così cambierà il lavoro subito dopo il coronavirus

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Autore: Carlos Arija Garcia

06 aprile 2020

Giornalista professionista, speaker, blogger e video editor. Ha lavorato per la Cadena SER, la più grande emittente radiofonica privata spagnola (gruppo Prisa). In Italia, impegnato in alcune start up su Internet e dipendente di Rai e Class Editori, dove ha svolto il ruolo di caporedattore a Class Tv e scritto per il quotidiano Italia Oggi. Collaborazioni anche nel campo dell'e-learning per assicurazioni e banche.

Come ci si dovrà comportare quando sarà il momento di tornare in ufficio. Che cosa succederà nei cantieri.

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Guai a pensare che, una volta tolto il divieto di andare al lavoro imposto dal coronavirus, si potranno riprendere i vecchi sistemi e le vecchie abitudini. Per un periodo di tempo non breve il mondo del lavoro risentirà dell’emergenza, e non soltanto in termini economici ma anche da un punto di vista operativo.

Le aziende dovranno garantire la sicurezza di dipendenti, collaboratori e visitatori, laddove questi ultimi possono accedere ad uffici ed impianti. Lo stesso varrà per i cantieri che, per quanto all’aperto, non possono restare esenti dall’adozione di certe misure di sicurezza per evitare che possibili contagi riportino l’emergenza alla casella di partenza.

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In ufficio, ad esempio, il datore di lavoro sarà tenuto a rivedere, per poi comunicarlo ai dipendenti, un nuovo protocollo di sicurezza. In pratica, un regolamento che preveda, tra le altre cose, le disposizioni sugli accessi ai locali dell’azienda. E che garantisca, inoltre, la distanza di sicurezza interpersonale sia nelle postazioni di lavoro sia in caso di riunione.

Nel caso in cui non fosse possibile mantenere tale distanza per questioni logistiche, sarà necessario dotare il personale di dispositivi di protezione personale, a partire da mascherine e guanti monouso conformi a quanto disposto dalle autorità sanitarie. Infine, vanno limitati al massimo gli spostamenti da un locale all’altro ed evitati l’accesso ai luoghi comuni. Tanto per fare un esempio comune: sarebbe da vietare la pausa caffè tra colleghi attorno alla macchinetta.

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La distanza di sicurezza dovrà essere garantita anche nei cantieri. Ciò sarà fattibile attraverso una revisione dell’organizzazione del lavoro da parte del direttore dei lavori d’accordo con il committente e con i sindacati. In pratica, una distribuzione dei compiti che eviti di costringere gli operai a lavorare uno accanto all’altro. Se non è possibile rispettare la distanza, vale quanto detto prima: sarà necessario dotare i lavoratori degli adeguati dispositivi di sicurezza.

Sarà fondamentale il ruolo di chi deve sorvegliare affinché tutte queste misure igieniche e di sicurezza vengano rispettate. Così come quello del medico competente, che dovrà segnalare al datore di lavoro (o al responsabile del cantiere) eventuali situazioni critiche così come la storia clinica dei dipendenti, soprattutto se ci sono delle patologie pregresse da tenere in considerazione.

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