Assegno di divorzio calcolato in base alla media dei redditi percepiti
Assegno in base alla media delle buste paga e non di tutte le variazioni dichiarate.
Un orientamento originale quello che esce dalle carte della Cassazione questa mattina [1] in materia di assegno divorzile. Secondo la Suprema Corte, dovendo calcolare l’importo da versare alla ex moglie (o meglio, al coniuge economicamente più debole), il giudice può fissare l’assegno sulla base della “media” dei redditi percepiti dal coniuge obbligato senza dover quantificare tutte le oscillazioni dichiarate negli anni.
Nessuna calcolatrice alla mano. Nonostante singole e occasionali cadute del reddito, se le entrate sono state “mediamente” alte, sarà alto anche l’assegno.
Sono infatti irrilevanti, secondo i giudici, i minimi peggioramenti riferiti a singole annualità: infatti il codice civile [2] non vieta da nessuna parte di calcolare il valore del contributo di mantenimento sulla base di una media dei redditi dell’obbligato. Tanto più se si considera che, in tema di divorzio, la valutazione delle condizioni economiche delle parti non richiede la determinazione dell’esatto importo dei redditi posseduti; è sufficiente, invece, una attendibile ricostruzione delle complessive situazioni patrimoniali e reddituali dei coniugi.