Se la vedova rinuncia all'eredità chi paga le spese del funerale?

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Autore: Redazione

13 gennaio 2014

La Redazione di LLpT è costituita da un team di avvocati che, giornalmente, “traduce” in linguaggio comprensibile a tutti, anche ai meno esperti, le ultime sentenze dei tribunali e i testi delle leggi. Ciò affinché ciascuno possa conoscere - in modo chiaro, immediato e senza incertezze - i propri diritti e doveri.

Con la rinuncia si perde il dovere di pagare le spese funebri del parente; l’eventuale pagamento, però, non implica una accettazione tacita dell’eredità.

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Se il vedovo o la vedova rinuncia all’eredità del coniuge deceduto non è tenuto/a a pagare né i debiti del defunto né gli oneri come le spese funebri che sorgono con l’apertura della successione.

Prima di entrare nel merito della questione è opportuno fare una distinzione tra accettazione dell’eredità e rinuncia.

Cosa si intende per accettazione dell’eredità?

L’accettazione dell’eredità [1] è l’atto di volontà con il quale il delato (colui, cioè, al quale è stata offerta l’eredità) acconsente a divenire erede, entrando in possesso della sua quota ereditaria.

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L’accettazione può essere:

1. espressa, quando il chiamato all’eredità dichiara di accettare l’eredità con atto pubblico (dal notaio) o scrittura privata. In questo caso è necessaria la forma scritta.

2. tacita, quando il chiamato all’eredità esprime la propria accettazione dell’eredità attraverso atteggiamenti e azioni (detti “comportamenti concludenti”) che potrebbe compiere solo in qualità di erede e che, quindi, implicano una sua necessaria accettazione dell’eredità.

L’accettazione, può essere poi:

pura e semplice: è l’ipotesi normale. In tal caso l’erede, acquistando la propria quota di eredità, risponde anche, in pari misura, dei debiti del defunto. Si predilige questa opzione quando il valore dell’attivo ricevuto è superiore ai debiti del defunto;

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con beneficio di inventario: in tal caso l’erede risponde dei debiti ereditati nei limiti dell’attivo ricevuto dal defunto. Si preferisce questa opzione quando vi siano serie probabilità che il passivo dell’eredità sia superiore all’attivo.

Cosa si intende per rinuncia all’eredità?

La rinuncia all’eredità è la dichiarazione con cui il chiamato all’eredità decide di non voler accettare il patrimonio lasciato dal defunto (con testamento o senza).

Logica conseguenza della rinuncia è che il chiamato all’eredità che esprime la rinuncia viene considerato come se non vi fosse mai stato chiamato. Si parla infatti di effetto retroattivo della rinuncia.

Cosa accade se si accetta l’eredità?

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Ciascun coerede risponde dei debiti del defunto in maniera proporzionale alla quota di eredità a lui pervenuta [2]. In altre parole, se ha ottenuto un’eredità pari al 20% del patrimonio del defunto, egli sarà tenuto a pagare i creditori del defunto nei limiti del 20%.

Quindi, ciascun coerede è tenuto al pagamento dei debiti e pesi ereditari in proporzione alla propria quota ereditaria, salvo che il testatore abbia altrimenti disposto.

Logica conseguenza è che, in caso di rinuncia all’eredità, colui che rinuncia non si accolla nessun debito.

Chi rinuncia all’eredità deve pagare le spese funebri?

No. Il vedovo o la vedova che rinuncia all’eredità rinuncia a tutti i debiti e pesi ereditari, ivi comprese le spese funebri; non vi è, quindi, obbligo di pagare le

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spese del funerale del parente defunto. Tale spesa dovrà essere sostenuta dagli altri eredi, cioè da coloro che hanno accettato l’eredità senza rinunciarvi.

Cosa accade se la vedova, pur avendo rinunciato all’eredità, paga le spese del funerale?

Se la vedova (o il vedovo), pur avendo rinunciato all’eredità del coniuge, decide di pagare le spese del funerale tale atteggiamento non può essere letto come accettazione tacita dell’eredità; infatti, detta condotta può tranquillamente essere letta più come un “dovere familiare” che come l’adempimento di un peso ereditario.

Se la vedova rinuncia all’eredità perde anche il diritto alla pensione di reversibilità del marito?

La vedova che rinuncia all’eredità del marito non perde in automatico alcuni diritti come la pensione di reversibilità del marito, l’usufrutto della casa e neppure il premio della polizza vita del marito se lei era stata indicata come beneficiaria.

Dove si fa la rinuncia all’eredità?

La rinuncia all’eredità deve farsi o con:

1. dichiarazione ricevuta dal notaio;

2. dal cancelliere del Tribunale competente (cioè il Tribunale dell’ultimo domicilio del defunto).

La dichiarazione va presentata entro tre mesi dalla morte se si è nel possesso dei beni o entro dieci anni se non si è nel possesso dei beni.

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