Non seguire l’andamento scolastico del figlio è reato

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Autore: Carlos Arija Garcia

24 agosto 2020

Giornalista professionista, speaker, blogger e video editor. Ha lavorato per la Cadena SER, la più grande emittente radiofonica privata spagnola (gruppo Prisa). In Italia, impegnato in alcune start up su Internet e dipendente di Rai e Class Editori, dove ha svolto il ruolo di caporedattore a Class Tv e scritto per il quotidiano Italia Oggi. Collaborazioni anche nel campo dell'e-learning per assicurazioni e banche.

Non basta garantire l’assegno di mantenimento: occorre farsi carico degli obblighi di assistenza morale verso i ragazzi.

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Il genitore che, pur versando l’assegno di mantenimento al figlio, non vuole seguire l’andamento scolastico del ragazzo e si disinteressa anche delle sue esigenze sportive o sociali commette reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare. Lo ha stabilito il Tribunale di Campobasso.

Non basta, dunque, pensare che con un assegno più o meno cospicuo si possa «pagare» l’essere genitori distogliendosi da tutti gli altri compiti proprio di un padre o di una madre. Insomma, secondo i giudici, oltre al pane sulla tavola bisogna garantire anche il giusto interesse verso la vita scolastica ed i rapporti sociali dei figli. Ad esempio, partecipando agli incontri con gli insegnanti, aiutando loro a fare i compiti se ne hanno la necessità o incentivandoli a fare un’attività extrascolastica o a frequentare degli amici.

Nel caso esaminato dal tribunale del capoluogo molisano, diverse testimonianze avevano confermato il completo disinteresse del padre verso i figli: il genitore era scrupoloso nel far rispettare, dalla sua ex compagna, gli accordi in merito al suo diritto di visita ma non si dimostrava altrettanto nel mantenere gli obblighi di assistenza morale nei confronti dei figli. Secondo il giudice, infatti, «ciascun genitore deve farsi carico non solo dei mezzi di sopravvivenza vitale, ma anche degli strumenti che consentono un sia pur contenuto soddisfacimento di altre complementari esigenze», tra cui quelle scolastiche, sportive e sociali.

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