Quali eredi possono impugnare la donazione?

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Autore: Redazione

09 giugno 2021

La Redazione di LLpT è costituita da un team di avvocati che, giornalmente, “traduce” in linguaggio comprensibile a tutti, anche ai meno esperti, le ultime sentenze dei tribunali e i testi delle leggi. Ciò affinché ciascuno possa conoscere - in modo chiaro, immediato e senza incertezze - i propri diritti e doveri.

Quando è possibile lasciare l’eredità a chi si vuole e quali familiari sono legittimari e hanno diritto alla quota di riserva.

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Un nostro lettore ci chiede quali eredi possono impugnare la donazione. Questi ha ottenuto dal padre l’intestazione della sua casa prima che lui morisse; tuttavia, non avendo rapporti pacifici con alcuni familiari, si chiede se costoro potrebbero contestare il trasferimento della proprietà immobiliare.

Partiamo da un presupposto valido per qualsiasi caso come quello del lettore: è possibile impugnare una donazione, fatta in vita dal donante, solo se questi, con la sua morte, non ha lasciato ai familiari più stretti le cosiddette «quote di legittima» che riserva loro la legge. Ci deve pertanto essere un’azione di questi ultimi volta a recuperare i beni donati del defunto per ripristinare tali quote.

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Per sapere dunque quali eredi possono impugnare la donazione bisogna introdurre il concetto di «legittima» e di «eredi legittimari». Ne parleremo qui di seguito.

Cos’è la legittima e chi sono gli eredi legittimari?

La legge riconosce a ciascuno di noi il diritto di fare testamento e di lasciare i propri beni a chi si vuole, anche a soggetti estranei, enti, associazioni e persino allo Stato. Tuttavia, tale diritto spetta solo a patto che, prima, si soddisfino i diritti dei familiari più stretti (i cosiddetti

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eredi legittimari). A questi ultimi infatti la legge riserva sempre una quota minima del patrimonio del defunto (la cosiddetta legittima). Ciò al fine di evitare la totale dispersione del patrimonio familiare e tutelare i rapporti tra i consanguinei più vicini di grado.

In buona sostanza, ogni patrimonio si divide in due parti: la cosiddetta «quota disponibile», che può essere lasciata a chi si vuole, e la quota indisponibile o “riserva”, che invece deve per forza andare agli eredi legittimari. Quest’ultima quota varia a seconda del numero di eredi legittimari in vita.

Qual è la quota indisponibile dell’eredità?

Dai seguenti esempi, risulteranno chiare le quote di riserva indisponibile

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dell’eredità che spettano necessariamente ai legittimari:

Che succede se non viene rispettata la legittima?

Se non viene rispettata la quota di legittima, gli eredi legittimari possono impugnare le disposizioni testamentarie e, nel caso in cui queste siano insufficienti per recuperare il dovuto, anche le

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donazioni fatte dal donante in vita.

Lo possono fare però entro il termine massimo di 10 anni dal decesso del donante. Se poi non sono trascorsi più di 20 anni dalla donazione è possibile recuperare l’immobile che, nel frattempo, è stato ceduto a terzi dal donatario.

Quali eredi possono impugnare la donazione?

Detto ciò, si comprende come gli unici eredi che possono impugnare la donazione sono gli eredi legittimari. E gli eredi legittimari sono:

Pertanto, se il donante muore senza lasciare né coniuge, né figli, né ascendenti, nessuno può impugnare la donazione in quanto non esistono altri eredi legittimari. La conseguenza è anche quella per cui l’intero asse patrimoniale può essere lasciato a chi si vuole, non essendovi quote di riserva da rispettare. Come infatti abbiamo anticipato, le quote di riserva spettano solo agli eredi legittimari, ossia al coniuge, ai figli e agli ascendenti.

C’è un solo caso in cui la donazione può essere impugnata da chiunque, anche da parte di chi non è erede: ciò avviene quando questa attiene ad un immobile e la stessa è avvenuta con una normale scrittura privata e non con un atto notarile. In tal caso, infatti, la donazione è nulla per difetto di forma.

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