Perché ci sono Regioni a Statuto speciale?
La Costituzione prevede che le Regioni italiane abbiano dei differenti livelli di autonomia nei confronti dello Stato centrale.
A partire dagli anni ’70, sono state istituite le Regioni italiane. La Costituzione definisce quali sono i compiti dello Stato centrale e quali sono i compiti delle Regioni. Tuttavia, non tutte le regioni hanno lo stesso livello di autonomia rispetto allo Stato. Esistono, infatti, nel nostro Paese, quattro Regioni a statuto speciale e due Province autonome.
Ma perché ci sono Regioni a Statuto speciale? L’istituzione di tale tipologia di Regioni e l’attribuzione ad esse di un livello di autonomia differenziato rispetto alle altre affonda le sue radici, soprattutto, negli eventi storici. Dopo la seconda guerra mondiale, infatti, lo Stato ha ritenuto opportuno garantire ampi margini di autonomia ad alcuni territori per preservare la coesione nazionale ed evitare il rischio di disgregazione territoriale del Paese.
Indice
Cosa sono le Regioni?
La nostra Costituzione [1] prevede che lo Stato si articoli in diversi livelli amministrativi e di governo.
In particolare, la Carta Costituzionale prevede che la Repubblica italiana sia costituita da:
- Stato;
- Regioni;
- Città Metropolitane;
- Province;
- Comuni
La riforma costituzionale del Governo Renzi, sfociata nel referendum del 4 dicembre 2016, proponeva di togliere dalla Costituzione il riferimento alle Province. Tuttavia, la consultazione referendaria non ha dato il risultato sperato dai promotori e le Province sono, dunque, ancora oggi una delle articolazioni amministrative della nostra Repubblica. Non vi è dubbio che, dopo lo Stato, il livello amministrativo più importante è costituito dalle
Le Regioni italiane sono 20 e sono caratterizzate da profonde differenze fra di loro per quanto riguarda l’estensione territoriale, il numero di abitanti, il tessuto economico-produttivo.
Le Regioni hanno una serie di competenze che sono loro attribuite in via esclusiva dalla Costituzione. In altre materie, invece, le Regioni hanno una competenza concorrente con lo Stato. Ciò significa che, in questi ambiti, le Regioni possono definire la normativa di dettaglio ma rispettando i principi generali fissati dallo Stato [2].
Regioni a Statuto speciale: cosa sono?
Nel nostro Paese, tuttavia, non tutte le Regioni godono del medesimo livello di autonomia rispetto allo Stato
In particolare, secondo la disposizione costituzionale, tali Regioni dispongono di forme e condizioni particolari di autonomia, secondo i rispettivi Statuti speciali che vengono adottati con legge costituzionale. Si tratta delle Regioni a Statuto speciale che sono:
- Friuli Venezia Giulia;
- Sardegna;
- Sicilia;
- Trentino-Alto Adige/Südtirol;
- Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste.
Per quanto riguarda il Trentino-Alto Adige/Südtirol, in realtà, a partire dal cosiddetto “Pacchetto per l’Alto Adige” degli anni settanta, piuttosto che parlare di Regione a Statuto speciale sarebbe più corretto parlare delle due
L’autonomia speciale di cui queste Regioni e Province autonome godono si traduce, in sostanza, nel fatto che a tali livelli di governo sono riconosciuti dei margini di autonomia nei confronti dello Stato maggiori rispetto alle altre Regioni.
In particolare, queste Regioni sono autorizzate ad occuparsi di numerose materie che sono invece precluse alle altre. Inoltre, tali enti hanno un livello di autonomia finanziaria dallo Stato maggiore degli altri.
Perché esistono le Regioni a Statuto speciale?
Molti italiani ritengono che la presenza delle Regioni a statuto speciale sia, ormai, anacronistica e non più giustificabile.
Inoltre, secondo molti, la differenziazione tra
Ma perché sono state istituite le Regioni a Statuto speciale? La motivazione è di carattere essenzialmente storico.
Dopo la seconda guerra mondiale, c’erano numerosi movimenti separatisti nel nostro Paese e c’era il concreto rischio che, se non venivano assecondate le istanze di autonomia provenienti da alcuni territori, la coesione nazionale non poteva essere garantita.
Basti pensare al fatto che in alcune delle Regioni speciali come Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige, Friuli Venezia Giulia vi sono delle minoranze linguistiche che parlano lingue diverse dall’italiano (francese in Valle d’Aosta, tedesco e ladino in Trentino-Alto Adige, sloveno in Friuli Venezia Giulia) oppure al fatto che in Sardegna ed in Sicilia vi fossero dei forti movimenti separatisti.
Il compromesso trovato dall’Assemblea Costituente è stata l’istituzione dell’autonomia speciale che ha consentito allo Stato di mantenere saldi i suoi confini concedendo maggiori margini di autonomia ai territori caratterizzati da elementi di specialità rispetto agli altri.