Accertamento fiscale ridotto se i redditi derivano dai parenti conviventi

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Autore: Redazione

08 dicembre 2013

La Redazione di LLpT è costituita da un team di avvocati che, giornalmente, “traduce” in linguaggio comprensibile a tutti, anche ai meno esperti, le ultime sentenze dei tribunali e i testi delle leggi. Ciò affinché ciascuno possa conoscere - in modo chiaro, immediato e senza incertezze - i propri diritti e doveri.

Se l’Agenzia delle Entrate rileva un acquisto di beni sproporzionato rispetto al tenore di vita denunciato nella dichiarazione dei redditi deve comunque tener conto di tutte le disponibilità economiche dei familiari; il giudice può ridurre l’accertamento effettuato col redditometro.

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In caso di accertamento fiscale con il redditometro, da cui risulti un tenore di vita superiore alle proprie possibilità, il contribuente può difendersi dimostrando che i maggiori redditi gli derivano dai sostegni erogatigli dai familiari conviventi (per esempio: una pensione della madre).

Una piaga sociale

È ormai una (triste) realtà dei nostri giorni il fatto che una intera generazione di persone, ormai prossime alla mezza età, continui a vivere solo grazie alle

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pensioni e ai risparmi degli anziani genitori. La crisi ha portato un dimezzamento delle entrate e i nuclei familiari stanno attingendo dal classico “salvadanaio”: risorse immobilizzate o depositate nei conti correnti dalle generazioni precedenti.

Qualcuno, in verità, spende anche più di quanto dovrebbe e, allora, scatta la lucina rossa all’Agenzia delle Entrate. Il redditometro nota l’incongruenza tra tenore di vita effettivo e reddito dichiarato con la denuncia annuale. Così l’accertamento fiscale è dietro l’angolo.

La sentenza a favore del cittadino

Consapevole della realtà dei fatti, il Commissione Tributaria provinciale di Reggio Emilia, con una recente sentenza

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[1], ha ritenuto possibile annullare (o ridurre) l’accertamento fiscale nelle situazioni in cui il contribuente riesca a dimostrare che l’acquisto, da parte sua, di auto e beni di consumo è avvenuto con le disponibilità economiche dei familiari conviventi.

Insomma, la prova che ai bisogni del figlio provvedano, da sempre, i genitori con la loro pensione può essere considerata una valida ragione per giustificare il discostamento dagli studi di settore. Nel caso di accertamento con metodo sintetico – hanno detto i giudici – vanno considerati, in favore del contribuente, i redditi ulteriori (nella fattispecie la pensione di un familiare convivente) che siano nella propria disponibilità.

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