Difesa domestica

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Autore: Mariano Acquaviva

12 maggio 2022

Conseguita nel 2011 la laurea magistrale in Giurisprudenza con pieni voti presso l’Università degli Studi di Salerno, successivamente si iscrive alla Scuola di Specializzazione per le Professioni legali presso lo stesso ateneo, ottenendo anche qui la votazione massima. Attualmente esercita la professione forense quale avvocato iscritto all’albo del foro di Salerno e collabora con diversi studi legali, dedicandosi prevalentemente all’ambito penalistico e civilistico.

Legittima difesa domiciliare: cos’è, come funziona, quando si possono usare le armi e quando, invece, la reazione è ingiustificata?

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Secondo la legge, è possibile difendersi violentemente da un’aggressione soltanto se non ci sono altri modi per salvarsi. La difesa “in proprio”, dunque, è ammessa solo se è l’ultima spiaggia. Se così non fosse, rischieremmo di vivere come nel far west, dove a prevalere è solamente la forza bruta. La legge stabilisce però particolari regole nel caso di difesa domestica.

Come vedremo, quando si tratta di difendere se stessi o altri all’interno del proprio domicilio, è possibile ricorrere alla legittima difesa in maniera un po’ più libera, avvalendosi anche delle armi, se necessario. Ciò perché la presenza di un malintenzionato in casa è già di per sé un fatto illecito che non promette bene. Prosegui nella lettura se vuoi sapere cos’è e come funziona la

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difesa domestica.

Cos’è la legittima difesa?

La legittima difesa è una causa di giustificazione di condotte che, altrimenti, costituirebbero reato.

Ad esempio, se di norma sarebbe un crimine sferrare un pugno a qualcuno, questa azione viene “giustificata”, e quindi non punita, se è stata dettata dalla necessità impellente di salvarsi da un’aggressione.

Legittima difesa: come funziona?

Per evitare condotte aggressive ingiustificate, la legge mette dei paletti ben precisi alla legittima difesa. Per la precisione, si può reagire a un’

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offesa impellente solamente se:

Da tanto deriva che non c’è legittima difesa se:

Difesa domestica: come funziona?

La legittima difesa ha limiti meno stringenti quando si tratta di proteggersi in caso di violazione di domicilio. In questi casi, infatti, la legge [1] consente di difendersi con le armi (legittimamente detenute, non abusive), se è indispensabile proteggere:

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In parole povere, ci si potrà difendere, anche con le armi, dal malintenzionato che è entrato in casa, sempreché vi sia pericolo per l’incolumità propria o di altre persone che legittimamente si trovano nell’abitazione (si pensi ai familiari) o vi sia un imminente pericolo di aggressione da parte dell’intruso.

Le due ipotesi sembrano uguali ma, in realtà, non lo sono:

Difesa domestica in caso di intrusione: cos’è?

La legittima difesa domiciliare prevede un’ulteriore

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, particolare ipotesi nel caso in cui ci si voglia difendere da un’intrusione violenta.

Nei casi di violazione di domicilio, agisce sempre in stato di legittima difesa colui che compie un atto per respingere l’intrusione posta in essere, con violenza o minaccia di uso di armi o di altri mezzi similari, da una o più persone.

Si pensi a chi voglia entrare in casa puntando la pistola contro il proprietario: in un caso del genere, quest’ultimo può reagire violentemente.

Questo non significa, però, che si sia legittimati a fare fuoco in ogni circostanza: continua ad essere reato sparare alle spalle colui che si sta dando alla fuga, così come è sempre reato utilizzare armi quando non vi sia nessun pericolo per la propria o l’altrui incolumità.

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Difesa domestica: esempi

Di seguito alcuni esempi che consentono di capire quando la difesa domestica è legittima o meno.

Paolo viene svegliato nel cuore della notte da un rumore di vetri rotti. Scende al pianterreno e scopre che la finestra è stata aperta con la forza. Pur essendo vicino alla porta d’ingresso, decide di risalire, prendere il fucile da caccia e recarsi dai malintenzionati che si trovano nella cucina.

In questa prima circostanza, Paolo avrebbe ben potuto mettersi in salvo chiamando la polizia oppure fuggendo. La decisione di prendere la propria arma (legalmente detenuta) non è di per sé illegittima, ma lo diventerebbe nel momento in cui decidesse di utilizzarla concretamente contro ladri il cui unico intento è quello di sgraffignare qualcosa.

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Matteo viene svegliato dalle grida dei suoi bambini. Precipitatosi a vedere cosa succede, scopre che alcuni malintenzionati si sono introdotti in casa e stanno rovistando dappertutto. Matteo brandisce l’arma che detiene legalmente in casa e intima ai malviventi di allontanarsi. Uno di loro, incurante della minaccia, non solo continua a frugare ovunque ma si avvicina alla bambina più piccola, facendo per estrarre dalla tasca un coltello. Matteo fa fuoco e colpisce il criminale.

In un caso come quello appena esposto, la difesa domestica è legittima perché il malintenzionato non ha desistito ma, anzi, ha manifestato la volontà di aggredire un familiare.

Francesco sorprende in casa un uomo che sta aggredendo la moglie. Afferra un coltello da cucina e ferisce il malintenzionato, che poi fugge via.

Nell’ipotesi appena illustrata, la difesa è più che legittima in quanto Francesco interviene per salvare un’altra persona da un’aggressione in atto.

Mario, rientrando a casa, coglie con le mani nel sacco un ladro. Questi, sorpreso dal rientro del proprietario, si dà immediatamente alla fuga. Mario prende repentinamente la sua pistola e gli spara alle spalle.

L’ultimo esempio mostra invece una difesa assolutamente illegittima: non è mai possibile sparare alla spalle una persona che si sta dando alla fuga.

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