Polizza casalinghe: che cos’è e cosa copre?
È obbligatorio assicurare chi si occupa della casa e della famiglia? Quali sono gli infortuni risarcibili? Come si paga il premio e quanto costa?
Fare la casalinga – lo sapranno le nostre lettrici – non vuol dire soltanto occuparsi della casa ma anche di chi la abita. Compresi gli animali domestici. Per quanta attenzione si presti nello svolgimento delle attività nella propria abitazione, l’infortunio può sempre capitare, come in qualsiasi ambiente di lavoro. Per tutelare chi fa questo mestiere (perché di un mestiere si tratta), esiste l’assicurazione obbligatoria dell’Inail contro gli infortuni domestici. Ma la polizza casalinghe, cos’è e cosa copre?
Non si direbbe, ma sono più di 20 anni che esiste una legge approvata per riconoscere sotto il profilo professionale il lavoro di chi svolge un’attività per la cura della casa del nucleo familiare in modo abituale, esclusivo e gratuito
Tale è la rilevanza che si vuole dare al lavoro di chi si prende cura della sua abitazione e della famiglia tanto che è stata resa obbligatoria l’assicurazione contro gli infortuni domestici. Vediamo
Indice
Lavoro domestico: cosa si intende?
La definizione data dall’Inail di «lavoro domestico» parla di quell’insieme di attività svolte da uno o più soggetti nell’abitazione dove dimora il nucleo familiare, senza vincolo di subordinazione e gratuitamente. Non bisogna, dunque, fare confusione tra la polizza casalinghe
Nucleo familiare: cosa si intende?
Come abbiamo appena visto, il lavoro domestico è quello prestato nel luogo in cui abita il nucleo familiare. Come tale, si intende l’insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione e tutela o da legami affettivi (le coppie di fatto, ad esempio), coabitanti e aventi la stessa dimora abituale.
Incidente domestico: cosa si intende?
Spesso, si sente dire che la casa è il luogo più sicuro, anzi: che «a casa ci si sente al sicuro». Per molti aspetti, in effetti, è così. Specialmente per chi trova nell’affetto e nel sostegno del coniuge, dei figli o dei genitori la protezione che fuori dalla porta non è sempre garantita.
Tuttavia, si sa che la casa nasconde sempre delle insidie per chi ci sta e ci lavora tutto il giorno. A volte frutto della distrazione, altre volte per colpa della sfortuna.
L’incidente domestico, dunque, si manifesta quando:
- compromette temporaneamente o definitivamente le condizioni di salute di una persona a causa delle lesioni riportate;
- si verifica indipendentemente dalla volontà umana;
- accade in un’abitazione intesa come l’interno dell’appartamento ed eventuali pertinenze (garage, cantina, giardino, ecc.).
Di esempi di incidenti domestici, purtroppo, ce ne potrebbero essere tanti: la scottatura con il fuoco dei fornelli, l’intossicazione da gas o da sostanze chimiche sprigionate dai detersivi, fino a quella più comune ma non meno banale, cioè la
Polizza casalinghe: chi è obbligato a farla?
Per tutelare chi svolge un lavoro domestico dalle conseguenze dei rischi come quelli appena citati, è stata resa obbligatoria l’apposita assicurazione presso l’Inail, nota anche come «polizza casalinghe». È tenuto a sottoscriverla chi ha un’età compresa tra 18 e 67 anni e:
- svolge un’attività rivolta alla cura dei componenti della famiglia e dell’ambiente in cui dimorano;
- non è legato da vincoli di subordinazione;
- presta lavoro domestico in maniera abituale ed esclusiva e, quindi, non è iscritto ad un altro ente o cassa previdenziale;
- è pensionato o pensionata e non ha superato i 67 anni;
- è straniero regolarmente residente in Italia e risulta disoccupato;
- ha superato i 18 anni e lavora esclusivamente per la casa e per la cura dei membri della famiglia perché in attesa della prima occupazione;
- studia ma si occupa anche dell’ambiente in cui abita;
- si trova in cassa integrazione o beneficia di prestazioni a carico dei Fondi di integrazione salariale;
- percepisce la Naspi o la Dis-Coll;
- è lavoratore stagionale, temporaneo o a termine, per i tempi in cui non svolge un’attività lavorativa.
Non è detto che all’interno dello stesso nucleo familiare debba essere assicurata per forza una sola persona: anche più di una può
Polizza casalinghe: chi non è obbligato a farla?
Non è tenuto all’obbligo di sottoscrivere la polizza casalinghe chi:
- ha meno di 18 anni o più di 67;
- chi svolge dei lavori socialmente utili, ha una borsa di lavoro o è impegnato in tirocini o corsi di formazione;
- ha un rapporto di lavoro part-time.
Polizza casalinghe: cosa copre?
La polizza casalinghe copre soltanto gli infortuni avvenuti nell’ambito del lavoro svolto in ambito domestico, cioè nella casa in cui l’assicurato vive con il proprio nucleo familiare o nelle sue pertinenze, così come nella casa affittata per le vacanze, purché si trovi in Italia.
Sono coperti anche gli infortuni causati dai piccoli
Non sono risarciti gli infortuni:
- da cui deriva una inabilità solo temporanea;
- che avvengono fuori dal territorio nazionale;
- che si verificano in ambiente domestico ma per un rischio estraneo all’ambiente domestico.
Polizza casalinghe: quali prestazioni si ottengono?
A seconda della gravità dell’infortunio, l’assicurato con la polizza casalinghe ha diritto a:
- rendita diretta o ai superstiti;
- prestazione una tantum per gli infortuni che comportano inabilità dal 6% al 15%;
- assegno una tantum per infortunio mortale;
- assegno per assistenza personale continuativa;
- benefici a carico del Fondo vittime gravi infortuni.
Le prestazioni possono essere riscosse direttamente sul conto corrente tramite bonifico bancario o postale, su una carta prepagata dotata di Iban o allo sportello di un ufficio postale per importi fino a 1.000 euro.
Polizza casalinghe: il pagamento del premio
Il premio per la polizza casalinghe va pagato entro il 31 gennaio di ogni anno: significa che non è frazionabile. L’importo da versare è di 24 euro ed è deducibile ai fini fiscali. Tale importo, però, è a carico dello Stato per chi:
- possiede un reddito personale complessivo lordo fino a 4.648,11 euro l’anno;
- fa parte di un nucleo familiare il cui reddito complessivo lordo non supera i 9.296,22 euro l’anno.
Concorrono alla formazione del reddito complessivo del nucleo familiare i redditi dei singoli componenti dichiarati ai fini Irpef l’anno precedente la presentazione della dichiarazione sostitutiva.
Sono esclusi dal reddito complessivo lordo imponibile ai fini Irpef:
- la rendita diretta o ai superstiti;
- l’indennizzo in capitale;
- gli assegni di incollocabilità e quello per assistenza personale continuativa quali prestazioni erogate dall’Inail;
- le pensioni di invalidità civile e di guerra;
- gli assegni familiari;
- gli assegni di mantenimento dei figli;
- l’indennità di accompagnamento.