Se l’ex vive con figli, la casa è al sicuro
Il provvedimento di assegnazione dell’immobile è opponibile ad un’eventuale richiesta di terzi se c’è da tutelare l’interesse della prole.
Nessuno può pretendere di entrare in possesso di un immobile in cui abita un genitore separato o divorziato con i figli. La normativa, infatti, prevede, per quanto riguarda il godimento della casa familiare, la priorità all’interesse dei figli e stabilisce, inoltre, che il provvedimento di assegnazione sia trascrivibile e opponibile a terzi. Significa che non è possibile acquistarla o pretenderla in alcun modo, anche quando di mezzo c’è un’eventuale ipoteca.
Infatti, come si legge in una recente sentenza del tribunale di Trani [1], il provvedimento di assegnazione della casa familiare trascritto prima dell’iscrizione di ipoteca è opponibile all’acquirente in base al Codice civile, purché si debba tutelare l’interesse dei figli. Nel momento in cui i ragazzi diventano maggiorenni ed autosufficienti da un punto di vista economico, il terzo può presentare richiesta di entrare in possesso dell’immobile per la sopravvenuta inefficacia dell’assegnazione [3].