Gradi di parentela: quali sono

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Autore: Sabrina Mirabelli

08 settembre 2020

Laureata in giurisprudenza ha svolto la professione di avvocato civilista dal 1994 al 2013.

Definizione e criteri di calcolo dei legami che si creano all’interno di una famiglia.

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Un amico ti ha presentato un suo cugino di secondo grado. Sei stato convocato da un notaio per l’apertura del testamento di un parente di quinto grado. Hai trovato in soffitta il disegno dell’albero genealogico della tua famiglia con l’indicazione dei rami della generazione. Se non conosci i gradi di parentela quali sono né tantomeno sai la differenza che intercorre con l’affinità, allora potrai apprenderlo leggendo quest’articolo. La definizione di parenti ed affini è contenuta nel codice civile. I primi sono quei soggetti legati da un vincolo di consanguineità, i quali discendono da uno stesso capostipite

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[1].

Gli affini, invece, sono le persone unite da un vincolo indiretto come nel caso di un coniuge con i parenti dell’altro coniuge [2]. I parenti e gli affini possono ordinarsi in gradi, sia in linea retta sia in linea collaterale. I parenti fino al sesto grado e gli affini fino al quarto grado, quindi, il coniuge, le parti dell’unione civile, i conviventi di fatto e i fidanzati costituiscono, poi, i così detti congiunti, dei quali si è sentito molto parlare durante la scorsa pandemia di coronavirus.

Chi sono i parenti

Stabilire con esattezza chi sono i parenti è importante. Dal punto di vista giuridico, il vincolo (di parentela) che lega le persone appartenenti ad una stessa famiglia assume rilievo in tema di successioni oltre che in ambito tributario, essendo attribuita importanza fino al

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sesto grado di parentela.

Innanzitutto, è possibile distinguere i parenti:

  1. in linea retta, che sono le persone che discendono le une dall’altra come genitore-figlio o nonno-nipote;
  2. in linea collaterale, che sono le persone le quali, pur avendo uno stipite in comune, non discendono le une dalle altre (vedi i fratelli o zio e nipote).

Come si calcolano i gradi di parentela

Una volta fatta la distinzione tra parenti in linea retta e in linea collaterale è possibile determinare i gradi di parentela.

Più precisamente:

Facciamo qualche

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esempio per comprendere meglio.

Parenti in linea retta di primo grado

Figlio e genitore: Marco è figlio di Antonio. Tra Marco e Antonio vi è una parentela in linea retta di primo grado perché Marco discende da Antonio.

Padre (Antonio)

Figlio (Marco) (1)

Parenti in linea retta di secondo grado

Nonno e nipote: Ugo è il padre di Antonio, il quale a sua volta è il padre di Marco. Quindi, Ugo e Marco sono nonno e nipote. In questo caso il conteggio del grado di parentela è il seguente: nonno + padre + nipote = 3 – 1 (Ugo, il capostipite che va escluso) = 2. Inoltre, la parentela è in linea retta in quanto Antonio e Marco discendono entrambi da Ugo.

Nonno (Ugo)

Padre (Antonio) (2)

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Figlio/Nipote (Marco) (1)

Parenti in linea collaterale di secondo grado

Fratelli e sorelle: Ugo è il padre di Antonio e di Giulio che, perciò, sono fratelli. Per contare il grado di parentela si deve partire da Antonio, salire sino a Ugo e, poi, scendere sino a Giulio. Si ha, quindi: fratello + padre + fratello = 3 – 1 (Ugo, il capostipite che non va conteggiato) = 2. La parentela è in linea collaterale in quanto Antonio e Giulio non discendono l’uno dall’altro.

Padre (Ugo)

Figlio (Antonio) (1) Figlio (Giulio) (2)

Parenti in linea retta di terzo grado

Bisnipote e bisnonno: Marco è il figlio di Antonio e il nipote di Ugo. Ugo è il figlio di Simone. Marco, quindi, è il bisnipote di Simone. Per contare il grado di parentela si parte da Marco, si sale ad Antonio, poi, ad Ugo e per finire a Simone. Perciò, si ha: 4 – 1 (Simone, il capostipite che va escluso) = 3. Bisnipote e bisnonno sono parenti in linea retta in quanto il primo discende dall’altro.

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Bisnonno (Simone)

Nonno (Ugo) (3)

Padre (Antonio) (2)

Figlio/Nipote (Marco) (1)

Parenti in linea collaterale di terzo grado

Nipote e zio: Marco è figlio di Antonio. Antonio è figlio di Ugo e fratello di Giulio. Pertanto, Marco è nipote di Giulio. Per il conteggio del grado di parentela bisogna partire da Marco, salire sino ad Antonio e a seguire sino a Ugo per poi, scendere sino a Giulio. Quindi, si ha: 4 – 1 (Ugo, il capostipite che non si conta) = 3. La linea della parentela è quella collaterale in quanto Marco non discende da Giulio.

Nonno (Ugo)

Padre (Antonio) (2) Zio (Giulio) (3)

Figlio/Nipote (Marco) (1)

Parenti in linea collaterale di quarto grado

Cugini

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: Ugo ha due figli, Antonio e Giulio. Marco è figlio di Antonio mentre Andrea è figlio di Giulio. Marco e Andrea sono cugini. Il grado di parentela si conta in tal modo: si parte da Marco, si sale ad Antonio, poi, ad Ugo, si scende sino a Giulio e, quindi, sino ad Andrea. Perciò, si ha 5 – 1 (Ugo, il capostipite) = 4. Anche in questo caso la linea di parentale è quella collaterale perché Marco e Andrea non discendono l’uno dall’altro.

