Come contestare una multa per mancata revisione
Quando e a chi presentare ricorso contro la sanzione per non avere fatto il controllo obbligatorio dell’auto. La decisione sull’uso di telecamere o autovelox.
La legge obbliga chiunque abbia un veicolo a motore a tenerlo sempre in perfette condizioni d’uso per garantire la propria sicurezza e quella degli altri. Questo implica il dovere di effettuare una revisione dell’auto con una certa cadenza stabilita dalla normativa in vigore. Chi non rispetta questi termini viene punito con pesanti sanzioni. Può capitare, però, che, a causa di quella regola mai scritta secondo cui c’è sempre spazio per il peggio, l’automobilista inciampi in un controllo proprio il giorno dopo la scadenza della revisione obbligatoria, non ancora fatta per una dimenticanza o perché ha chiamato il centro autorizzato troppo tardi ed abbia avuto l’appuntamento oltre il termine. A prima vista, insomma, ci sarebbero i presupposti per dimostrare la buona volontà e presentare ricorso contro la sanzione. Ma
Non è escluso poterla spuntare. Purché, naturalmente, ci siano i presupposti. Quello della buona fede va interpretato caso per caso, ma può essere un esempio di quando si può contestare la multa per mancata revisione. Esiste, tuttavia, la possibilità di farla franca, cioè di avere buone probabilità di successo con il ricorso, a seconda di chi ha fatto la contestazione e di com’è stata fatta. Vediamo.
Indice
Obbligo di revisione auto: cosa dice la legge?
La
Riassumendo:
- per mancata revisione: sanzione fino a 694 euro o fino a 1.388 euro in caso di recidiva ed auto sospesa dalla circolazione finché non viene fatta la revisione;
- per circolare con l’auto sospesa: sanzione fino a 7.993 euro e fermo amministrativo per 90 giorni;
- per circolare con l’auto sottoposta a fermo e senza la revisione: confisca amministrativa.
Obbligo di revisione auto: quando bisogna farla?
La prima revisione obbligatoria dell’auto va fatta dopo 4 anni dalla data di immatricolazione del veicolo, cioè da quando è stata ritirata nuova dalla concessionaria. Trascorsi i 4 anni, si può fare la revisione entro l’ultimo giorno di quel mese. Ad esempio, se il veicolo è stato targato il 17 ottobre, sarà possibile fare il primo controllo entro il 31 ottobre di 4 anni dopo.
Le successive revisioni dovranno essere effettuate ogni 2 anni rispetto a quella precedente, sempre entro l’ultimo giorno del relativo mese.
Ci sono, però, delle eccezioni che riguardano alcuni tipi di veicoli, obbligati a fare la revisione ogni anno. Si tratta di:
- veicoli con massa superiore a 3,5 tonnellate;
- taxi;
- autobus;
- ambulanze;
- veicoli a noleggio con conducente.
Mancata revisione auto: quando si può contestare la multa?
Abbiamo visto cosa dice la legge in merito alla revisione obbligatoria dell’auto, quando bisogna farla e quali sono le sanzioni previste per chi trasgredisce le regole. Ma come contestare una multa per mancata revisione nel caso in cui si ritenga che c’è spazio per presentare il ricorso?
L’aspetto più importante riguarda chi rilascia la sanzione. Nel caso in cui si tratti di un agente delle forze dell’ordine durante un normale controllo stradale, c’è poco da fare: la sanzione va pagata, possibilmente entro cinque giorni per beneficiare dello sconto del 30%. Se, invece, l’infrazione è stata rilevata da un tutor o da un sistema di rilevazione elettronica, allora il discorso cambia.
Con una circolare del ministero dell’Interno datata 3 luglio 2020, viene chiarito (dopo un lungo dibattito su questo argomento) che la contestazione differita di una sanzione è un’eccezione che prevede solo determinati casi. È vero che la mancanza di assicurazione e di revisione obbligatorie, scrive il Viminale, è sanzionabile con appositi dispositivi o apparecchiature di rilevamento anche in modo differito. Ma è altrettanto vero che il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti non ha ancora provveduto ad omologare le idonee apparecchiature. Se ne deduce, pertanto, che la sanzione è valida solo se c’è la presenza di un operatore di polizia, dato che l’apparecchiatura resta soltanto «un supporto documentale» alla contestazione.
Dice la nota del ministero dell’Interno: «L’utilizzo del dispositivo non omologato o approvato serve solo per segnalare la presenza di un veicolo che potrebbe non essere in regola con la revisione o con l’assicurazione. In tale situazione, perciò, l’apparecchio non accerta la violazione e costituisce un semplice “supporto” per la documentazione della violazione che è stata accertata direttamente dall’operatore di polizia stradale presente. Egli, infatti, deve attestare che il transito del veicolo e l’effettiva circolazione dello stesso sulla strada, è avvenuto in sua presenza, anche se attraverso il supporto strumentale dell’apparecchio».
In tale contesto, continua la circolare, quando ricorre una situazione di fatto che ha reso impossibile la
Altri motivi per contestare una multa per mancata revisione possono essere:
- l’arrivo della notifica del verbale oltre i 90 giorni previsti dalla legge;
- l’errore nel verbale (mancata segnalazione o specificazione della violazione, mancato orario dell’infrazione, ecc.);
- la rilevazione dell’infrazione con dispositivi elettronici collocati su un tratto di strada non autorizzato dal Prefetto;
- la buona fede (appuntamento in officina preso in tempo ma fissato oltre la scadenza della revisione, dimostrata impossibilità di poter rispettare il termine, ecc.).
Mancata revisione auto: come contestarla?
Se si è convinti di avere delle ragioni valide per contestare una multa per la mancata revisione dell’auto, occorre presentare ricorso al Giudice di Pace entro 30 giorni dalla data di notifica del verbale. All’udienza, è possibile assistere da soli o con un legale.
In alternativa, si può presentare ricorso al Prefetto del luogo in cui è stata registrata la violazione entro 60 giorni dalla notifica.
In entrambi i casi, occorre allegare al ricorso una copia del verbale ricevuto e qualsiasi altro documento che possa dimostrare le ragioni alla base del ricorso.