Se la madre si trasferisce e impedisce al padre di vedere il neonato scatta il penale

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Autore: Maria Monteleone

24 ottobre 2013

Avvocato. Esperta in diritto civile, diritto tributario, diritto bancario, diritto di famiglia, tutela del consumatore. Mediatore civile e commerciale. Specializzata in Professioni Legali. Laureata con lode in Giurisprudenza. Curatore della rubrica "Law and Financial" in materia di Fisco e Riscossione.

Necessario l’accordo tra le parti affinché il coniuge collocatario si possa trasferire: rischia la condanna penale la madre separata che, non rispettando la sentenza sull’affidamento, impedisce al padre di vedere il figlio neonato.

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Se il giudice colloca il minore presso la madre e riconosce al padre il diritto di visita nel corso della settimana, la donna non può poi trasferirsi in un’altra città e di fatto impedire all’ex di vedere il bambino.

Il mancato rispetto della sentenza sull’affidamento costituisce, infatti, reato di elusione dell’esecuzione di un provvedimento giudiziale [1].

È quindi punito chi attua condotte, anche omissive e poco collaborative, finalizzate ad

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ostacolare ed impedire l’esercizio del diritto di visita e di frequentazione dei figli, nonostante tale diritto sia riconosciuto da una sentenza

È quanto recentemente stabilito dalla Cassazione [2]. Secondo la Corte, deve essere condannato il coniuge affidatario che, pur obbligato a far sì che l’altro coniuge tenga con sé i figli nei giorni previsti dal giudice, si trasferisca in altra città senza previo accordo con l’ex.

Ciò vale anche quando il minore è un neonato perché la lontananza per lunghi periodi e l’impossibilità di avere contatti col padre può seriamente compromettere il rapporto con questi.

Così i giudici hanno condannato al pagamento di un’ammenda una donna che, eludendo la sentenza sull’affidamento, si era trasferita in un’altra regione, impedendo al padre di vedere il neonato e di instaurare un rapporto con lui.

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