Quali documenti servono per fare la certificazione energetica?

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Autore: Sabrina Mirabelli

23 dicembre 2020

Laureata in giurisprudenza ha svolto la professione di avvocato civilista dal 1994 al 2013.

In caso di vendita, di locazione o di una ristrutturazione importante di un immobile ma anche per usufruire dell’Ecobonus, il proprietario è tenuto ad esibire un certificato energetico.

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Per il compimento di alcuni specifici atti aventi ad oggetto un edificio o una singola unità immobiliare la legge richiede il possesso di un’apposita documentazione riguardante le peculiarità energetiche del bene. Si tratta dell’Attestato di prestazione energetica (Ape), detto comunemente certificato energetico che, prima delle modifiche apportate dal decreto n. 63/2013, veniva chiamato Ace (Attestato di certificazione energetica). Per la sua redazione è necessario rivolgersi ad un professionista qualificato.

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Quali documenti servono per fare la certificazione energetica? Fermo restando alcune discrezionalità regionali, al tecnico incaricato occorre fornire i documenti dai quali si possono evincere i dati catastali dell’immobile nonché tutte le informazioni relative all’impianto di riscaldamento, sia autonomo sia centralizzato, e le planimetrie, cartacee o su supporto digitale. Inoltre, vanno comunicati i dati relativi al proprietario del bene e nel caso di un intero condominio, i dati dell’amministratore oltre a quelli del condominio stesso. Le informazioni e i documenti devono essere messi a disposizione del professionista al momento del sopralluogo.

Cos’è l’Attestato di prestazione energetica

L’

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Attestato di prestazione energetica è il documento che descrive le caratteristiche energetiche di un intero edificio oppure di una singola unità immobiliare.

Oltre al dato numerico relativo ai consumi energetici, attraverso l’Ape viene definita anche la classe energetica dell’immobile, rappresentata con una scala di 10 lettere. Più precisamente si va da A4, che indica un’efficienza energetica migliore, a G, che indica un edificio/unità immobiliare poco efficiente dal punto di vista energetico.

L’Ape consente di determinare la qualità di un immobile sotto il profilo energetico e, quindi, di attribuirgli un valore specifico sulla base del risparmio energetico che esso garantisce in virtù delle caratteristiche degli impianti e delle parti interne.

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L’Ape è, altresì, uno strumento utile per consigliare al proprietario eventuali interventi di riqualificazione energetica mirati a ridurre i consumi.

Quando è obbligatorio l’Ape

L’Attestato di prestazione energetica è obbligatorio nei seguenti casi:

L’Ape va

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aggiornato in caso di lavori di riqualificazione o ristrutturazione dell’immobile che ne modificano la prestazione energetica. Si pensi all’ipotesi in cui vengono sostituiti gli infissi oppure la caldaia.

Nel caso in cui un immobile sia stato dotato di Ace in corso di validità, rilasciato prima dell’entrata in vigore del D.lgs. n. 63/2013, non bisogna sostituirlo con l’Ape.

Quando non occorre l’Ape

L’Ape non è necessario nelle ipotesi di [2]:

Chi redige l’Attestato di certificazione energetica

L’Ape viene redatto da un

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soggetto accreditato, denominato certificatore energetico, il quale possiede specifiche competenze in materia di efficienza energetica applicata agli immobili. Nella maggior parte dei casi si tratta di un architetto, di un ingegnere o di un geometra, abilitato alla progettazione di edifici e di impianti, che viene nominato dal proprietario dell’immobile o da chi ne fa le veci.

Le Regioni tramite apposite leggi locali disciplinano la materia relativa alla formazione, alla supervisione ed all’accreditamento di tali professionisti. In mancanza di una normativa regionale apposita, bisogna fare riferimento al D.Lgs. n. 192/2005.

Il certificatore energetico deve dichiarare, sul modello dell’Ape, la sua

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imparzialità ed indipendenza nei confronti del committente che gli affida l’incarico, altrimenti viene sanzionato penalmente.

Per la redazione dell’Ape è prevista l’adozione di una metodologia nazionale comune per tutte le Regioni.

Quali sono le responsabilità del certificatore energetico

In fase di redazione e deposito dell’Ape il certificatore energetico assume una serie di importanti responsabilità:

Il professionista qualificato che rilascia la relazione tecnica senza rispettare gli schemi e le modalità stabilite dalla legge o un Ape senza il rispetto dei criteri e delle metodologie prescritte, è punito con una sanzione amministrativa non inferiore a

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700 euro e non superiore a 4.200 euro.

L’ente locale e la Regione o la Provincia autonoma che applicano le sanzioni secondo le rispettive competenze, danno comunicazione ai relativi ordini o collegi professionali per l’adozione dei provvedimenti disciplinari opportuni.

Come si redige l’Ape

L’Ape viene redatto mediante l’ausilio di specifici software che effettuano un’analisi energetica dell’immobile.

A tal fine, vanno presi in considerazione:

  1. le caratteristiche dell’immobile (geometriche e di esposizione);
  2. le caratteristiche delle murature e degli infissi;
  3. la tipologia degli impianti di riscaldamento, di raffrescamento e di quelli per la produzione dell’acqua calda sanitaria presenti nell’immobile;
  4. gli impianti di ventilazione meccanica, se presenti;
  5. gli eventuali sistemi di produzione di energia rinnovabile.

Il certificatore deve eseguire

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obbligatoriamente un sopralluogo nell’immobile per acquisire tutte le informazioni che gli occorrono per compilare l’Ape. A tal fine, ne visiona le parti riscaldate e la centrale termica, prende misure, analizza le caratteristiche dell’involucro che delimita il volume riscaldato (muri, finestre, tetto, pavimento) e quelle degli impianti.

Successivamente, compila il documento, effettuando i calcoli necessari con l’apposito software certificato. Infine, rilascia l’Ape al committente, il quale deve conservarlo unitamente la libretto della caldaia. Una copia dell’Attestato va presentata alla Regione di competenza.

L’Ape può essere firmato dal certificatore energetico anche

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digitalmente, tenuto conto che alcune Regioni utilizzano esclusivamente questo metodo per ricevere il documento nel loro catasto energetico.

Quali documenti servono per l’Ape

La documentazione richiesta per redigere l’Ape comprende:

Quanto costa l’Ape

Come tutti gli altri servizi professionali anche l’Ape non è soggetto a tariffazione minima. Pertanto, il prezzo di tale documento si aggira tra i

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150 euro e i 250 euro in base alla città in cui è ubicato l’immobile e alle sue caratteristiche. Tale costo fa riferimento ad un appartamento. Pertanto, se si tratta di una villa, di una casa a schiera, di un ufficio oppure di un negozio, il prezzo può essere anche più alto.

Qual è la durata dell’Ape

L’Ape ha una validità temporale massima di 10 anni a partire dal suo rilascio e va aggiornato ad ogni intervento di ristrutturazione e riqualificazione che modifica la classe energetica dell’edificio o dell’unità immobiliare.

La durata decennale è condizionata al rispetto delle prescrizioni per le operazioni di controllo dell’efficienza energetica degli impianti di cui al decreto legislativo del 2013. Se tali controlli non vengono effettuati, l’Ape decade il 31 dicembre dell’anno successivo a quello in cui è prevista la prima scadenza non rispettata per le predette operazioni di controllo di efficienza energetica.

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