Come chiedere l'intitolazione di una strada
La procedura da seguire per intestare un luogo pubblico o aperto al pubblico ad una personalità di rilievo o ad un evento storico importante può cambiare da Comune a Comune.
La legge italiana [1] prevede la possibilità per enti, associazioni, persone giuridiche e semplici cittadini di domandare all’amministrazione comunale di denominare una nuova strada, una piazza oppure un parco. La richiesta può avere ad oggetto anche l’iscrizione di lapidi commemorative, la dedica di monumenti e la loro realizzazione. Di solito, è il regolamento sulla toponomastica comunale e sulla numerazione civica a disciplinare la procedura su come chiedere l’intitolazione di una strada.
Affinché la proposta venga accettata, il nome deve essere comunque legato ad eventi, a soggetti o a luoghi che sebbene di rilevanza internazionale o nazionale, siano in qualche modo legati alla storia della città o abbiano rilievo in relazione agli interessi della comunità locale.
Nessuna strada o piazza pubblica può essere intitolata a persone che non sono decedute da almeno dieci anni. Lo stesso vale per i monumenti, le lapidi o altri ricordi permanenti situati in un luogo pubblico o aperto al pubblico, fatta eccezione, in questo ultimo caso, per quei monumenti, lapidi o ricordi situati nei cimiteri o per quelli dedicati nelle chiese a dignitari ecclesiastici o a benefattori. In ogni caso, è opportuno rivolgersi all’amministrazione comunale per richiedere tutte le informazioni necessarie sulle modalità da seguire per la presentazione della proposta in quanto l’iter burocratico può variare da un Comune all’altro.
Indice
Chi può proporre l’intitolazione di una strada
La
- enti pubblici e privati, associazioni a carattere nazionale o locale, partiti politici, istituti, circoli, organizzazioni sindacali, comitati;
- gruppi di singoli cittadini. In quest’ultimo caso, il regolamento comunale può prevedere che la domanda sia sottoscritta da un numero minimo di persone ad esempio da almeno 20 o 50 cittadini. Quindi, vanno cercati tanti cittadini quanti richiesti, disposti a firmare la proposta.
Come va presentata la richiesta per l’intitolazione di una strada
La domanda per l’intitolazione di una strada deve essere opportunatamente motivata oltre che corredata da
In alternativa, il modulo può essere richiesto direttamente presso gli uffici comunali competenti (ad esempio quello per le relazioni con il pubblico) oppure si può adoperare il fac-simile che si trova nell’apposito box sottostante.
Le informazioni necessarie per compilare la domanda sono quelle relative:
- alle generalità del proponente;
- al riferimento alla persona, al luogo o all’evento a cui intitolare la strada.
Al modulo va allegata una breve relazione che illustra le notizie biografiche, in caso di un soggetto, oppure le informazioni storico-culturali, nell’ipotesi di un evento o di un luogo, a cui si intende attribuire l’intitolazione.
La richiesta, quindi, va presentata all’ufficio competente:
- consegnandola direttamente agli sportelli;
- oppure inviandola per posta.
Qual è la procedura per l’intitolazione di una strada
La procedura per l’intitolazione di una strada che si apre in seguito alla presentazione della relativa richiesta, si articola in diverse fasi:
- esame da parte dell’ufficio toponomastica, che valuta la proposta, tratta l’istruttoria e predispone uno schema per la deliberazione;
- esame della Giunta comunale e conseguente approvazione della richiesta;
- trasmissione della domanda al Prefetto con tutto l’incartamento allegato ovvero la copia della deliberazione comunale, la nota biografica della persona, la relazione storico-culturale, qualora l’intitolazione abbia ad oggetto un evento o un luogo, nonché la rilevazione cartografica del posto interessato.
Il
Il Prefetto, su delega del ministero dell’Interno, può derogare al divieto di intitolare vie, piazze o altri luoghi pubblici a persone che siano decedute da meno di dieci anni, se si tratta di persone che abbiano particolari meriti nei confronti della Nazione.
Contro la decisione del Prefetto è possibile proporre.
- ricorso straordinario al Capo dello Stato entro 120 giorni dalla notifica del provvedimento, per la tutela di diritti soggettivi ed interessi legittimi, nel quale possono essere eccepiti soltanto i vizi di legittimità del provvedimento;
- in alternativa, ricorso al Tribunale amministrativo regionale (Tar) competente, per la tutela dei soli interessi legittimi, entro 60 giorni dalla notifica del provvedimento. Anche in questo caso possono essere dedotti solo i vizi di legittimità dell’atto.