Nonno (Ugo)

Padre/Zio (Antonio) (2) Padre/Zio (Giulio) (3)

Figlio/Cugino (Marco) (1) Figlio/Cugino (Andrea) (4)

Quali sono i gradi di parentela

I gradi di parentela che si possono ricavare dalle modalità di calcolo sopra esaminate sono:

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Chi sono gli affini

Gli affini sono i parenti del coniuge. Pertanto, sono tali i cognati, il suocero e la nuora, la suocera e il genero. Anche agli affini si applicano le stesse regole già esaminate per quanto riguarda il calcolo del grado di parentela, sia nella linea retta sia in quella collaterale.

Affini in linea retta di primo grado

Suocero e nuora/suocera e genero: Giuseppe è figlio di Mario e marito di Alessandra. Mario, quindi, è il suocero di Alessandra. Poiché Mario e Giuseppe sono parenti in linea retta di primo grado, essendo padre e figlio, analogamente tra Alessandra (nuora) e Mario (suocero) esiste un’affinità in linea retta di primo grado.

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Padre/Suocero (Mario)

Figlio (Giuseppe) Moglie/Nuora (Alessandra)

Affini in linea retta di secondo grado

Nonno e moglie del nipote: Ugo è padre di Antonio e nonno di Marco. Marco è sposato con Valeria. Tra Ugo e Marco esiste una parentela in linea retta di secondo grado. Da ciò deriva che tra Ugo e Valeria vi è un’affinità in linea retta di secondo grado.

Nonno (Ugo)

Padre (Antonio)

Figlio/Nipote (Marco) Moglie di Marco (Valeria)

Affini in linea collaterale di secondo grado

Marito e fratello/sorella della moglie: Alessandra e Giuseppe sono marito e moglie. Alessandra è la sorella di Manuela, quindi, sono parenti in linea collaterale di secondo grado. Parimenti Giuseppe e Manuela (cognati) sono affini in linea collaterale di secondo grado.

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Moglie e Marito (Alessandra e Giuseppe)

Sorella di Alessandra (Manuela) Cognati (Giuseppe e Manuela)

Affini in linea retta di terzo grado

Bisnonno del marito/moglie: Simone è il padre di Ugo. Ugo è il padre di Antonio. Antonio è il padre di Marco. Simone e Marco sono parenti in linea retta di terzo grado in quanto bisnonno e nipote. Marco è sposato con Valeria. Simone e Valeria sono affini in linea retta di terzo grado.

Bisnonno (Simone)

Nonno (Ugo)

Padre (Antonio)

Figlio/Nipote (Marco) Moglie di Marco (Valeria)

Affini in linea collaterale di terzo grado

Zio del marito/ moglie: Giulio è lo zio di Marco, in quanto fratello di suo padre Antonio. Marco è sposato con Valeria. Giulio e Marco sono zio e nipote, quindi, parenti in linea collaterale di terzo grado. Giulio e Valeria sono affini in linea collaterale di terzo grado.

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Fratelli (Giulio e Antonio)

Figlio/Nipote (Marco) Moglie di Marco (Valeria)

Affini in linea collaterale di quarto grado

Cugino del marito/moglie: Marco e Andrea sono cugini poiché figli di due fratelli, Antonio e Giulio. Tra Marco e Andrea vi è una parentela in linea collaterale di quarto grado. Marco è sposato con Valeria. Andrea e Valeria sono affini in linea collaterale di quarto grado.

Fratelli (Antonio e Giulio)

Cugini (Marco e Andrea) Moglie di Marco (Valeria)

Quali sono i gradi di affinità

Da quanto detto finora consegue che i gradi di affinità di un soggetto sono:

Esiste un legame tra gli affini di due coniugi?

Gli affini di due coniugi non sono affini tra loro così come i coniugi degli affini non sono affini tra loro. Ad esempio le mogli di due fratelli non sono legate da alcun vincolo di affinità. Infatti, tale tipo di legame sussiste solo tra cognati.

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Qual è il rapporto che lega il marito e la moglie

Tra marito e moglie non esiste né un rapporto di parentela né di affinità ma sussiste una relazione diretta di coniugio, dal quale discendono specifici diritti e doveri per entrambi [3]. Il rapporto di coniugio non è indispensabile per creare vincoli di parentela in quanto due persone possono avere dei discendenti anche se non sono unite in matrimonio.

Se si interrompe il rapporto di coniugio per divorzio e/o annullamento del matrimonio rimangono comunque intatte le relazioni di parentela preesistenti.

Per quanto attiene l’affinità tra il coniuge e i parenti dell’altro, è opportuno evidenziare come la legge preveda uno specifico divieto di contrarre matrimonio tra affini, sia in linea retta sia in linea collaterale [4]. Perciò, non possono contrarre matrimonio ad esempio la nuora e il suocero o la cognata e il fratello del marito.

L’affinità non viene meno in caso di morte, anche senza prole, del coniuge da cui deriva. Il vincolo persiste pure in caso il divorzio mentre cessa se viene dichiarata la nullità del matrimonio.

Cosa succede in caso di adozione

Se un minore viene adottato acquista lo status di figlio legittimo degli adottanti. Questi ultimi diventano suoi genitori a tutti gli effetti e l’adottato rescinde ogni legame con la famiglia d’origine. Contestualmente crea vincoli di parentela con i parenti degli adottanti.

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