Chi rilascia il certificato di gravidanza?

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Autore: Redazione

30 gennaio 2021

La Redazione di LLpT è costituita da un team di avvocati che, giornalmente, “traduce” in linguaggio comprensibile a tutti, anche ai meno esperti, le ultime sentenze dei tribunali e i testi delle leggi. Ciò affinché ciascuno possa conoscere - in modo chiaro, immediato e senza incertezze - i propri diritti e doveri.

Documentazione necessaria all’astensione obbligatoria dal lavoro: a chi rivolgersi per ottenerla? Il ruolo dell’Inps nella registrazione del certificato utile al congedo di maternità.

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La tutela delle donne incinte è materia sempre più trattata dal diritto del lavoro. Tali salvaguardie indispensabili hanno incontrato, soprattutto negli ultimi anni, riforme inerenti ad altri ambiti, come ad esempio quello dell’amministrazione digitale. È il caso, quindi, di aggiornarti sui tuoi diritti, soprattutto se hai saputo da poco di essere incinta.

Dopo aver appreso la lieta notizia, l’avrai certamente comunicata al tuo datore di lavoro che ti avrà informata sulla necessità di presentare il certificato di gravidanza. Tu, però, non sapevi nemmeno dell’esistenza di una documentazione che attestasse l’esistenza di una nuova vita nel tuo grembo e la prima cosa che ti sei domandata è stata: «

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Chi rilascia il certificato gravidanza?». Se ti sei posta questa domanda puoi anche smettere di andare alla ricerca di ulteriori informazioni. Infatti, in questo articolo troverai tutte le risposte alle domande che ti stavi ponendo: chi si occupa del rilascio del certificato, a chi va presentato e come renderlo consultabile al datore di lavoro. Si tratta, quindi, di una piccola guida a cui potrai fare riferimento se dovessi chiedere il congedo di maternità oppure avvalerti del certificato di gravidanza per gli usi previsti dalla legge.

Cos’è il certificato di gravidanza?

Tizia è una fundraiser di una nota onlus italiana. Il 18 novembre scopre di essere incinta e si attiva subito per capire chi rilascia il certificato di gravidanza e a chi va sottoposto. In altri termini: cosa deve fare questa lavoratrice per attestare che aspetta un bebè?

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Il certificato di gravidanza è un documento che certifica la condizione di maternità di una donna. Questo atto è indispensabile per testimoniare la gravidanza, soprattutto nei primi mesi di gestazione, cioè quando la conformazione corporea della futura mamma non presenta ancora segni evidenti della sua condizione.

Esibendo il certificato di gravidanza, per esempio, la donna può evitare di indossare le cinture di sicurezza quando guida l’auto.

Il principale utilizzo del certificato di gravidanza, però, è legato all’astensione obbligatoria dal lavoro. Si tratta del congedo di maternità e cioè quel periodo complessivo di 5 mesi a cavallo della presunta data del parto durante i quali la lavoratrice deve astenersi dal lavoro.

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Nell’esempio che abbiamo riportato, se la data del parto di Tizia fosse fissata intorno al 18 giugno del 2021, il suo congedo di maternità potrebbe essere stabilito come segue:

Ma chi rilascia il certificato di gravidanza? Vediamolo insieme.

Chi deve rilasciare il certificato di gravidanza?

Il certificato di gravidanza viene rilasciato dal medico certificatore e cioè dal ginecologo specialista che verosimilmente seguirà tutte le fasi della gestazione.

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Se invece la donna, per verificare di essere incinta, si rivolge a un Consultorio, e cioè al presidio locale volto alla promozione della salute fisica e mentale di un individuo, il certificato viene rilasciato da questo ente, che svolge quindi la funzione di medico certificatore.

La questione, però, si può complicare nel momento in cui la lavoratrice presenti un certificato di gravidanza rilasciato da un ginecologo privato, senza che il datore di lavoro accetti il documento. In tal caso, il datore di lavoro ha facoltà di chiedere la convalida del certificato da parte di un ginecologo operante all’interno di una struttura pubblica (Consultorio o ambulatorio specialistico) che, allora, assume il ruolo di medico certificatore.

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A chi va presentato il certificato di gravidanza per l’astensione dal lavoro?

Fino alla metà del 2016, la lavoratrice in stato di gestazione era tenuta a presentarsi di persona presso l’Istituto di previdenza sociale per depositare il certificato di gravidanza rilasciato dal medico certificatore nei modi che abbiamo visto nel precedente paragrafo [1].

Attraverso un servizio dedicato, il datore di lavoro poteva consultare il certificato e dare luogo agli effetti di carattere amministrativo, ossia quelle disposizioni rivolte alla tutela della lavoratrice (riposi, permessi o congedi di maternità).

A partire dall’agosto del 2016, in seguito alla riforma in materia digitale

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[2], l’incombenza spetta al medico certificatore, che trasmette il certificato di gravidanza direttamente all’Inps attraverso la piattaforma online dell’istituto.

Cosa contiene il certificato di gravidanza?

Il ginecologo – pubblico o privato – compila il certificato inserendo:

Qualora la lavoratrice optasse per l’interruzione della gravidanza, il certificato deve contenere anche la data in cui avverrà l’intervento.

Dopo aver trasmesso l’attestato di gravidanza, il medico certificatore ne rilascia una copia anche alla donna in attesa unitamente al

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numero univoco con il quale questo è stato protocollato dall’Inps. Così facendo, mentre il datore di lavoro può consultare l’attestato di gravidanza, la lavoratrice ha accesso ai certificati e alle ricevute di trasmissione e consegna. In questo modo, la donna ha la garanzia che il suo datore ha ricevuto il certificato.

Cosa succede in caso di errata compilazione?

Se il medico si accorge di aver sbagliato qualcosa nella compilazione e nella trasmissione del certificato, può procedere al suo annullamento.

La funzione di revoca è accessibile dallo stesso portale da cui avviene la trasmissione e deve essere espletata entro la mezzanotte del giorno seguente alla data di trasmissione.

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Se in data 18 novembre il medico certificatore di Tizia si accorge di aver sbagliato a scrivere il nome della sua paziente sul certificato di gravidanza, può chiederne l’annullamento entro la mezzanotte del giorno 19. Superato questo termine, è comunque possibile annullare il certificato di gravidanza, ma non più in via telematica.

In questo caso, servirà una dichiarazione scritta approvata dal medico curante e consegnata alla sede Inps che è competente territorialmente.

Ma, in questo caso, chi deve effettuare la consegna? Essa può essere fatta:

Quali errori può riportare il certificato di gravidanza?

Torniamo al caso di Tizia e supponiamo che il suo ginecologo sbagli a scrivere il suo codice fiscale oppure ometta di riportarlo sul certificato di gravidanza da trasmettere all’Inps. Il giorno dopo, lo stesso medico si accorge dell’errore e lo comunica subito attraverso la funzione di correzione.

Come si comporterà l’istituto di previdenza in questo caso?

L’Inps accetta e accoglie qualsiasi tipo di correzione da apportare:

Non è possibile, invece, annullare un certificato di gravidanza che contenga errori relativi alla presunta data del parto. In caso del genere e nonostante l’errore, il certificato viene ugualmente protocollato e non è possibile provvedere alla correzione.

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