Tumore esofago: sintomi, cause e prevenzione
Segnali, diagnosi, fattori di rischio, alimentazione e casi giurisprudenziali.
Ultimamente, tuo nonno lamenta una certa difficoltà nella deglutizione. Non riesce proprio ad ingoiare gli alimenti. Pertanto, ha iniziato a mangiare soltanto pasti prevalentemente liquidi (come brodini, creme, vellutate, frullati, yogurt). Di conseguenza, in men che non si dica, ha iniziato a perdere peso. Inoltre, ti ha spiegato che avverte un senso di stanchezza più marcato del solito e percepisce un fastidioso dolore toracico. Ti sei rivolto immediatamente al suo medico curante. Dopo averlo visitato, il sanitario sospetta che potrebbe trattarsi del tumore dell’esofago, ma prima di giungere a qualsiasi conclusione bisogna procedere ad alcuni accertamenti diagnostici.
Come avviene la diagnosi di tumore dell’esofago? Il paziente deve essere sottoposto all’esofago-gastroscopia, comunemente conosciuta come gastroscopia. Si tratta di un esame mirato che consente di riconoscere la presenza di un’eventuale lesione, localizzarne la sede esatta nel tratto esofageo ed effettuare un prelievo del tessuto. Dopodiché, occorre fare ulteriori accertamenti per valutare la possibile estensione del tumore. Si ricorre pertanto alla Tac dell’addome e del torace con mezzo di contrasto e all’ecoendoscopia (che permette di studiare i tessuti limitrofi). Per analizzare l’eventuale presenza di metastasi a distanza, si procede alla Tac-pet.
Turbato dalle condizioni di salute di tuo nonno, ormai anziano, e dell’esito della neoplasia, vorresti avere maggiori informazioni sul
Devi sapere che nella fase iniziale, questa forma di neoplasia non dà segni della sua esistenza; solo quando si trova in uno stadio già avanzato, il segnale più chiaro e ricorrente consiste nella difficoltà a deglutire gli alimenti e, nei casi più gravi, nella difficoltà ad ingoiare persino l’acqua. Questo sintomo può essere accompagnato da altri campanelli d’allarme come inappetenza, malnutrizione e conseguente perdita di peso, disidratazione, astenia (una sensazione di stanchezza generale), calo o alterazione del tono di voce, dispnea (cioè la difficoltà a respirare), dolore toracico, dolore alla bocca dello stomaco, nausea, raucedine, cefalea, vomito, sangue nelle feci. Questi sintomi compaiono a seguito della diffusione del
Per saperne di più sull’argomento, prosegui nella lettura del mio articolo. A seguire, troverai l’intervista al dr. Mario Coco, responsabile della nutrizione clinica ed oncologica dell’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli. Dopo l’intervista allo specialista, ti parlerò di due interessanti casi portati all’attenzione della Corte dei Conti e della Corte d’Appello di Genova.
Indice
Quali sono i sintomi del tumore dell’esofago?
Nella grande maggioranza dei casi, ancora prima dell’operazione chirurgica, in questi pazienti si riscontra un grado di
Pertanto, la classica sintomatologia è legata alla difficoltà di deglutizione. Questo è il primo sintomo inevitabile di questa forma di neoplasia. Insieme a quello stomaco, questo tipo di tumore dà segni chiari della sua presenza.
Quali sono le cause del tumore dell’esofago?
I concetti sono gli stessi per tutti i tipi di tumore. Si parte da una predisposizione genetica e da una causa “ambientale” che contribuisce a tutti gli effetti a fare in modo che questo tipo di patologia possa progredire.
Poi, il tumore dell’esofago è anche legato alla familiarità. In ogni caso, il fumo rappresenta un fattore di rischio importante. Inoltre, ci tengo a ricordare che atteggiamenti alimentari squilibrati fanno sì che questo tipo di predisposizione genetica possa trasformarsi in una neoplasia.
Quali sono i comportamenti alimentari squilibrati?
Mi riferisco, ad esempio, al consumo di prodotti industriali e all’uso dell’olio extravergine di oliva di scarsa qualità. C’è un aspetto interessante che ci tengo a sottolineare. L’olio viene adoperato da tutta la popolazione, ma nella mia esperienza soltanto due pazienti su dieci usano un olio extravergine di oliva di buona qualità. Purtroppo, siamo costretti a constatare che il concetto di
Perché è importante mantenere un peso corporeo ragionevole?
La letteratura scientifica mette il peso in eccesso come fattore primario di rischio per tutte le patologie cronico-degenerative.
Come avviene la diagnosi di tumore dell’esofago?
