Accertamento fiscale ridotto se i redditi derivano dai parenti conviventi
Se l’Agenzia delle Entrate rileva un acquisto di beni sproporzionato rispetto al tenore di vita denunciato nella dichiarazione dei redditi deve comunque tener conto di tutte le disponibilità economiche dei familiari; il giudice può ridurre l’accertamento effettuato col redditometro.
In caso di accertamento fiscale con il redditometro, da cui risulti un tenore di vita superiore alle proprie possibilità, il contribuente può difendersi dimostrando che i maggiori redditi gli derivano dai sostegni erogatigli dai familiari conviventi (per esempio: una pensione della madre).
Una piaga sociale
È ormai una (triste) realtà dei nostri giorni il fatto che una intera generazione di persone, ormai prossime alla mezza età, continui a vivere solo grazie alle
Qualcuno, in verità, spende anche più di quanto dovrebbe e, allora, scatta la lucina rossa all’Agenzia delle Entrate. Il redditometro nota l’incongruenza tra tenore di vita effettivo e reddito dichiarato con la denuncia annuale. Così l’accertamento fiscale è dietro l’angolo.
La sentenza a favore del cittadino
Consapevole della realtà dei fatti, il Commissione Tributaria provinciale di Reggio Emilia, con una recente sentenza
Insomma, la prova che ai bisogni del figlio provvedano, da sempre, i genitori con la loro pensione può essere considerata una valida ragione per giustificare il discostamento dagli studi di settore. Nel caso di accertamento con metodo sintetico – hanno detto i giudici – vanno considerati, in favore del contribuente, i redditi ulteriori (nella fattispecie la pensione di un familiare convivente) che siano nella propria disponibilità.