Tumori e invecchiamento accelerato, che collegamento c'è
Esiste una proteina chiamata progerina che è allo stesso tempo all’origine di una malattia rara chiamata progeria e coinvolta nello sviluppo di alcuni tumori.
Può una malattia rara dare una speranza nella lotta ai tumori? Forse sì, incredibile ma vero. Lo spiega la ricerca di un gruppo di scienziati dell’università Statale di Milano sulla progerina, una proteina che è all’origine di una malattia incurabile chiamata progeria o sindrome di Hutchinson-Gilford.
Qualcuno, per la verità, più atecnicamente la chiama anche “sindrome di Benjamin Button“, perché a quanto pare sarebbe stata proprio questa malattia a ispirare a Francis Scott Fitzgerald il racconto “Il curioso caso di Benjamin Button”, dal quale è stato tratto un fortunato omonimo film nel 2008. E non è neanche l’unico, per chi ricorda un commovente Robin Williams in “Jack”, pellicola del ’96, dove l’indimenticabile attore interpreta un bimbo che invecchia a una velocità quadrupla rispetto al normale.
Ma che legame c’è tra la progeria e i tumori? E come può “essere d’aiuto” questa malattia nel contrasto a una delle patologie più drammaticamente comuni del nostro tempo? L’agenzia di stampa Adnkronos ci mette al corrente della ricerca milanese perché la progerina, oltre che determinare la progeria, è coinvolta anche nello sviluppo del cancro.
“Abbiamo deciso di studiare questa patologia – chiarisce Caterina La Porta, docente di Patologia generale e leader del gruppo Oncolab presso il dipartimento di Scienze e Politiche ambientali dell’ateneo milanese – perché ci ha incuriosito il fatto che la progerina si esprima anche nel cancro, il campo di ricerca principale del mio gruppo. Abbiamo capito che, per chiarire il ruolo della progerina nei tumori, avremmo dovuto prima capire il suo comportamento nella progeria”.
“C’è un importante paradosso – dichiara La Porta all’Adnkronos – visto che la progeria è associata all’invecchiamento accelerato, mentre le cellule tumorali in linea di principio non invecchiano mai”. Le prime autrici dello studio sono Maria Chiara Lionetti – che ha svolto questa ricerca durante la sua tesi di dottorato, eseguendo tutti gli esperimenti su un modello cellulare di progeria di nuova concezione – e Silvia Bonfanti, assegnista di ricerca che ha effettuato simulazioni numeriche di meccanica nucleare. “Ora che abbiamo un quadro più chiaro della progeria, cominciamo a capire il ruolo della progerina nelle cellule tumorali. Questi risultati saranno descritti in un prossimo articolo”, anticipa La Porta, coordinatore del lavoro insieme a Zapperi.