La dichiarazione asseverata

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Autore: Redazione

22 febbraio 2021

La Redazione di LLpT è costituita da un team di avvocati che, giornalmente, “traduce” in linguaggio comprensibile a tutti, anche ai meno esperti, le ultime sentenze dei tribunali e i testi delle leggi. Ciò affinché ciascuno possa conoscere - in modo chiaro, immediato e senza incertezze - i propri diritti e doveri.

Cos’è la perizia tecnica valida all’ottenimento dei titoli abilitativi: quando è necessaria, chi deve farla e cosa deve contenere. Gli enti preposti alla ricezione delle relazioni certificate.

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Vuoi realizzare dei lavori di ristrutturazione nel tuo appartamento, ma la ditta che hai interpellato per l’esecuzione degli interventi ti ha chiesto se hai già provveduto a far stilare una relazione tecnica da un professionista esperto. Tu, che eri così impaziente di vedere i lavori ultimati, non sapevi nemmeno di dover interpellare una figura professionale e non sai cosa fare. Quello di cui hai bisogno in casi come questo è la dichiarazione asseverata, altrimenti nota come asseverazione tecnica. Se ti trovi nella condizione di dover richiedere una relazione del genere, ma non sai com’è fatta né a chi rivolgerti, sei nel posto giusto.

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Nell’articolo che segue, proviamo a chiarirti ogni dubbio relativo alla dichiarazione asseverata, prendendo in considerazione tutti i casi in cui potrebbe servirti e le parti importanti che la costituiscono.

Cos’è la dichiarazione asseverata?

Tizio è il proprietario di una tavernetta e, infastidito dalla poca luce che vi entra al mattino, sta pensando di intervenire sulle parti strutturali. L’obiettivo è di realizzare una teoria di finestrelle lungo tutto il perimetro superiore delle pareti. Prima di iniziare i lavori, Tizio deve effettuare qualche comunicazione all’amministrazione locale?

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Ebbene sì, chiunque voglia realizzare interventi come quelli di Tizio – che nel caso specifico sono lavori forometrici esterni – deve depositare una dichiarazione asseverata presso lo Sportello unico edilizio del Comune competente territorialmente.

La dichiarazione asseverata è una perizia compilata da un tecnico abilitato (ingegnere, geometra, architetto o progettista) che dichiara la conformità dei lavori strutturali. Con questa relazione, la figura tecnica comunica all’amministrazione la presenza di requisiti e presupposti richiesti dalla legge per effettuare dei lavori edilizi. La dichiarazione può anche essere corredata da elaborati per supportare l’asseverazione

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Ma perché si parla di asseverazione? Il tecnico sottoscrive questa dichiarazione consapevole della propria responsabilità penale nel caso di:

In altre parole, l’asseveratore si assume ogni responsabilità civile e penale nel caso in cui insorgano problemi edilizi (crollo strutturale, danni provocati a persone, ecc.).

Se un architetto rilascia una dichiarazione non vera, corre il rischio di essere punito con reclusione da uno a sei anni, oltre a essere radiato dall’ordine.

Quando serve la perizia asseverata?

È molto frequente incontrare una dichiarazione asseverata in presenza di titoli abilitativi, ossia quelle pratiche che permettono di costruire, modificare o manutenere un edificio o una parte di esso.

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È il Comune, tramite lo Sportello unico per l’edilizia, a rilasciare questi titoli, a patto che l’asseverazione tecnica attesti la conformità dei lavori.

I titoli abilitativi che necessitano di dichiarazione asseverata sono:

La Cila occorre ogni volta che si intende effettuare opere di manutenzione straordinaria.

Se, per esempio, durante i lavori di ristrutturazione di un interno, si prevede di intervenire sulle strutture portanti dell’unità immobiliare (muri, tramezzi, ecc.), l’interessato dovrà avvalersi delle competenze di un tecnico che compilerà

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dichiarazione asseverata per ottenere il permesso Cila.

Anche la Scia consente di effettuare lavori di manutenzione straordinaria su un immobile e, pertanto, necessita di una relazione tecnica. A differenza della Cila, però, il titolo della Scia permette di iniziare immediatamente i lavori senza dover attendere l’esito delle verifiche condotte dal Comune. Nel caso in cui questo ente rilevi difformità o vizi, potrà sempre bloccare i lavori.

Bisogna richiedere la Dia, invece, per apportare modifiche sostanziali a un edificio. Rientrano in questa casistica i restauri conservativi e le ristrutturazioni edilizie.

Più complesso, infine, il caso del Pdc che è un’autorizzazione abilitante alle nuove costruzioni.

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Questo significa che se Tizio volesse erigere un nuovo edificio, deve richiedere il Pdc al proprio Comune, allegando il progetto edilizio e la relazione tecnica asseverata.

Cosa contiene la relazione tecnica asseverata?

Il contenuto della dichiarazione asseverata cambia a seconda del titolo abilitativo di cui si ha bisogno. In linea di massima, dalla relazione tecnica deve emergere che i lavori posti in essere rispettano le normative tecniche per l’edilizia e la destinazione d’uso dell’immobile o dell’unità. Deve essere dimostrato, inoltre, che al termine dei lavori non sarà intaccata l’agibilità o l’abitabilità dell’edificio.

Nonostante tali differenze contenutistiche, nella

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perizia asseverata devono essere obbligatoriamente riportate:

Come abbiamo detto precedentemente, la dichiarazione asseverata è indispensabile per ottenere l’autorizzazione abilitativa dal Comune. Gli interessati possono richiedere i moduli precompilati allo Sportello unico per l’edilizia, ovvero stendere una perizia ex novo.

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