Che succede se trovo un tesoro?
Oggetti mobili di particolare valore nascosti o interrati: a chi appartengono quando vengono scoperti? Quando spetta una ricompensa?
Sicuramente tutti, da ragazzini, hanno sognato almeno una volta di trovare un’antica mappa dei pirati e di mettersi alla ricerca del loro tesoro nascosto, un po’ come avviene ai protagonisti del film “I Goonies”. Può sembrare strano, ma la legge prevede espressamente cosa accade nel caso in cui una persona dovesse davvero trovare un tesoro. È il Codice civile a parlarne e a stabilire le regole da rispettare nel caso di rinvenimento. Che succede se trovo un tesoro?
Fin da subito va detto che, secondo la legge, il tesoro non è (necessariamente) quello custodito in un forziere e nascosto sotto la sabbia. Per tesoro si intende qualsiasi oggetto di valore, potendolo pertanto essere anche una collana o un solo anello. Il ritrovamento, però, non attribuisce necessariamente la proprietà alla persona che l’ha scoperto, e ciò soprattutto se il bene è di interesse storico o artistico. Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: vedremo insieme
Indice
Tesoro: che cos’è?
Secondo la legge (art. 932 cod. civ.), per tesoro si intende qualsiasi bene mobile di particolare valore, nascosto o sotterrato, di cui nessuno può dire di essere proprietario.
Le caratteristiche del “tesoro” sono dunque tre:
- deve trattarsi di una cosa mobile di pregio, come un gioiello o un quadro. Non può esserlo un bene immobile come una casa o un terreno;
- deve essere nascosto o sotterrato, cioè non visibile a chiunque. Non occorre che sia interrato con particolare cura, a diversi metri dalla superficie: l’importante è che sia stato celato alla vista;
- nessuno può rivendicarne la proprietà. Deve dunque trattarsi di un oggetto di cui sia completamente ignoto il titolare.
Solo al ricorrere di questi tre elementi potrà parlarsi di tesoro. Ad esempio, rientra in questa categoria un’antica
Non costituiscono invece tesoro (almeno, non per la legge) gli oggetti mobili che, seppur sotterrati, sono privi di particolare pregio, come ad esempio zirconi, gioielli di bigiotteria, soprammobili di ceramica di scarso valore, ecc.
Non sono tesoro nemmeno i beni mobili di valore ma non sotterrati o comunque non del tutto nascosti: si pensi alla sopracitata collana di perle che per metà spunta del terreno, rendendosi così visibile.
Che succede se si trova un tesoro?
Secondo la legge, il tesoro:
- appartiene per intero al proprietario del fondo in cui si trova, se è egli stesso a scoprirne l’esistenza;
- appartiene solo per metà al proprietario del fondo, se viene casualmente scoperto da un’altra persona (alla quale va l’altra metà).
- appartiene per intero a chi lo scopre, anche se si trova nel fondo altrui, se la scoperta non è casuale ma è il frutto di ricerche mirate.
Secondo la legge, dunque,
Solo la scoperta non casuale, cioè quella voluta e cercata, consente a chi ha effettuato il rinvenimento di poter tenere con sé il tesoro. Facciamo degli esempi.
Francesco, mentre gioca in giardino con suo figlio, scopre per caso che, sotterrato, c’è un oggetto di valore. In questo caso, ne acquista la proprietà al 100%.
Paolo decide di provare il suo metal detector nel giardino di Matteo. Per puro caso il dispositivo comincia a segnalare qualcosa. Scavando, scopre un piccolo cassettino di ferro con all’interno una collana di perle. In questo caso, il tesoro appartiene al 50% a Paolo che l’ha scoperto e al 50% a Matteo, proprietario del terreno.
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Tommaso chiede il permesso di poter entrare in un vasto fondo privato per poter effettuare delle ricerche: è sicuro che al suo interno ci sia una cassa contenente antichi dipinti nascosti il secolo prima da alcuni soldati. Nel caso di ritrovamento, la proprietà del tesoro spetterebbe al 100% a Tommaso.
Si ritiene che la scoperta sia casuale, e quindi attribuisca metà della proprietà al titolare del fondo, anche se le ricerche sono effettivamente svolte per trovare un tesoro, ma non c’è alcuna certezza che esso esista.
Ad esempio, chi si mette alla ricerca di oggetti preziosi con il proprio metal detector dovrà sempre dividere la proprietà del tesoro con il titolare del fondo perché le sue ricerche non sono certe, ma sono fatte solo nella speranza di rinvenire qualcosa.
Che succede se si trova un oggetto di interesse storico?
Quanto detto sinora non vale se il tesoro consiste in oggetti d’interesse storico, archeologico, paleontologico e artistico. Si pensi a un’antica anfora oppure a monete d’oro risalenti a civiltà ormai scomparse.
In casi del genere, la legge dice che le cose di particolare interesse storico fanno parte del patrimonio indisponibile dello Stato. Insomma, chi dovesse trovare un’arma risalente agli etruschi oppure un vaso antichissimo non potrà tenere per sé il tesoro ma dovrà segnalare la scoperta all’autorità pubblica.
Per la precisione, la legge [1] stabilisce che le scoperte fortuite di beni culturali devono essere denunciate entro ventiquattro ore al soprintendente, al sindaco o all’autorità di pubblica sicurezza (anche alla polizia municipale, in assenza di carabinieri o polizia).
In attesa dell’intervento delle autorità, chi fa la scoperta deve provvedere alla conservazione temporanea dei beni, lasciandoli nelle condizioni e nel luogo in cui sono stati rinvenuti.
A chi ha effettuato il ritrovamento e ha rispettato gli obblighi sopra visti viene corrisposta una ricompensa, in misura non superiore a un quarto del valore del tesoro. Stesso premio è riconosciuto anche al proprietario del fondo.