Pensione liberi professionisti gestione Separata

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Autore: Noemi Secci

24 dicembre 2021

Laureata in Giurisprudenza, Consulente del Lavoro, Docente in materie economico-giuridiche e formatrice qualificata. Oltre all'ambito giuslavoristico,è specializzata in campo previdenziale. Collabora con diverse testate online in materia di previdenza e di diritto del lavoro.

Trattamenti pensionistici che è possibile ottenere presso la gestione Separata: pensione anticipata a 64 anni, pensione di vecchiaia con 5 anni di contributi.

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Oggi assistiamo ad un aumento esponenziale di nuove professioni: naturopata, home stager, mentor, counselor; si tratta di categorie che risultano prive di gestioni previdenziali specifiche, al contrario delle professioni ordinistiche. Questo comunque non significa che i professionisti senza cassa siano privi della tutela previdenziale e non abbiano diritto alla pensione: la persona che svolge un’attività professionale e non ha un fondo di categoria, difatti, è obbligata all’iscrizione presso la gestione Separata dell’Inps. Ma quale

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pensione per liberi professionisti nella gestione Separata?

Presso la gestione Separata, è possibile ottenere quasi tutti i trattamenti pensionistici erogati dalla generalità delle gestioni previdenziali amministrate dall’Inps. Vi sono però importanti eccezioni: ad esempio, non è possibile ottenere l’opzione donna, un trattamento pensionistico agevolato che spetta alle sole lavoratrici, con un minimo di 58 o 59 anni di età e 35 anni di contributi: questo, in quanto l’agevolazione previdenziale è collegata alla penalizzazione insita nel ricalcolo contributivo dell’assegno, rispetto al calcolo con sistema retributivo- misto. Presso la gestione Separata, invece, tutte le pensioni sono già calcolate con sistema contributivo; quindi, non sussiste in concreto la possibilità di esercitare alcuna opzione (qui la

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Guida al calcolo contributivo della pensione).

In relazione alla possibilità di ottenere la pensione di vecchiaia ordinaria, in totalizzazione e la pensione anticipata contributiva, poi, è indispensabile che l’importo del trattamento sia superiore a determinate soglie, commisurate all’assegno sociale. Purtroppo, proprio a causa dell’utilizzo del penalizzante sistema contributivo, nel concreto è difficile superare queste soglie: peraltro, agli iscritti alla gestione Separata non è concesso l’incremento della pensione al trattamento minimo.

Ora però procediamo con ordine e osserviamo quali trattamenti si possono ottenere presso la gestione Separata.

Gestione Separata Inps

La

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gestione Separata dell’Inps è la gestione di previdenza che tutela tutti coloro che svolgono lavori “atipici”: non riguarda solo i liberi professionisti non iscritti agli ordini (o comunque non obbligati all’iscrizione presso la gestione di categoria o privi di gestioni di riferimento), ma anche i lavoratori autonomi occasionali, i collaboratori, i dottorandi, gli amministratori, i revisori e i componenti di collegi e commissioni, nonché coloro che sono retribuiti con i cosiddetti nuovi voucher, ossia col contratto di prestazione occasionale e col libretto famiglia.

È possibile riunire i contributi della gestione Separata alle altre casse?

I contributi accreditati presso la gestione Separata possono essere riuniti a quelli delle altre casse, ai fini del diritto alla pensione, attraverso il

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cumulo o la totalizzazione (la contribuzione si somma soltanto per raggiungere il diritto al trattamento pensionistico, ma ogni cassa liquida la quota di propria competenza secondo le proprie regole- in determinate ipotesi con ricalcolo contributivo).

Non è invece ammessa dall’Inps la ricongiunzione dei contributi accreditati presso la gestione Separata verso le altre gestioni amministrate dall’Istituto, ma è ammesso unicamente il computo, cioè la possibilità, gratuita, di far confluire verso la gestione tutti i contributi presenti nelle altre casse, sottoponendoli al calcolo interamente contributivo.

Pensione anticipata gestione Separata

Come avviene presso la generalità delle gestioni Inps, anche presso la gestione Separata si può ottenere la

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pensione anticipata ordinaria, con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne, più un’attesa per la liquidazione del trattamento pari a 3 mesi, detta finestra, che parte dalla maturazione dei requisiti contributivi.

A questo punto, però, è inevitabile osservare che la gestione separata esiste soltanto dal 1996: come è possibile, allora, ottenere oltre 42 anni di contributi presso questa cassa, dal momento che l’anzianità massima conseguibile per il professionista iscritto è pari a circa 26 anni (31 anni considerando i casi di riscatto dei periodi di collaborazione coordinata e continuativa anteriori al 1996, sino a un massimo di 5 anni)?

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Come osservato precedentemente, la pensione anticipata ordinaria può essere ottenuta presso la gestione Separata anche in regime di cumulo, cioè sommando gratuitamente i contributi accreditati presso altre casse e non coincidenti.

Michele ha 23 anni di contributi accreditati presso la gestione Separata e altri 20 anni di contributi accreditati presso il Fondo pensione lavoratori dipendenti dell’Inps, non coincidenti. Possedendo quindi 43 anni di contributi non temporalmente coincidenti, può ottenere la pensione anticipata in regime di cumulo presso la gestione separata, per la quale sono richiesti 42 anni e 10 mesi di contribuzione.

