CCNL Poste Italiane: posso rifiutarmi di usare l'auto aziendale?

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Autore: Consulenze

26 febbraio 2022

Sono dipendente di Poste italiane presso una sede che si trova a 85km dalla mia residenza. Anziché concedermi un rimborso chilometrico, l’azienda mi impone di utilizzare un’auto aziendale, che ogni giorno devo andare a prendere e riconsegnare facendo così 24 km in più al giorno. L’auto che mi viene offerta, inoltre, è meno sicura rispetto alla mia personale. Posso rifiutarmi di usare l’auto aziendale e utilizzare invece la mia personale, pretendendo un rimborso chilometrico per la trasferta?

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Il CCNL Poste Italiane prevede all’art. 40 che il dipendente che debba operare fuori sede abbia diritto al rimborso delle spese di viaggio, vitto e alloggio documentate e all’indennità di trasferta, commisurata proporzionalmente all’assenza dal posto di lavoro, purché tale assenza sia di durata pari o superiore alle quattro ore, compreso il tempo trascorso in viaggio.

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I mezzi di trasporto utilizzabili sono i mezzi pubblici, oppure l’auto aziendale.

Eccezionalmente, per esigenze di carattere funzionale e/o di motivo di convenienza economica, può essere autorizzato l’uso del proprio mezzo di trasporto (con esclusione dei veicoli a due ruote) e il noleggio di auto.

In particolare, l’utilizzo del mezzo proprio è autorizzato solo per percorsi al di fuori dell’ambito del Comune della sede di lavoro non superiori ai 500 km (a/r).

Quanto precede, al fine di bilanciare le esigenze del lavoratore con le esigenze economiche aziendali. In altre parole, da un lato lo scopo della previsione contrattuale collettiva mira a ristorare il lavoratore delle spese che dovrebbe sostenere in ragione della trasferta e del sacrificio che essa comporta; dall’altro lato è finalizzata a contenere i costi aziendali imputabili alle trasferte dei dipendenti.

Lei, dunque, può certamente rifiutarsi di utilizzare l’auto aziendale, ma in tal caso non avrà pacificamente diritto al rimborso chilometrico per l’utilizzo dell’auto propria, soprattutto se questo comporta all’azienda costi maggiori rispetto alla concessione dell’auto aziendale medesima.

Articolo tratto da una consulenza resa dall’avv. Valentina Azzini

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