Questa patologia è molto difficile da diagnosticare perché potrebbero anche verificarsi dei piccoli polipetti alle corde vocali o delle condizioni che non hanno le caratteristiche della progressione neoplastica. Quindi, si tratta di una diagnosi difficile da sviluppare nelle fasi iniziali. In ogni caso, anche in forma lieve, il tumore dell’esofago si manifesta attraverso la
Quali sono gli alimenti indicati e controindicati in caso di tumore dell’esofago?
Gli alimenti che rientrano nella dieta mediterranea hanno una funzione protettiva. Pertanto, consiglio il consumo di olio extravergine di oliva, legumi, prodotti lattiero-caseari, prodotti integrali di buona qualità. Per contrastare la malnutrizione, è bene assumere proteine nobili provenienti dalla carne, dal pesce e dalle uova.
Come intervenire in caso di malnutrizione?
In una condizione di malnutrizione conclamata, c’è bisogno di prevedere un’onco-integrazione giusta. Un capitolo della scienza ancora molto incerto. Nel nostro Sistema sanitario nazionale (Ssn) non c’è una strada chiara. Spesso, si dà un’integrazione in termine di pasti sostitutivi liquidi, un’integrazione di multivitaminici, un’integrazione di ferro e un’integrazione di vitamina B. Tutto questo per compensare il fatto di non riuscire a seguire il paziente in maniera costante. Questo concetto è ancora più confuso di quello che sembra.
Purtroppo, si tende a dare tanto dal punto di vista dell’integrazione e, poi, in realtà, questa strada non ha alcun significato sul piano clinico e a livello scientifico. Il problema è che non ci sono le figure per seguire questi pazienti dal punto di vista alimentare.
In questi casi, a chi deve rivolgersi il paziente oncologico?
Il mio suggerimento è rivolgersi a personale altamente specializzato in nutrizione clinica, chirurgica ed oncologica. Questo è il vero goal delle persone che cercano una ripresa metabolica e non quello di affidarsi ad integrazioni oppure a presidi alternativi.
È possibile prevenire il tumore dell’esofago?
Essenzialmente, bisogna cercare di
Tumore dell’esofago: giurisprudenza
Dopo averti fornito maggiori informazioni sul tumore dell’esofago nell’intervista al dr. Mario Coco, a seguire ti parlerò di due interessanti casi sottoposti all’attenzione della Corte dei Conti e della Corte d’Appello di Genova.
Tumore all’esofago e abuso di sigarette
In un caso analizzato dalla Corte dei Conti
Decesso del lavoratore e rendita di reversibilità
In caso di decesso del lavoratore titolare di rendita da malattia professionale, il coniuge superstite ha diritto al riconoscimento di una rendita di reversibilità? Sì, qualora tra l’originaria patologia e la morte del titolare del trattamento sussista un nesso di causalità idoneo a contribuire, come concausa, al decesso e quindi a determinarne l’anticipazione.
Nel caso esaminato dalla Corte d’Appello di Genova [2], l’appellante aveva impugnato la sentenza di rigetto della sua domanda per ottenere la rendita ai superstiti e l’assegno funerario connessi alla morte del coniuge, titolare della rendita da malattia professionale (si trattava di silicosi). Per l’appellante, il decesso era legato alla malattia professionale.
In prima battuta, il giudice di prime cure aveva recepito acriticamente la valutazione non motivata del consulente tecnico d’ufficio (ctu) il quale aveva addebitato la morte ad un carcinoma esofageo. Al contrario, l’appellante sosteneva la sussistenza di un nesso di causalità tra malattia e morte del consorte. In particolare, la donna sosteneva che, a causa dello stato respiratorio di quest’ultimo, non si era potuto intervenire chirurgicamente sull’apertura dei bordi di una ferita intestinale causata da un precedente intervento volto a riparare la perforazione acuta delle viscere determinata dalla dislocazione di uno stent esofageo.
Pertanto, a fronte delle deduzioni esposte dall’appellante, è emerso come il ctu e il giudice di prime cure, avendo esaminato con attenzione la documentazione agli atti ed il certificato di morte del de cuius, avevano ravvisato la causa iniziale del decesso nella neoplasia all’esofago, quella intermedia nella perforazione intestinale e quella terminale in peritonite stercoracea, sepsi, cachessia neoplastica, escludendo la rilevanza anche sul piano concausale della silicosi di cui era affetto il defunto.
Gli argomenti contrari dell’appellante erano stati talmente soggettivi e generici da non contraddire la valutazione dell’ausiliario qualificato del giudice. Inoltre, in base alla copia della cartella clinica prodotta, non si era provveduto ad ulteriori manovre terapeutiche per lo stato terminale del paziente e non già per la situazione polmonare. Infine, l’appello è stato rigettato.