Rimborso bollette Tim 28 giorni: come fare?

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Autore: Mariano Acquaviva

31 maggio 2020

Conseguita nel 2011 la laurea magistrale in Giurisprudenza con pieni voti presso l’Università degli Studi di Salerno, successivamente si iscrive alla Scuola di Specializzazione per le Professioni legali presso lo stesso ateneo, ottenendo anche qui la votazione massima. Attualmente esercita la professione forense quale avvocato iscritto all’albo del foro di Salerno e collabora con diversi studi legali, dedicandosi prevalentemente all’ambito penalistico e civilistico.

Come ottenere il rimborso dei soldi versati per le fatture a 28 giorni? Cosa scrivere nella richiesta di restituzione? Come accedere ai servizi gratuiti di Tim?

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Sicuramente ricorderai le “bollette pazze” di qualche anno fa; ad essere ammattiti non erano (solo) gli importi, ma le modalità di fatturazione: a fronte del solito addebito bimestrale (o, al massimo, mensile), per un periodo di tempo le società di telefonia fissa hanno cominciato a inviare le bollette ogni 28 giorni. È chiaro che tale sistema favoriva le compagnie: per circa due anni, gli utenti delle principali società di telefonia fissa si sono visti addebitare un totale di 13 mensilità l’anno anziché 12, frutto appunto della fatturazione che avveniva ogni 28 giorni. A seguito di numerosi reclami da parte delle associazioni di consumatori e dell’intervento dell’Antitrust, le società che si sono comportate in questa maniera sono state condannate al rimborso degli importi illegittimamente percepiti.

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Come ottenere il rimborso delle bollette Tim a 28 giorni?

Nonostante sia l’Autorità antitrust che il Consiglio di Stato abbiano condannato al rimborso automatico delle somme indebitamente richieste mediante la fatturazione ogni 28 giorni, la Tim, così come le altre compagnie, pare aver fatto orecchie da mercante, costringendo così i singoli clienti a dover inoltrare apposita richiesta di restituzione dei soldi ingiustamente pagati. Se non sai come comportarti, prosegui nella lettura: vedremo insieme come fare per il rimborso delle bollette Tim a 28 giorni.

Fatturazione a 28 giorni: è illegale?

A partire dal 2015, alcune

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compagnie di telefonia fissa hanno cominciato ad adottare un sistema di fatturazione diverso dal solito: mentre in precedenza le bollette venivano comunicate bimestralmente (o, al limite, mensilmente), a decorrere da quella data Tim e tutte le altre società telefoniche iniziarono a fatturare ogni 28 giorni.

La fatturazione a 28 giorni è stata un duro colpo per gli utenti, i quali si sono visti addebitare, alla fine dei conti, ben tredici mensilità rispetto alle iniziali dodici.

Le lamentele non sono tardate ad arrivare, tanto che è intervenuta direttamente l’Agcom, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, la quale ha deliberato l’illegittimità delle bollette ogni 28 giorni [1]

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, stabilendo altresì l’obbligo, per tutte le società di telefonia fissa, di rimborsare gli importi illegittimamente ricevuti.

Per la precisione, secondo l’Agcom, per la telefonia fissa la cadenza di rinnovo delle offerte e della fatturazione deve essere su base mensile o suoi multipli; per la telefonia mobile, invece, la cadenza non può essere inferiore a quattro settimane. In caso di offerte convergenti con la telefonia fissa, prevale la cadenza relativa a quest’ultima.

Bollette ogni 28 giorni: la sentenza del Consiglio di Stato

In merito alle tariffe ogni 28 giorni si è espresso anche il Consiglio di Stato [2], il quale ha stabilito che agli utenti spetta di diritto il rimborso, senza necessità di presentare alcuna istanza.

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In pratica, secondo il Consiglio di Stato, i clienti delle compagnie telefoniche che si sono avvalse della fatturazione a 28 giorni devono effettuare in automatico il rimborso all’utenza, senza attendere solleciti da parte di questa.

Nonostante la pronuncia del giudice amministrativo, le società continuano a non versare i rimborsi, rendendo pertanto necessaria l’istanza da parte dei clienti.

Bollette 28 giorni Tim: chi ha diritto al rimborso?

Per quanto riguarda il rimborso delle bollette emesse ogni 28 giorni dalla Tim, il colosso della telefonia italiana ha messo a disposizione dei clienti un sistema molto semplice di richiesta di restituzione delle somme indebitamente ricevute. Prima di arrivare a ciò, vediamo chi ha diritto al rimborso della

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fatturazione a 28 giorni.