Pensione anticipata precoci gestione Separata

Per la pensione anticipata rivolta ai

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lavoratori precoci, vale il medesimo discorso. Ricordiamo che questo trattamento pensionistico è rivolto a coloro che possiedono almeno 12 mesi di contributi da effettivo lavoro accreditati prima del compimento dei 19 anni di età e appartengono a particolari categorie tutelate: invalidi dal 74%, caregiver, addetti ai lavori usuranti e gravosi, disoccupati di lungo corso.

Per ottenere tale trattamento, non sono richiesti 42 anni e 10 mesi, o 41 anni e 10 mesi di contribuzione, ma solo 41 anni di versamenti.

Ad oggi, come già osservato in relazione alla pensione anticipata ordinaria, non è possibile avere alle spalle 41 anni di contributi, tutti accreditati presso la gestione Separata; tra l’altro è necessario, per ottenere questa pensione, possedere almeno un contributo accreditato alla data del 31 dicembre 1995.

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Fortunatamente, anche questo trattamento può essere ottenuto in regime di cumulo: l’iscritto presso la gestione Separata può dunque sommare gli anni mancanti al requisito contributivo, utilizzando i versamenti accreditati presso le altre gestioni. Per approfondire, leggi: Pensione anticipata precoci.

Pensione anticipata quota 100 gestione Separata

Il cumulo può essere utilizzato anche per il riconoscimento della pensione anticipata quota 100, trattamento sperimentale che si ottiene con un minimo di 62 anni di età e 38 di contributi, purché i requisiti risultino maturati entro il 31 dicembre 2021.

Il regime di cumulo dei contributi utilizzabile per il conseguimento della quota 100 è particolare: possono essere infatti sommati, ai fini del diritto alla

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pensione quota 100, tutti i contributi non coincidenti accreditati presso le gestioni Inps, ma non è possibile considerare la contribuzione accreditata presso le casse professionali.

Per approfondire, leggi: Pensione quota 100.

Pensione anticipata a 64 anni gestione Separata

Gli iscritti presso la gestione Separata, sino al 31 dicembre 2024, possono conseguire la pensione anticipata con 64 anni di età e soli 20 anni di contributi. Ci riferiamo alla cosiddetta pensione anticipata contributiva, che può essere raggiunta, nello specifico, con i seguenti requisiti:

Può ottenere questa

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pensione agevolata anche chi, in possesso di contribuzione Inps al 31 dicembre 1995, opta per il computo di tutti i contributi presso la gestione Separata.

Pensione di vecchiaia gestione Separata

La pensione di vecchiaia ordinaria è un trattamento che gli iscritti alla gestione separata possono ottenere alle seguenti condizioni:

Si può ottenere la pensione di vecchiaia anche in regime di cumulo.

Pensione di vecchiaia con 5 anni di contributi gestione Separata

Gli iscritti presso la gestione Separata possono anche ottenere, con un minimo di

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5 anni di contributi, la pensione di vecchiaia con 71 anni di età, o pensione di vecchiaia contributiva. Si noti che non sono richieste soglie minime di importo per questo tipo di pensione; quindi, il lavoratore può pensionarsi anche se il trattamento è molto basso.

Chi opta per il computo presso la gestione Separata può ottenere la pensione di vecchiaia contributiva con un minimo di 15 anni di contributi, requisito richiesto per poter optare per il computo (ricordiamo che il computo richiede almeno un contributo ma meno di 18 anni di contributi ante 1996, almeno 5 anni di contributi dal 1996, almeno 15 anni di contributi complessivi, almeno un contributo presso la gestione Separata).

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Pensione in totalizzazione gestione Separata

Vi è un’altra modalità, oltre al cumulo dei contributi, per sommare alle altre casse i versamenti accreditati presso la gestione Separata: si tratta della totalizzazione.

La totalizzazione, in particolare, è uno strumento che consente di considerare unitariamente gli accrediti presso fondi diversi per il diritto alla pensione, esattamente come il cumulo.

Proprio come avviene per il cumulo, ai fini dell’ammontare della pensione ogni cassa liquida separatamente la quota di competenza. Molto spesso viene però applicato il ricalcolo contributivo dell’assegno, ricalcolo che normalmente, per gli iscritti alle altre casse assoggettati ordinariamente al calcolo retributivo- misto, risulta penalizzante (non lo è per gli iscritti presso la gestione Separata, in quanto a questi lavoratori si applica già il calcolo integralmente contributivo).

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Attraverso la totalizzazione si può ottenere:

Pensione supplementare gestione Separata

Per quanto riguarda gli

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iscritti presso la gestione Separata che risultano già pensionati presso un’altra cassa, sussiste comunque la possibilità di ottenere un trattamento pensionistico da questo fondo: si tratta della cosiddetta pensione supplementare.

Nello specifico, il lavoratore ottiene la pensione supplementare al compimento dell’età utile per la pensione di vecchiaia ordinaria, pari a 67 anni, a prescindere dalla cassa che eroga il trattamento pensionistico principale (può trattarsi anche di una cassa professionale privata) e a prescindere dai contributi posseduti presso la gestione separata.

Poiché è calcolato col sistema integralmente contributivo, il trattamento dipende ovviamente dai versamenti e dagli accrediti effettuati.

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