Green pass: necessario se lavoratore in smart working?

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Autore: Consulenze

29 gennaio 2022

Sono una docente, paziente oncologica, invalida e beneficiaria di legge 104 e, per tali ragioni, in smart working. Non mi sono ancora vaccinata per alcuni miei timori. Ora che subentra l’obbligo vaccinale, che mi riguarda per età e mansioni, il mio datore di lavoro può avviare nei miei confronti un’indagine?

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Con la nuova normativa, sono subentrati diversi obblighi in capo a chi ha compiuto i cinquant’anni d’età.

Il principale riguarda, per l’appunto, l’obbligo vaccinale: dal 1° febbraio 2022 chi viene fermato privo di vaccinazione può subire una sanzione di 100 euro.

Inoltre, dal 15 febbraio 2022, i lavoratori dovranno essere in possesso del green pass rafforzato

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per accedere ai luoghi di lavoro; chi non è dotato della vaccinazione (o non risulta guarito dal Covid) non potrà lavorare e avrà lo stipendio sospeso.

Inoltre, tutte le aziende (non più solo quelle con meno di 15 dipendenti) dopo 5 giorni di assenza ingiustificata potranno sospendere il lavoratore assente sprovvisto di certificazione verde Covid-19 per la durata corrispondente a quella del contratto di lavoro stipulato per la sostituzione, comunque per un periodo non superiore a 10 giorni rinnovabili fino al 31 marzo 2022.

Al contempo, il Governo ha consigliato alle aziende il massimo utilizzo della modalità di lavoro agile per le attività che possono essere svolte al proprio domicilio o a modalità a distanza, ricordando come fino alla data del 31 marzo 2022 in virtù della proroga dello stato d’emergenza ed in forza delle disposizioni contenute nell’art. 90 del D.L. n. 34/2020, convertito con modificazione dalla legge n. 77/2020 sia consentita la possibilità di ricorrere al lavoro agile con modalità semplificate.

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Fatta questa doverosa premessa, nel Suo caso, a parere di chi scrive, non possono rimproverarLe la mancata vaccinazione, visto che Lei risulta in posizione lavorativa di smart working per deroga ex legge 104, già da prima degli interventi legislativi in tal senso.

La norma parla di accesso al luogo di lavoro, mentre Lei è interessata, in virtù della legge 104, da un lavoro domiciliare (appunto, lo smart working).

Per tali ragioni, ad avviso di chi scrive, non rientra tra i poteri del datore di lavoro richiederLe, oggi, il green pass rafforzato; in quanto non ci sarebbe la necessità di avere l’accesso nei luoghi di lavoro in questo momento.

Nel caso dovesse arrivare la richiesta di esibizione, procederei a rispondere con le motivazioni sopra riportate.

Tuttavia, il mio consiglio, se non già fatto, è quello di verificare, tramite un medico specialista oncologico, l’esenzione dal vaccino stante la Sua particolare precarietà salutare.

In questo modo, eviterebbe qualsiasi problematica lavorativa e sociale; sotto quest’ultimo aspetto, infatti, rischierebbe – se priva di esenzione – una sanzione amministrativa per ogni accertamento ad opera delle forze dell’ordine.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Salvatore Cirilla

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