Abbandono di minori: quando è reato?

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Autore: Mariano Acquaviva

06 dicembre 2021

Conseguita nel 2011 la laurea magistrale in Giurisprudenza con pieni voti presso l’Università degli Studi di Salerno, successivamente si iscrive alla Scuola di Specializzazione per le Professioni legali presso lo stesso ateneo, ottenendo anche qui la votazione massima. Attualmente esercita la professione forense quale avvocato iscritto all’albo del foro di Salerno e collabora con diversi studi legali, dedicandosi prevalentemente all’ambito penalistico e civilistico.

Cosa rischia chi non si prende cura del figlio minorenne? Commette reato chi non vigila sui genitori anziani o ammalati?

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La legge tutela le persone più fragili prevedendo non solo adeguate forme di sostegno ma anche pene severe per chi dovrebbe occuparsi di loro. Tra i soggetti deboli rientrano anche i minorenni, sui quali i genitori dovrebbero sempre vigilare attentamente. Quando c’è reato di abbandono di minori?

Secondo una recente sentenza della Corte di Cassazione [1], commette questo tipo di delitto non solo il genitore che, allontanandosi da casa, si disinteressa completamente della prole, ma anche la mamma che, non sapendo con chi far stare i propri figli il sabato sera, pur di non rinunciare alla propria uscita porta con sé i bambini e li lascia dormire in auto per tutta la notte. Se l’argomento ti interessa e vuoi saperne di più, prosegui nella lettura: vedremo

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quando l’abbandono di minori è reato.

Abbandono di minorenni: cosa dice la legge?

Secondo la legge (art. 591 cod. pen.), chi abbandona un minore di quattordici anni commette un reato punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni.

Vittima del reato non è qualsiasi minorenne, bensì quello che non ha ancora compiuto 14 anni; l’autore del reato può essere anche una persona diversa dal genitore, come ad esempio il tutore o altra persona a cui il minorenne era stato affidato. Approfondiamo questi aspetti.

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Quando c’è abbandono di minori?

L’abbandono punito dalla legge consiste nel non prendersi cura di un minorenne di cui si ha la responsabilità. Detto in altri termini, il reato scatta ogni volta che si viola l’obbligo di custodia su una persona che non ha ancora compiuto i 14 anni.

Per “abbandono”, dunque, non deve intendersi solo la condotta di chi lascia il minore in un luogo sperduto, ma anche quella consistente nel non occuparsi delle sue esigenze. Si pensi, ad esempio, alla madre che trascura il figlio piccolo causandogli uno stato di denutrizione.

L’abbandono di cui parla la legge, dunque, non implica necessariamente una distanza fisica tra il minore e chi dovrebbe occuparsi di lui: l’abbandono può configurarsi anche se la vittima e l’autore del reato si trovano nella stessa casa.

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Ad esempio, la sentenza della Corte di Cassazione citata in apertura ha ritenuto colpevole del reato di abbandono di minori la mamma che passava le serate nei locali della movida lasciando i figli (di 6 e 10 anni) a dormire nell’auto parcheggiata fuori.

Secondo i giudici, sussiste il reato anche se l’automobile era chiusa a chiave e la madre teneva d’occhio il veicolo con i figli dentro: secondo la Suprema Corte, lasciare soli i bambini, senza sorveglianza e senza tutela, addormentati nella propria autovettura parcheggiata in orario notturno all’esterno di alcuni locali di pubblico divertimento, costituisce il reato di abbandono di minori, il quale è integrato da «qualsiasi condotta, attiva od omissiva, contrastante con il dovere giuridico di cura (o di custodia), gravante sulla persona adulta, e da cui derivi uno stato di pericolo, anche meramente potenziale, per la vita o l’incolumità del minore».

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Non commette il delitto di abbandono di minori chi, invece, non paga il mantenimento: in questa ipotesi, infatti, si integra una diversa ipotesi di reato.

Abbandono di minori: chi può commettere il reato?

Come ricordato nel primo paragrafo, il reato di abbandono di minori può essere commesso non solo dai genitori (ipotesi classica), bensì da ogni persona che debba prendersi cura del minorenne. Il reato può dunque essere integrato anche dai nonni, dalla baby sitter, dal tutore o da chiunque altro avrebbe dovuto occuparsi del minore, anche soltanto per un breve lasso di tempo.

Ad esempio, se i genitori affidano il figlio piccolo al nonno per una sola giornata e questo si disinteressa di lui, magari uscendo di casa, esponendo così il nipote a un pericolo, anche solo potenziale, per la sua incolumità, allora scatta il reato di abbandono di minori in capo al nonno affidatario.

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Insomma, colui che ha la custodia materiale del minore commette il reato di abbandono se non si prende cura della persona che gli è stata affidata.

Abbandono: chi è la vittima del reato?

Come ricordato più volte, la vittima del reato di abbandono è il minore che non ha ancora compiuto 14 anni; pertanto, il quattordicenne non sarebbe tutelato dalla norma.

In realtà, non è proprio così: se una persona è incapace di provvedere a sé stessa, allora chi ha il dovere di custodirla commette il reato di abbandono se viene meno ai propri doveri.

In altre parole, il reato di abbandono non si configura solo per i minori di quattordici anni, ma anche per chi ha un’età superiore, se la persona è incapace di provvedere a se stessa per malattia o per qualsiasi altra ragione.

Ciò significa che si configura il reato di abbandono anche nelle seguenti ipotesi:

Insomma, tutte le volte in cui si ha l’obbligo giuridico di avere cura di una persona incapace di provvedere a sé autonomamente, c’è il rischio che scatti il reato di abbandono se si viene meno al proprio dovere.

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