Cosa cambia tra garanzia europea e italiana

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Cosa cambia tra garanzia europea e italiana
Autore: Tiziana Costarella

04 agosto 2020

Specializzata in diritto dell'immigrazione e in diritto societario, già tutor specializzato presso l'Università Magna Graecia di Catanzaro, coordinatrice nazionale dell'APS "Democrazia nelle Regole", esercita la professione di avvocato in provincia di Reggio Calabria e collabora con una società cooperativa; ha pubblicato diversi articoli su testate giuridiche on line e cartacee risultando tra gli autori più seguiti.

La tutela del consumatore e gli acquisti in sicurezza. Normativa su prodotti difettosi o mal funzionanti. La disciplina nazionale e internazionale.

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Ami i succhi di frutta e ti piace seguire una dieta genuina. Decidi di acquistare una nuova centrifuga per fare in casa delle gustose spremute. Apri il tuo pc, cerchi sulle piattaforme di vendita e fai subito il tuo acquisto: non vedi l’ora di assaggiare i nuovi sapori che intendi sperimentare. Appena il corriere ti consegna il tuo nuovo elettrodomestico corri a provarlo, ma ti accorgi subito che è difettoso e non funziona.

Cosa puoi fare? Hai perso i soldi o hai la possibilità di ottenere una sostituzione del prodotto?

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Le tue domande trovano subito una risposta positiva: in queste circostanze, la normativa italiana tutela il consumatore. Tuttavia, devi sapere che vi sono delle disposizioni ancora più rigorose a livello europeo. Infatti, i produttori e i fornitori devono fornire particolari rassicurazioni agli acquirenti.

Cosa cambia tra garanzia europea e italiana? Proviamo a chiarirci le idee per capire come tutelarsi in caso di pratiche commerciali poco trasparenti o di incidenti di percorso non prevedibili.

La tutela del consumatore

Il consumatore

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, quando effettua un acquisto in un negozio, fuori dai locali commerciali, on line o con altri mezzi di comunicazione a distanza (pensa, ad esempio, alle offerte telefoniche), ha diritto alla garanzia legale. Si tratta di una tutela che il venditore deve fornire all’acquirente nel caso in cui il prodotto presenti difetti di fabbrica, sia malfunzionante o non risponda alle caratteristiche tecniche indicate sul foglietto illustrativo.

Il Codice di Consumo, adottato nel 2005 in attuazione di alcune direttive europee, prevede una serie di diritti fondamentali del consumatore. Tale è definita la persona fisica che effettua degli acquisti al di fuori dell’esercizio di un’attività commerciale, imprenditoriale, artigianale o professionale.

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Le prerogative più importanti riconosciute a tale soggetto sono le seguenti:

Inoltre, tra i diritti del consumatore rientra la tutela dalla merce difettosa. In tal caso, si individua una precisa responsabilità del produttore o, in caso di impossibilità di una sua identificazione, del fornitore. Tali soggetti sono, infatti, tenuti a sostituire, riparare o rimborsare il cliente.

Gli acquisti a distanza

La normativa sui diritti dei consumatori è stata aggiornata di recente. Le nuove disposizioni hanno rafforzato le tutele preesistenti per le

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vendite a distanza. Con tale espressione si fa riferimento agli acquisti realizzati al di fuori dei locali commerciali con i moderni mezzi di comunicazione (telefono, mail, piattaforme on line).

Gli aspetti più interessanti riguardano:

La garanzia per prodotti difettosi

Come accennato, ogni volta che effettua l’acquisto di un prodotto, il consumatore ha diritto alla garanzia legale. Infatti, il venditore è responsabile per qualsiasi

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difetto di conformità che il bene acquistato presenta al momento della consegna rispetto alla sua descrizione.

La durata minima di tale protezione è di 24 mesi, ma le parti possono pattuire delle tutele ulteriori. Si parla, in questo caso, di garanzia convenzionale. Con tale espressione si intende l’impegno che il venditore o il produttore si assumono nei confronti del consumatore, senza costi supplementari, di fornire delle condizioni migliori di quelle obbligatorie contenute nella dichiarazione di garanzia legale.

L’acquirente può avanzare un difetto di conformità quando il bene di consumo:

Quando il consumatore rivendica i suoi diritti per il

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prodotto difettoso, tenuto conto delle caratteristiche del bene e dell’entità del danno, può scegliere tra diverse soluzioni:

In tali casi, il rivenditore ha il diritto di rivalersi nei confronti del produttore o del fornitore in attuazione delle disposizioni che individuano la loro responsabilità per i difetti di fabbrica. In particolare, il fornitore risponde della non conformità della merce soltanto quando non è più possibile individuare l’impresa che l’ha prodotta (pensa, ad esempio, all’ipotesi di un suo fallimento).

Differenza tra garanzia italiana e garanzia europea

Se utilizzi abitualmente le piattaforme di vendita per fare i tuoi acquisti, probabilmente ti sei già imbattuto nelle diciture “prodotto con

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garanzia italiana” e “prodotto con garanzia europea”. Tale ipotesi è molto frequente quando si comprano beni informatici e tecnologici (pensa, ad esempio, ai pc o agli smartphone).

Tuttavia, fermo restando le tutele obbligatorie previste dal codice del consumo (soprattutto la durata minima di 24 mesi), le due tipologie di garanzia possono presentare delle differenze particolarmente significative. È bene che tu sia consapevole di tali discrepanze se vuoi realizzare degli acquisti consapevoli e soprattutto se vuoi evitare sgradevoli sorprese.

Gli elementi che devono essere presi in considerazione sono i seguenti:

La decisione sulla convenienza dell’una o dell’altra tipologia spetta ovviamente all’acquirente: questi è, infatti, l’unico soggetto in grado di scegliere il prodotto che fa al caso suo.

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