Come dimostrare la data di un documento

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Autore: Redazione

17 novembre 2021

La Redazione di LLpT è costituita da un team di avvocati che, giornalmente, “traduce” in linguaggio comprensibile a tutti, anche ai meno esperti, le ultime sentenze dei tribunali e i testi delle leggi. Ciò affinché ciascuno possa conoscere - in modo chiaro, immediato e senza incertezze - i propri diritti e doveri.

La data della scrittura privata si può contestare senza proporre querela di falso.

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La data non è un elemento essenziale di un documento a meno che non si tratti di un atto pubblico, redatto cioè da un pubblico ufficiale. Se un banale contratto o, più in generale, una scrittura intercorsa tra privati è priva della data potrebbe risultare difficile provare il momento nel quale è stata redatta. Di qui una ricorrente domanda: come dimostrare la data di un documento?

Di tanto parleremo qui di seguito alla luce di una recente sentenza della Cassazione che ha fornito alcuni importanti chiarimenti.

Qual è il valore di una scrittura privata?

Partiamo subito col dire che una

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scrittura privata – ossia il documento redatto dai privati senza l’assistenza di un pubblico ufficiale – ha valore di prova solo se non viene disconosciuto, ossia contestato.

Marco sostiene di aver prestato a Roberta mille euro e, per dimostrarlo, esibisce al giudice un documento in cui questa attesta di aver ricevuto tale somma in prestito. Se Roberta non contesta la firma come propria, la scrittura privata ha valore di prova. Se invece Roberta sostiene che la firma non è sua, la scrittura privata non ha più alcun valore di prova. Spetta a Marco dimostrare che la firma è effettivamente quella di Roberta.

In presenza quindi di una contestazione sulla provenienza della firma, spetta a colui che vuol avvalersi del documento dimostrare la genuinità della sottoscrizione dell’altra parte. E dovrà farlo esibendo le cosiddette “scritture di raffronto” ossia altri documenti contenenti la firma del soggetto in questione affinché, attraverso un’analisi della grafia, un perito possa stabilire se si tratta della stessa “penna”.

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In assenza, invece, di contestazione sulla firma, il documento ha valore di prova.

Si può contestare la data della scrittura privata?

Il fatto però che non vi sia stato un disconoscimento della scrittura privata non toglie che si possa affermare che la data non è quella effettiva.

Nell’esempio precedente, Roberta potrebbe dire che la firma è la sua ma che la data in cui il documento è stato redatto è diversa da quella riportata sul documento stesso. Spetterebbe a Roberta, pertanto, dimostrare con ogni mezzo di prova la data della scrittura privata.

Sul punto, si è già espressa la Cassazione [1]. Il collegio ha affermato che il riconoscimento, anche tacito, della scrittura privata, attribuisce ad essa l’efficacia di piena prova ma solo con riferimento alla provenienza del documento dal suo sottoscrittore, ma non anche in relazione al contenuto intrinseco, ivi compresa la data. Pertanto, il mancato disconoscimento di tale scrittura non impedisce al sottoscrittore di dimostrare, con ogni mezzo di prova e senza limitazioni di sorta, la non corrispondenza della data apposta sul documento in contestazione rispetto a quella del suo effettivo rilascio.

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Come dimostrare la data di un documento?

Atteso che la data apposta su un documento può essere sempre contestata o che, in assenza di indicazione della data, la stessa può essere dimostrata con qualsiasi altra prova, anche testimoniale, cerchiamo di comprendere come prevenire a monte il problema ed evitare liti sul punto.

Il metodo migliore per dare piena prova alla data di un documento è l’autentica notarile. Il notaio, nell’autenticare le firme delle parti, appone anche una data: tale data, in quanto certificata da un pubblico ufficiale, fa piena prova.

Un secondo modo per dimostrare la data in cui è stata redatta e firmata una scrittura privata è la registrazione

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. Si procede in questo caso presso l’Agenzia delle Entrate ove si corrisponde l’imposta di registro. Anche in questa ipotesi si ottiene la certificazione di un pubblico ufficiale che non è più contestabile.

Un terzo modo per dimostrare la data di un documento è farvi apporre un timbro postale. Qui le parti devono provvedere a spedire la scrittura privata tramite raccomandata a.r. a un indirizzo, anche il loro stesso. Il timbro postale, se apposto da un dipendente di Poste Italiane (e non da una società privata), fa piena prova in quanto, anche in tale ipotesi, si tratta di un pubblico ufficiale.

Un ulteriore modo per dare piena prova alla data di un documento è la Pec. La posta elettronica certificata, da un punto di vista legale, è identica alla raccomandata: la ricevuta del gestore infatti certifica la data di spedizione della Pec. Attenzione però: è necessario che il testo non sia allegato in un file ma che costituisca il corpo della mail. La certificazione del gestore della Pec non riguarda infatti gli allegati.

Un ultimo modo per dimostrare la data di un documento è la marca temporale. Si tratta di un procedimento informatico che consente di certificare in modo certo il giorno, il mese e l’anno in cui il file è stato realizzato.

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