Chi perde una causa deve sempre pagare?

Aggiungi un commento
Annuncio pubblicitario
Autore: Redazione

07 marzo 2021

La Redazione di LLpT è costituita da un team di avvocati che, giornalmente, “traduce” in linguaggio comprensibile a tutti, anche ai meno esperti, le ultime sentenze dei tribunali e i testi delle leggi. Ciò affinché ciascuno possa conoscere - in modo chiaro, immediato e senza incertezze - i propri diritti e doveri.

Condanna alle spese processuali: quanto bisogna pagare all’avversario in caso di sconfitta di un processo?

Annuncio pubblicitario

Fare una causa senza avere un buon margine di successo è un grosso rischio. Questo perché, con la sentenza che chiude il processo, il giudice condanna la cosiddetta parte soccombente – ossia quella sconfitta – a pagare le spese processuali sostenute dall’avversario.

È bene quindi sapere quanto costa perdere una causa civile in modo da valutare in anticipo il rischio di un’eventuale sconfitta.

Di tanto proveremo a fornire qualche indicazione qui di seguito in modo che il lettore possa essere messo al corrente di quelli che sono “i costi e i benefici” legati al giudizio. Ma procediamo con ordine.

Annuncio pubblicitario

Condanna alle spese processuali: cos’è?

Prima di spiegare quanto costa perdere una causa civile dobbiamo chiarire cos’è la «condanna alle spese processuali». È proprio quest’ultima infatti che costituisce l’unico “costo” della sconfitta. Non esistono altre somme da pagare se non quelle indicate dal giudice con la sentenza di condanna, oltre ovviamente all’eventuale parcella concordata con il proprio avvocato.

La condanna alle spese processuali non va neanche confusa con una sanzione: non si tratta infatti di una multa o di un risarcimento, ma di un semplice

Annuncio pubblicitario
rimborso spese dovuto all’avversario per averlo costretto a difendersi quando non ce ne sarebbe stato bisogno se solo fosse stata rispettata la legge.

Dunque, il giudice ordina alla parte sconfitta di pagare all’avversario tutti i costi che questi ha sostenuto nel corso del giudizio: notifiche, bolli, diritti di cancelleria, eventuali imposte (chi inizia la causa deve infatti pagare il cosiddetto contributo unificato), il compenso al consulente tecnico d’ufficio (il Ctu) e così via.

Nella condanna alle spese è altresì compreso l’obbligo di versare all’Erario l’imposta di registro sulla sentenza definitiva.

Ma la voce più consistente della condanna alle spese è costituita dal

Annuncio pubblicitario
rimborso della parcella dovuta dalla controparte al proprio avvocato. Questo rimborso è dovuto a prescindere dagli accordi stretti tra i due, secondo delle tariffe stabilite con decreto ministeriale.

Non sempre chi perde la causa deve pagare le spese processuali. Il giudice infatti potrebbe disporre la cosiddetta compensazione delle spese, stabilendo che ciascuna parte sostenga le spese di propria competenza, senza quindi disporre rimborsi.

Ciò avviene quando il giudice parzialmente accoglie e parzialmente rigetta le domande di tutte le parti; oppure quando la questione trattata è sostanzialmente nuova e priva di indicazioni giurisprudenziali; o quando in corso di giudizio si è verificato un capovolgimento della giurisprudenza sull’interpretazione delle norme essenziali alla definizione del giudizio; oppure per altre valide ragioni ritenute dal giudice e debitamente motivate.

Annuncio pubblicitario

Cosa bisogna pagare quando si perde una causa?

Ricapitolando, chi perde una causa deve calcolare i seguenti costi:

Quando costa perdere la causa

Passando all’aspetto meramente numerico, non è facile prestabilire quanto costi perdere la causa. E questo perché tutto dipende dal cosiddetto

Annuncio pubblicitario
scaglione di riferimento, ossia dal valore del giudizio. È sulla base di questo infatti che vengono calcolati il contributo unificato e la parcella dovuta all’avvocato di controparte.

Facciamo un esempio numerico.

Ipotizziamo una causa del valore di 15.000 euro.

Il contributo unificato da versare all’Erario è di 237 euro. Le notifiche, in un giudizio con un solo avversario, ammontano a circa 30 euro.

Per quanto invece riguarda il compenso dovuto all’avvocato di controparte, questo ammonta a circa 3.500 euro, tenendo conto del decreto ministeriale del 2014.

Il costo complessivo della sconfitta è approssimativamente di 4.000 euro: circa un quarto del valore del giudizio. Chiaramente, però, più aumenta il valore della causa, più è bassa la proporzione. Quindi, in una causa del valore di 100.000 euro si potrà arrivare a una condanna alle spese processuali non superiore al 10%.

Per tutti gli altri scaglioni è possibile fare i calcoli dalle voci presenti nell’articolo “Fare causa a qualcuno quanto costa?“.

Sostieni laleggepertutti.it

Non dare per scontata la nostra esistenza. Se puoi accedere gratuitamente a queste informazioni è perché ci sono uomini, non macchine, che lavorano per te ogni giorno. Le recenti crisi hanno tuttavia affossato l’editoria online. Anche noi, con grossi sacrifici, portiamo avanti questo progetto per garantire a tutti un’informazione giuridica indipendente e trasparente. Ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di andare avanti e non chiudere come stanno facendo già numerosi siti. Se ci troverai domani online sarà anche merito tuo. Diventa sostenitore clicca qui