Esposto al Provveditore riguardo bambino violento

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Autore: Carlos Arija Garcia

27 agosto 2020

Giornalista professionista, speaker, blogger e video editor. Ha lavorato per la Cadena SER, la più grande emittente radiofonica privata spagnola (gruppo Prisa). In Italia, impegnato in alcune start up su Internet e dipendente di Rai e Class Editori, dove ha svolto il ruolo di caporedattore a Class Tv e scritto per il quotidiano Italia Oggi. Collaborazioni anche nel campo dell'e-learning per assicurazioni e banche.

Come si deve agire se in classe c’è un alunno particolarmente aggressivo? A chi si devono rivolgere i genitori?

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Qualunque sia la sua età, avere a scuola un bambino violento o particolarmente aggressivo rappresenta un grave problema. E non solo per l’incolumità dei compagni o, in qualche caso, dei docenti, che già è una situazione complicata da gestire. Nemmeno per gli eventuali danni che possa fare alla struttura. La questione spesso difficile da risolvere è come e quanto prendersela con un alunno che, in molti casi, sviluppa il suo carattere in quel modo per un vissuto pregresso, in famiglia o nel quartiere in cui abita, per colpa di una compagnia di amici sbagliata o per tanti motivi ancora. I genitori potrebbero usare l’arma dell’

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esposto al Provveditore riguardo un bambino violento. Ma prima di arrivare a tanto, ci sono altre strade da percorrere?

La legge prevede delle responsabilità ben precise in capo al personale scolastico di fronte agli episodi di violenza o di particolare aggressività (non solo fisica, pensiamo anche a quella psicologica che sfocia nel bullismo) da parte dei bambini. I genitori, dal canto loro, hanno diverse vie per affrontare la situazione, sia insieme agli insegnanti e ai dirigenti sia autonomamente. Vediamo che cosa si può fare in questi casi e se si può presentare un esposto al Provveditore riguardo un bambino violento.

Bambini violenti: le responsabilità della scuola

È il Codice civile

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[1] a stabilire che il personale scolastico non risponde solo di un incidente accaduto in modo fortuito durante l’orario scolastico in cui un alunno si può far male ma anche del danno che un bambino violento può provocare ad un compagno o ad un’altra persona. Si legge, infatti, che «i precettori e coloro che insegnano un mestiere o un’arte sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei loro allievi e apprendisti nel tempo in cui sono sotto la loro vigilanza».

Anche la Cassazione si è più volte pronunciata in questo senso [2], proprio sulla base del citato articolo del Codice civile, stabilendo la responsabilità degli insegnanti quando:

Va segnalato, comunque, che sia il Codice civile sia le sentenze della Cassazione stabiliscono dei princìpi generali a cui attenersi in caso di

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conflitto. Ma che, soprattutto quando ci sono di mezzo dei minori, ogni caso va valutato a seconda del contesto e delle circostanze.

Bambini violenti: cosa possono fare i genitori?

Le procedure previste per affrontare il problema di un bambino violento a scuola non parlano di un eventuale esposto al Provveditore, o non almeno come prima azione da compiere. Si parte dal presupposto che, prima di agire, è opportuno parlare con gli insegnanti e, eventualmente, con il dirigente scolastico per approfondire la situazione e cercare le alternative meno traumatiche per tutte.

Se proprio la vicenda ha una particolare gravità, i genitori degli altri bambini possono informare per iscritto il dirigente scolastico

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con una lettera o una relazione in cui vengono esposti in modo chiaro e sintetico i fatti e si chiede di provvedere in merito al più presto (vedi sotto il facsimile).

Il dirigente, in qualità di pubblico ufficiale e con la dovuta documentazione in mano, dovrà convocare i genitori dell’alunno segnalato come violento. Potrà chiedere un supporto psicologico nel caso in cui venga rilevata un’aggressività generale proveniente dalla relazione familiare.

Saranno coinvolti anche i docenti ed i collaboratori scolastici per attuare un piano protocollato mirato alla rieducazione dell’alunno. Se il minore avesse più di 14 anni e gli episodi segnalati fossero rilevanti, è possibile anche fare una segnalazione ai

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Carabinieri o alla Polizia di Stato.

Parallelamente, verranno attuate in classe delle misure di sorveglianza adatte per tutelare l’incolumità fisica di alunni e di docenti.

La relazione può essere presentata anche dal personale docente, per spiegare al dirigente scolastico che cos’è successo e per suggerire eventuali azioni da compiere. Nel caso in cui si ritenesse che, al di là dei problemi che un bambino violento possa manifestare per il suo carattere o per un mancato equilibrio in famiglia, fosse necessario un intervento sull’organico dell’istituto per garantire maggiore sorveglianza, i docenti ed il dirigente scolastico potrebbero presentare un esposto al Provveditore per chiedere un supporto.

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