Quanto tempo ci vuole per avere la residenza?

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Autore: Carlos Arija Garcia

06 gennaio 2021

Giornalista professionista, speaker, blogger e video editor. Ha lavorato per la Cadena SER, la più grande emittente radiofonica privata spagnola (gruppo Prisa). In Italia, impegnato in alcune start up su Internet e dipendente di Rai e Class Editori, dove ha svolto il ruolo di caporedattore a Class Tv e scritto per il quotidiano Italia Oggi. Collaborazioni anche nel campo dell'e-learning per assicurazioni e banche.

Si può risolvere la pratica in tempo reale? Quali sono gli effetti sulle notifiche di multe o accertamenti?

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Stai per trasferirti in un altro Comune e devi fare il cambio di residenza. Hai tutti i documenti in mano da portare in Comune ma vorresti anche sapere quando puoi chiedere il medico di famiglia, avere il certificato elettorale (in Italia serve assai spesso) e quant’altro. La domanda che ti poni, quindi, è: «Quanto tempo ci vuole per avere la residenza?».

Se ritieni (e chi potrebbe darti torto?) che la burocrazia sia in grado di ritardare questa pratica, per una volta potresti sbagliarti. Avere formalmente la residenza in un Comune è molto più veloce di quello che si possa immaginare. Oggi, addirittura, si può ottenere con la stessa velocità con cui si guardano i risultati delle partite di calcio della serie A: in tempo reale. Consegni i documenti ed è fatta.

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Ovviamente, bisogna sapere quali documenti vanno consegnati in Comune e se ci sono delle scadenze previste da quando si abita materialmente in quel municipio per portarli all’ufficio anagrafe. Ed è quello che vedremo di seguito: quanto tempo ci vuole per avere la residenza, da quando scattano i diritti effettivi come residente in un Comune e quali documenti bisogna presentare.

Residenza: che cos’è?

Conviene sempre fare un passo indietro e ricordare che cos’è la residenza, concetto spesso confuso con il domicilio. Come abbiamo più volte spiegato, la residenza è il luogo in cui una persona ha la sua

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dimora abituale, vale a dire quello in cui vive con una certa stabilità, in maniera duratura. Per quanto tempo? Non importa: può cambiarla ogni volta che ne ha bisogno. L’importante è che in quel luogo stabilisca la propria abitazione.

Ecco la differenza sostanziale tra residenza e domicilio: quest’ultimo non fa riferimento formalmente all’abitazione ma al luogo in cui una persona stabilisce la sede dei propri affari ed interessi.

Così può succedere che Mario Rossi abbia la residenza a Modena, dove abita stabilmente con la sua famiglia, ma possieda anche un domicilio a Bologna, dove lavora durante la settimana.

Residenza: cosa comporta?

Avere la residenza vuol dire poter ottenere il diritto al rilascio del

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certificato anagrafico e l’accesso ai servizi demografici, ma anche:

Residenza: dove bisogna dichiararla?

La residenza va dichiarata all’ufficio anagrafe del Comune in cui si vuole stabilire l’abitazione entro 20 giorni dal momento in cui il cittadino si trasferisce nella nuova casa.

Occorre indicare:

Bisogna, inoltre, allegare le copie dei documenti di identità del dichiarante e dei suoi familiari.

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Per dichiarare la residenza al Comune, è possibile seguire una di queste procedure:

Residenza: quanto ci vuole per averla?

Ed ecco che si arriva al punto: la burocrazia rallenta la pratica per ottenere la residenza? Il cittadino può rimanere sorpreso ma no, non è così: il

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cambio di residenza acquista validità dal giorno stesso in cui è consegnato al Comune il modulo di dichiarazione di residenza.

Nei due giorni lavorativi successivi alla presentazione del modulo, l’ufficiale dell’anagrafe effettua le iscrizioni anagrafiche, mutando la residenza del dichiarante in tempo reale. Significa che gli effetti giuridici delle iscrizioni anagrafiche decorrono dalla data della dichiarazione.

Ciò nonostante, ci sono degli accertamenti anagrafici che devono essere compiuti dal Comune, per verificare che, effettivamente, il cittadino che ha detto di essere residente in una determinata casa ci abiti per davvero e in maniera abituale. Gli accertamenti vengono fatti dalla Polizia municipale o da altra persona autorizzata dal Comune

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entro 45 giorni dalla data in cui è stata presentata la dichiarazione. Nel caso in cui risultassero delle discordanze con quanto dichiarato dal cittadino, l’ufficiale dell’anagrafe le comunica all’autorità di pubblica sicurezza.

In termini pratici, che cosa significa che si può avere la residenza in tempo reale nel momento in cui si presenta la domanda, indipendentemente da quanto ci vuole per essere lavorata? Significa, ad esempio, che se oggi vai nel tuo Comune a presentare la dichiarazione del cambio di residenza, tutte le raccomandate spedite da oggi in poi arriveranno al nuovo indirizzo che hai segnalato in Comune. E, ahimè, lo stesso succederà con le multe o con gli

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atti giudiziari.

Per essere ancora più chiari: se oggi ottieni la residenza, domani parte un verbale di una multa indirizzato a te e arriva dopo due giorni nella casa dove abitavi prima con i genitori. Anche se il tuo papà firma la notifica, il verbale risulterà «non pervenuto» e, quindi, la multa non sarà valida. Attenzione, però, perché c’è un’eccezione che riguarda gli accertamenti inviati dall’Agenzia delle Entrate: per gli atti fiscali, infatti, la legge stabilisce che le modificazioni dell’indirizzo di residenza hanno effetto, ai fini delle notificazioni, dal trentesimo giorno successivo a quello dell’avvenuta variazione anagrafica. Trascorsi quei 30 giorni, l’Agenzia delle Entrate deve farti pervenire i suoi atti esclusivamente al tuo nuovo indirizzo di residenza.

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