Le classi di priorità nell'impegnativa

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Autore: Sabrina Mirabelli

01 febbraio 2021

Laureata in giurisprudenza ha svolto la professione di avvocato civilista dal 1994 al 2013.

L’accesso dei cittadini alle prestazioni sanitarie va garantito entro tempi adeguati alle necessità cliniche di ciascuno di essi.

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Il Servizio sanitario nazionale (Ssn) ha tra i suoi scopi principali quello di tutelare la salute dei cittadini che realizza garantendo l’accesso alle prestazioni mediche in base al loro effettivo stato di bisogno. Tenuto conto della sempre crescente domanda degli assistiti di usufruire dei servizi di specialistica ambulatoriale, il Ssn ha adottato un metodo per far sì che vengano visitati prima i pazienti con problemi più seri mediante l’indicazione delle classi di priorità nell’impegnativa.

Le classi di priorità, quindi, consistono nello strumento per differenziare il tempo di accesso alle prestazioni di specialistica ambulatoriale, regolandolo in base al rischio per la salute e/o all’urgenza dei cittadini.

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Pertanto, per le prime visite e per gli esami diagnostici, terapeutici e riabilitativi di primo accesso il medico che li prescrive deve indicare nell’impegnativa, il sospetto diagnostico e il codice di priorità adeguato al bisogno del paziente. In base a tale indicazione è possibile effettuare la prestazione riportata nella ricetta entro tempi ben definiti a partire dalla data in cui l’assistito presenta l’impegnativa per la prenotazione.

Le classi di priorità sono escluse per le prestazioni di controllo previste nell’ambito della continuità terapeutica, per le prestazioni effettuate pre e post ricovero ospedaliero e per quelle di screening.

Prescrizione medica di prestazioni sanitarie: cosa deve riportare

Il medico di medicina generale, il pediatra di libera scelta ovvero il medico specialista di una struttura pubblica o privata accreditata nella

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prescrizione di prestazioni di specialistica ambulatoriale è tenuto ad indicare:

Si precisa che per prima visita o per primo esame specialistico si intende quella visita o esame in cui il problema del paziente viene affrontato per la prima volta ed in cui viene predisposta una documentazione scritta (cartella clinica o scheda). Inoltre, sono considerate prime visite o primi esami quelli effettuati nei confronti di pazienti già noti al medico, affetti da

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malattie croniche che presentano una fase di riacutizzazione tale da rendere necessaria una rivalutazione complessiva e/o una revisione della terapia in atto.

Invece, le visite successive o di controllo (seconda vista o secondo esame specialistico) sono:

  1. le visite o gli accertamenti diagnostici strumentali successivi ad un inquadramento diagnostico già concluso, che ha definito il caso ed eventualmente ha già impostato una prima terapia. Si pensi all’ipotesi in cui occorre seguire l’evoluzione di patologie croniche al fine di valutare l’eventuale insorgenza di complicanze o di verificare la stabilizzazione della malattia;
  2. le prestazioni successive al primo accesso e programmate dallo specialista che ha già preso in carico il paziente.

Quali sono le classi di priorità nelle prescrizioni di prestazioni sanitarie

Le classi di priorità

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[1] che il medico prescrittore può assegnare alla richiesta a seconda dell’urgenza attribuita all’esecuzione della prestazione, sono indicate con alcune lettere maiuscole. Di solito, le priorità assolute vengono date alle malattie del sistema cardiocircolatorio e ai tumori con tempi di attesa che non devono superare i 30 giorni per la fase diagnostica e a successivi 30 giorni per la terapia.

Più precisamente le classi di priorità sono:

Se nella prescrizione non vengono indicati il sospetto diagnostico o la classe di priorità la richiesta è collocata in classe P.

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Come avviene la prenotazione delle prestazioni sanitarie

Il canale di accesso alle prestazioni sanitarie è stabilito a livello regionale e la relativa prenotazione può essere effettuata secondo diverse modalità tra cui:

Durante la prenotazione al paziente viene data la prima data disponibile e se non accetta tale data, scegliendo un altro ambulatorio, perde il diritto al tempo massimo garantito. In altre parole, esce dall’ambito di garanzia del rispetto dei tempi di attesa previsto dalla classe di priorità assegnata.

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Quali sono le classi di priorità per le prescrizioni di ricovero

Le classi di priorità sono previste anche per le prescrizioni di ricovero e al pari di quelle per le prestazioni di specialistica ambulatoriale, vanno indicate dal medico prescrittore nell’impegnativa.

Più precisamente, si tratta di:

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