Cosa si intende per reddito netto?

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Autore: Redazione

16 febbraio 2021

La Redazione di LLpT è costituita da un team di avvocati che, giornalmente, “traduce” in linguaggio comprensibile a tutti, anche ai meno esperti, le ultime sentenze dei tribunali e i testi delle leggi. Ciò affinché ciascuno possa conoscere - in modo chiaro, immediato e senza incertezze - i propri diritti e doveri.

I contribuenti devono pagare le tasse e i contributi previdenziali sulla retribuzione lorda che ricevono.

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Stai cercando una nuova occupazione. Ti è stato proposto un lavoro per il quale ti verrebbe riconosciuto uno stipendio lordo di 2.500 euro al mese. Ti chiedi, tuttavia, come calcolare la retribuzione netta che ti resta in tasca dopo il pagamento delle tasse e degli oneri previdenziali.

La principale fonte di gettito fiscale per lo Stato è rappresentata dall’imposta sul reddito delle persone fisiche che deve essere pagata da tutti i contribuenti che percepiscono delle forme di reddito. L’obbligo di assoggettare i compensi a tassazione consente di distinguere tra reddito lordo e

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reddito netto.

Il reddito lordo è la somma che viene corrisposta al lavoratore dal datore di lavoro oppure al lavoratore autonomo dal committente. Ma cosa si intende per reddito netto? Tale valore può essere ricavato sottraendo al reddito lordo gli oneri fiscali e previdenziali a carico del lavoratore. Nell’ambito del lavoro dipendente, tale attività è svolta direttamente dal datore di lavoro.

Redditi da lavoro: il sostituto d’imposta

Nell’ambito del rapporto di lavoro subordinato [1], il lavoratore non provvede autonomamente al pagamento delle tasse e dei contributi previdenziali relativi al proprio reddito. Tale adempimento, infatti, viene svolto direttamente dal datore di lavoro in qualità di

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sostituto d’imposta. Le operazioni di ritenuta operate sul reddito lordo del lavoratore sono descritte all’interno della busta paga che viene consegnata all’atto del pagamento della retribuzione.

Il cedolino paga consente di individuare la retribuzione lorda di riferimento e le singole voci che sono state trattenute dal datore di lavoro per assolvere alle obbligazioni, fiscale e contributiva, del lavoratore. Sarà, dunque, il datore di lavoro a versare agli enti competenti tali importi senza che debba provvedervi il lavoratore subordinato.

Cos’è il reddito lordo?

Il reddito lordo è la retribuzione che viene erogata dal datore di lavoro al lavoratore prima che vengano trattenute le

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ritenute fiscali e contributive. I minimi salariali previsti per i lavoratori, sulla base del relativo livello di inquadramento, dai contratti collettivi sono espressi al lordo e, parimenti, nella lettera di assunzione, la retribuzione mensile del lavoratore è espressa al lordo. Ciò significa che il lavoratore non percepirà mensilmente quell’importo indicato nel contratto perché da quella somma occorrerà sottrarre gli oneri fiscali e previdenziali.

Cos’è il reddito netto?

Il reddito netto viene indicato, in busta paga, in basso a destra e viene, solitamente, chiamato “netto in busta“. Si tratta dell’importo che resta in tasca al lavoratore e che viene materialmente liquidato dopo aver sottratto al reddito lordo gli oneri fiscali e contributivi a carico del dipendente.

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La differenza tra reddito lordo e reddito netto si fa più marcata all’aumentare della retribuzione del dipendente. Infatti, il principale onere fiscale che il lavoratore deve sostenere e che viene detratto dal reddito lordo è rappresentato dall’Irpef. Si tratta di un’imposta sul reddito progressiva per scaglioni in base alla quale si procede ad un prelievo fiscale maggiore man mano che il reddito aumenta come in tabella.

Scaglioni Irpef 2021Aliquota Irpef 2021Imposta dovuta
fino a 15.000 euro23%23% del reddito
da 15.001 fino a 28.000 euro27%3.450,00 + 27% sul reddito che supera i 15.000,00 euro
da 28.001 fino a 55.000 euro38%6.960,00 + 38% sul reddito che supera i 28.000,00 euro
da 55.001 fino a 75.000 euro41%17.220,00 + 41% sul reddito che supera i 55.000,00 euro
oltre 75.000 euro43%25.420,00 + 43% sul reddito che supera i 75.000,00 euro

Oltre all’Irpef, il lavoratore deve anche erogare all’Inps la

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quota dei contributi previdenziali a suo carico. L’aliquota contributiva a carico dipendente varia a seconda del settore di attività dell’impresa e del numero di dipendenti ma, generalmente, si attesta sul 9,19%. Anche questo importo verrà trattenuto dallo stipendio lordo e il datore di lavoro provvederà a versarlo all’Inps entro il giorno 16 del mese successivo.

Inoltre, sulla base del contratto collettivo di lavoro applicato, il reddito lordo del dipendente può essere assoggettato a ulteriori ritenute per finanziare, ad esempio, il fondo che eroga la cassa integrazione guadagni oppure dei fondi sanitari e previdenziali complementari introdotti dalla contrattazione collettiva.

Con la retribuzione del mese di dicembre, inoltre, il datore di lavoro potrebbe procedere all’effettuazione di un conguaglio fiscale che può determinare un’ulteriore trattenuta dallo stipendio lordo spettante al dipendente. Ciò accade, in particolare, quando il sostituto di imposta si rende conto che, alla luce del reddito annuo effettivamente percepito dal lavoratore, gli importi trattenuti mensilmente a titolo di Irpef non sono sufficienti a coprire l’intera tassazione dovuta all’Agenzia delle Entrate ed è, dunque, necessario procedere ad un ulteriore prelievo sullo stipendio del lavoratore.

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