Cassazione: come si prepara il fascicolo?

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Autore: Sabrina Mirabelli

24 agosto 2021

Laureata in giurisprudenza ha svolto la professione di avvocato civilista dal 1994 al 2013.

La presentazione di un ricorso civile in Cassazione implica la formazione di uno specifico fascicolo.

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Sei un avvocato da poco iscritto nell’albo speciale dei patrocinanti dinanzi alle magistrature superiori. Per la prima volta, devi difendere un cliente davanti alla Corte di Cassazione e ti serve un aiuto per non incorrere in errori nel deposito in cancelleria, dell’originale notificato del ricorso e dei documenti allegati. In parole più semplici, ti serve qualcuno che ti spieghi in Cassazione come si prepara il fascicolo. Infatti, sono previste delle formalità specifiche che vanno rispettate se si vuole evitare che il proprio fascicolo si presenti carente o non collazionato nel modo richiesto.

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Sul sito istituzionale della Suprema Corte di Cassazione è spiegato minutamente come presentare un ricorso civile, un controricorso e un ricorso successivo. Altresì, è spiegato come versare il contributo unificato. Prima dell’emergenza sanitaria causata dallo scoppio della pandemia di Covid -19, per depositare il tuo fascicolo, potevi recarti personalmente in Cassazione presso l’ufficio competente per l’iscrizione a ruolo. Attualmente, invece, devi scaricare su un dispositivo iOS o Android un’apposita app, denominata “ufirst”, utilizzando la quale puoi effettuare una prenotazione. Quindi, il giorno fissato devi presentarti all’entrata della Suprema Corte e, dopo avere mostrato il tesserino di riconoscimento del tuo ordine e la prenotazione ricevuta tramite l’app, ti è consentito entrare nel palazzo per recarti in cancelleria.

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A questo punto, devi solo chiedere l’iscrizione a ruolo del ricorso e lasciare il fascicolo. Puoi anche depositare il fascicolo contenente il ricorso per Cassazione e gli allegati prescritti, inviando per posta un plico raccomandato alla cancelleria oppure telematicamente, seguendo le stesse regole e le specifiche tecniche già vigenti per il deposito degli atti presso i tribunali e le Corti di Appello.

Cassazione: come si prepara il fascicolo

Per presentare un ricorso civile in Cassazione devi formare un fascicolo da depositare nella cancelleria competente. A tal fine, devi predisporre un’apposita

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cartellina di studio, in cui devi cucire o spillare:

  1. la nota di deposito e iscrizione a ruolo debitamente compilata con i dati richiesti. In particolare, nella stessa, devi riportare il tuo nome, cognome e codice fiscale, il domicilio eletto, il nome, cognome e codice fiscale di eventuali altri avvocati, l’indicazione delle parti interessate, gli estremi del provvedimento impugnato, i dati di notifica dell’atto, l’inizio del giudizio in primo grado, l’autorità e la località, l’oggetto della materia, i motivi del ricorso, le pagine del ricorso. Inoltre, devi indicare gli atti che depositi unitamente al ricorso. Sulla nota di deposito e di iscrizione, devi apporre una marca da bollo di 27 euro per i diritti di notificazione. Se hai notificato il ricorso via pec, non sei obbligato al pagamento di alcun diritto;
  2. il modulo per la dichiarazione del valore della controversia ai fini della quantificazione del contributo unificato con applicazione della ricevuta attestante il pagamento dello stesso nonché del contributo integrativo di 200 euro pari all’imposta fissa di registrazione di provvedimenti emessi dalla Corte;
  3. l’originale notificato del ricorso;
  4. la copia autentica del provvedimento impugnato;
  5. una delle due istanze in originale con la quale hai chiesto alla cancelleria del giudice che ha emesso il provvedimento impugnato, la trasmissione del fascicolo d’ufficio alla cancelleria della Corte di Cassazione [1];
  6. la procura speciale alle liti, se conferita separatamente;
  7. l’eventuale copia del provvedimento di ammissione al patrocinio a spese dello Stato, se il ricorrente che ne ha fatto richiesta ha un reddito inferiore a 11.746,68 euro e dell’eventuale procura speciale notarile all’uopo conferita;
  8. gli atti, i documenti, i contratti o gli accordi collettivi sui quali si fonda il ricorso.

Altresì, devi allegare, lasciandoli liberi nel fascicolo:

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Invece, se devi depositare un controricorso o un ricorso incidentale, devi farlo nella cancelleria nella quale si trova l’atto principale, seguendo le stesse modalità previste per il deposito del ricorso. In tal caso, se il ricorso non risulta iscritto a ruolo, la cancelleria centrale provvede d’ufficio all’iscrizione del controricorso con certificato di mancato deposito del ricorso. Quindi, sei tenuto a versare quanto previsto per l’iscrizione del ricorso.

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Con decreto del Primo Presidente della Corte di Cassazione, datato 8 giugno 2010, è stata disposta l’assegnazione di un unico numero di ruolo generale di iscrizione a tutti i ricorsi avverso un identico provvedimento (cosiddetti ricorsi successivi), anche se depositati in tempi diversi. In questo caso devi pagare per valore, il contributo unificato e la marca di 27 euro prevista per materia e non il contributo integrativo di 200 euro.

Se non indichi il valore della causa, sia nelle conclusioni del ricorso sia sulla carta intestata dello studio firmata in originale, la cancelleria centrale civile provvede all’emissione di una segnalazione di mancato/insufficiente pagamento, applicando l’importo del contributo pari a quello dello scaglione più alto

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[2].

Inoltre, la cancelleria può rifiutare di ricevere gli atti, di rilasciare copia o certificati se le marche mancano o sono di importo inferiore a quello stabilito dalla legge.

Come va versato il contributo unificato

Per quanto attiene il contributo unificato, puoi versarlo con le seguenti modalità ovvero tramite:

Per le controversie di previdenza ed assistenza obbligatoria, nonché per quelle individuali di lavoro o concernenti rapporti di pubblico impiego, è dovuto il solo contributo unificato determinato in base al valore della causa.

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Dal 1° gennaio 2012, eventuali ricorsi successivi, controricorsi e ricorsi incidentali sono assoggettati al pagamento di un autonomo contributo unificato [3].

In merito al pagamento del contributo unificato, è opportuno rilevare che se effettui il versamento in misura superiore a quello dovuto, hai diritto al rimborso [4].

Inoltre, se non provvedi alla regolarizzazione del contributo medesimo, la cancelleria provvederà ad informare l’ufficio recupero crediti competente, che emetterà una cartella esattoriale.

Se inserisci un codice che riguarda altri uffici e/o sono errati i codici tributo, devi inviare un’apposita comunicazione all’Agenzia delle Entrate, effettuando un “ravvedimento operoso” per il cambio dei codici errati e depositare la copia presso la cancelleria come atto successivo.

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