Furto del bancomat o del pin: banca responsabile per i prelievi non autorizzati?
Conservare assieme bancomat e pin: in caso di furto la banca deve risarcire al cliente i danni per prelievi non autorizzati.
Qualora si subisca il furto del bancomat e, in conseguenza di ciò, vengano eseguiti prelievi non autorizzati sul conto corrente, la banca sarà sempre tenuta al risarcimento del danno subito dal cliente, sul quale resta comunque a carico una franchigia di 150 euro [1].
Non è invece dovuto alcun risarcimento se la banca dimostra che la sottrazione della carta è avvenuta a causa del comportamento negligente del suo titolare.
Per esempio: può considerarsi una condotta gravemente imprudente il lasciare incustodito lo zaino o la borsa contenente il bancomat, affidare il bancomat e comunicare le relative credenziali a terzi, lasciare il bancomat nella propria autovettura aperta, denunciare con ritardo il furto o lo smarrimento, non bloccare la carta in seguito al ricevimento dell’sms alert relativo all’effettuazione del prelievo.
Conservare assieme bancomat e pin non costituisce invece, di per sé solo, comportamento negligente: ciò in quanto, secondo un recente orientamento del Tribunale di Roma e dell’Arbitro Bancario Finanziario [2], è tecnicamente possibile, mediante apposito programma informatico, estrarre le credenziali dalla carta di pagamento, dopo esserne venuti illegittimamente in possesso.
Di conseguenza, il fatto di conservare il PIN del bancomat insieme alla carta (per esempio, entrambi nel portafogli), in caso furto, non esonera la banca dal risarcimento del danno subito dal cliente: il ladro infatti, in possesso del solo bancomat, potrebbe comunque con il proprio computer ed un programma specifico scoprirne da solo il PIN.