Sex toys: alcuni contengono sostanze tossiche

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Autore: Ditelo Voi
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Inviateci i vostri scritti, scrivendo alla redazione di "La Legge per Tutti".

Sesso sicuro, oggi, non è solo sinonimo di metodi anticoncezionali, ma di giocattoli dell’amore di qualità: sex toys, tra tutela della salute ed ecosostenibilità.

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Mia madre non usa internet, per cui sono abbastanza sicuro che non saprà mai che ho scritto un articolo impegnato sui sex toys.

La routine può uccidere una coppia e così uno dei rimedi del terzo millennio sembra sia il sex toys. Il problema è che può uccidere anche quello. O quasi. Se ne sono accorti in Germania, tanto che il partito dei Verdi, qualche anno fa, si spinse fino al punto di presentare un’interrogazione parlamentare sui giocattoli erotici, attinente alla tutela del consumatore: il 20% della popolazione tedesca ne fa uso ma, contrariamente ai giochi per bambini, nei quali la Germania consente la presenza di plastificanti in una percentuale molto bassa, per i dildo queste stesse limitazioni non sussistono. Si metteva in evidenza, cioè, il minor rigore normativo riservato a questi oggetti, per non dire un vero e proprio vuoto legislativo.

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Alla base del problema vi sarebbe stata, infatti, la mancanza di una legge che disciplini la quantità di sostanze nocive che possono essere presenti in questi prodotti e l’incapacità del governo di tenere sotto controllo le importazioni, soprattutto quando gli ordini dei prodotti vengono inoltrati su internet.

Il risultato è quello di introdurre sul mercato prodotti contenenti un alto tasso di sostanze tossico nocive. La questione è tanto più delicata tenuto conto che questi oggetti, per via della loro funzione, entrano a contatto con gli organi genitali. Gli ftalati, gli altri plastificanti cancerogeni e, in genere, le sostanze tossiche presenti nei dildo penetrano nell’organismo tramite le mucose, ben potendo provocare sterilità, squilibri ormonali, obesità, diabete. Possono creare seri danni anche al feto.

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Il 70% dei sex toys viene prodotto in Cina, un Paese che in questi anni non si è certo costruito una fama basata sull’eccellenza delle materie prime. In India sono vietati, così come in alcuni Stati degli USA. In Francia la legge prevede che i negozi di “oggetti pornografici” non possano essere aperti a meno di 200 metri da una scuola.

Così, di recente, in Irlanda hanno avuto un’idea: giocattoli erotici ecosostenibili, testati, costruiti con materiale riciclato, in totale assenza di sostanze cancerogene. Come tutti i prodotti fabbricati con materiale di recupero, il prezzo al pubblico è anche molto competitivo. È il classico colpo da due piccioni con una fava: prodotti più sicuri, minor impatto ambientale e costi contenuti. Il peccato si tinge di verde.

di IVAN MOSCHELLA

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