Possono chiedere il rimborso tutti i clienti Tim di rete fissa, attivi da prima del 31 marzo 2018 e che sono stati oggetto di fatturazione a 28 giorni.

Si precisa che la possibilità di chiedere il rimborso è riconosciuta anche ai clienti, attivi da prima del 31 marzo 2018, che abbiano cessato di usufruire del servizio di rete fissa di Tim successivamente alla data del 23 giugno 2017.

Bollette 28 giorni Tim: come chiedere il rimborso?

Vediamo ora come chiedere il rimborso alla Tim per le bollette ogni 28 giorni. Visitando il sito della Tim, scopriamo che esistono sostanzialmente due modi per fare ciò:

In alternativa, sarebbe possibile anche inviare una

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raccomandata con avviso di ricevimento (al seguente indirizzo: Casella Postale 111 – 00054 Fiumicino – Roma; oppure: Via Gaetano Negri nr. 1 – 20123 – Milano) ovvero una pec (all’indirizzo telecomitalia@pec.telecomitalia.it), chiedendo espressamente la restituzione degli importi indebitamente chiesti a seguito della fatturazione ogni 28 giorni.

Tuttavia, i canali da preferire sono quelli indicati dalla stessa Tim, e cioè la telefonata al 187 oppure l’accesso all’area personale in internet. La raccomandata o la pec sono consigliabili solamente in caso di mancato adempimento della Tim nonostante la richiesta inviata a mezzo di questi canali, in modo tale da avere prova scritta della comunicazione nel caso di un eventuale contenzioso.

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Rimborso Tim fatturazione a 28 giorni: cosa scrivere?

Se decidi di chiedere il rimborso alla Tim per le bollette ricevute ogni 28 giorni mediante accesso alla tua area riservata MyTim sul sito della Tim, allora non dovrai fare altro che inserire le tue credenziali e, una volta entrato nella pagina principale, cliccare sulla casella in basso dedicata al “Rimborso 28 giorni”.

Nella schermata successiva, clicca su “Richiedi rimborso”; dopodiché, dovrai selezionare la voce “28 giorni – Richiedi rimborso in fattura TIM” e premere sul pulsante “Scrivici”. Ti uscirà un riquadro dove potrai chiedere espressamente il rimborso di cui hai diritto.

A questo punto, dovrai compilare il campo inserendo la tua richiesta; puoi decidere di utilizzare la seguente formula:

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«In ottemperanza alla delibera Agcom 269/18/CONS, chiedo il rimborso dell’importo relativo ai giorni erosi con la fatturazione a 28 giorni nel periodo decorrente dal 23 giugno 2017 fino al ripristino della fatturazione mensile».

Inserisci infine un numero di telefono per essere sempre reperibile e la fascia oraria in cui preferisci essere contattato nel caso di chiarimenti.

Richiesta servizi gratuiti al posto del rimborso

La Tim, oltre che al rimborso dei soldi, offre ai propri clienti una seconda scelta: la possibilità di usufruire di alcuni servizi gratuiti fino a concorrenza del proprio credito nei confronti della compagnia telefonica.

Se non vuoi il rimborso in denaro

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, dunque, una volta avuto accesso alla tua area personale MyTim potrai cliccare sulla casella in basso dedicata al “Rimborso 28 giorni”; nella schermata successiva, anziché selezionare “Richiedi rimborso”, dovrai premere sul bottone “Richiedi servizi gratuiti” dedicato a chi vuole usufruire di alcune promozioni riservate agli aventi diritto al rimborso. Ovviamente, questa scelta implicherà la perdita del diritto alla restituzione dei soldi.

Chi decide di accettare i servizi gratuiti potrà scegliere tra diverse opzioni, tra le quali:

Mancato rimborso Tim: cosa fare?

Se la Tim non dovesse procedere al

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rimborso delle bollette a 28 giorni, allora invia una formale diffida a mezzo pec o raccomandata a/r, domandando nuovamente la restituzione delle somme, pena il ricorso alle vie legali.

Se nemmeno la diffida dovesse sbloccare la situazione, allora bisognerà farsi tutelare da un avvocato o dalle associazioni che rappresentano la categoria dei consumatori per tentare la strada della conciliazione formale; in mancanza, non resta che adire il tribunale.

Per amore di precisione va però detto che, prima di ricorrere alle vie legali, occorre comprendere se il gioco vale la candela: il più delle volte il rimborso che spetta ai clienti Tim ai quali è stata applicata la fatturazione a 28 giorni ammonta a poche decine di euro.

Dunque, il consiglio è di intraprendere la strada giudiziaria solamente se si è certi delle proprie ragioni e, soprattutto, se si ritiene di avere diritto a una somma di danaro non del tutto irrilevante.

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