Violazione di domicilio ex coniuge: Cassazione

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Autore: Redazione

26 luglio 2021

La Redazione di LLpT è costituita da un team di avvocati che, giornalmente, “traduce” in linguaggio comprensibile a tutti, anche ai meno esperti, le ultime sentenze dei tribunali e i testi delle leggi. Ciò affinché ciascuno possa conoscere - in modo chiaro, immediato e senza incertezze - i propri diritti e doveri.

Costituisce violazione di domicilio l’introduzione del coniuge divorziato nell’abitazione assegnata all’altro coniuge.

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Reato di violazione di domicilio: quando si configura?

Si configura il reato di violazione di domicilio quando l’ex coniuge si introduce nella casa familiare, assegnata alla moglie mediante provvedimento del giudice non ancora formalmente esecutivo, manomettendo le serrature.

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Cassazione penale sez. V, 03/04/2019, n.32840

Coniuge divorziato: accesso all’abitazione assegnata all’altro coniuge

Integra il reato di violazione di domicilio, aggravato dalla violenza sulle cose, l’introduzione del coniuge divorziato nell’abitazione assegnata all’altro coniuge con provvedimento presidenziale, ancorché privo di formale esecutività, mediante manomissione della serratura, modificata in esecuzione di detto provvedimento.

Cassazione penale sez. V, 03/04/2019, n.32840

Accesso alla casa familiare senza il consenso del coniuge assegnatario

Integra il reato di violazione di domicilio la condotta del coniuge separato che, non avendovi più stabile dimora, si introduca nella casa familiare contro la volontà del coniuge assegnatario.

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Cassazione penale sez. V, 08/03/2019, n.30726

Nesso teleologico fra gli atti di violenza e la violazione di domicilio

Ai fini della configurabilità dell’aggravante prevista dall’ultimo comma dell’art. 614 cod. pen. (fatto commesso con violenza su persone o cose o da soggetto armato) non è sufficiente un rapporto occasionale tra gli atti di violenza e la violazione di domicilio, ma occorre un nesso teleologico tra le due azioni. Ne consegue che se la violenza è usata non per entrare o intrattenersi nell’altrui abitazione, ma per commettere un altro reato, la violazione è aggravata ai sensi dell’art. 61, n. 2 stesso codice e il reato è procedibile a querela.

(Nella fattispecie la Corte ha escluso la sussistenza dell’aggravante con riferimento alla condotta del ricorrente che, dopo essersi introdotto nell’abitazione dell’ex coniuge, strattonava la donna, le strappava dalle mani il telefono cellulare e colpiva con dei calci la porta di ingresso, rilevando che dette azioni erano espressive di uno scatto d’ira ovvero del tentativo di impossessarsi del telefono con cui la donna intendeva chiamare le forze dell’ordine).

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Cassazione penale sez. VI, 19/01/2018, n.9084

Introduzione della moglie nella casa affidata al marito

In tema di violazione di domicilio, è punibile chiunque s’introduca nell’abitazione altrui, o in altro luogo di privata dimora, contro la volontà espressa o tacita di chi ha il diritto escluderlo (fattispecie in cui la moglie si era introdotta nella casa affidata al marito in sede di separazione legale).

Cassazione penale sez. V, 06/12/2013, n.15696

Introduzione abusiva nell’abitazione dell’ex coniuge

Introdursi a casa dell’ex coniuge per fotocopiare documenti può integrare il furto d’uso o, comunque, la violazione di domicilio.

Corte di Cassazione Sezione 5 Penale, Sentenza, 16 febbraio 2010, n. 6377

Reato di violazione di domicilio: l’elemento psicologico

L’elemento psicologico del reato di violazione di domicilio si concreta nella coscienza e volontà dell’agente di introdursi e trattenersi nell’altrui abitazione contro la volontà del titolare del diritto di esclusione, a nulla rilevando il motivo della introduzione. Ne consegue che risponde del reato in esame l’imputato che si introduca nella casa della moglie, dalla quale vive separato, senza il suo consenso, per vedere la figlia che era stata affidata alla moglie medesima.

Cassazione penale sez. V, 19/11/1985

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