Costo lettera avvocato recupero crediti

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Autore: Mariano Acquaviva

04 agosto 2022

Conseguita nel 2011 la laurea magistrale in Giurisprudenza con pieni voti presso l’Università degli Studi di Salerno, successivamente si iscrive alla Scuola di Specializzazione per le Professioni legali presso lo stesso ateneo, ottenendo anche qui la votazione massima. Attualmente esercita la professione forense quale avvocato iscritto all’albo del foro di Salerno e collabora con diversi studi legali, dedicandosi prevalentemente all’ambito penalistico e civilistico.

A quanto ammonta la parcella dell’avvocato per l’invio di una diffida al debitore? Quali sono gli effetti della comunicazione spedita da un legale?

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Come fare per recuperare un credito nei confronti di una persona che non vuole pagare? Il primo passo è quello di inviarle una formale diffida scritta, possibilmente a cura di un avvocato. In realtà, la lettera del legale non ha maggiori effetti giuridici di quella spedita direttamente dal creditore: per legge, una diffida è sempre una diffida, a prescindere dal mittente. La firma dell’avvocato, però, incute sempre un certo “timore”, in quanto fa capire che il creditore si è affidato a un professionista disposto a procedere in tribunale nel caso di riscontro negativo. Ma

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qual è il costo di una lettera dell’avvocato per il recupero dei crediti?

L’avvocato ha diritto al compenso non solo quando si costituisce in giudizio, cioè quando agisce in tribunale per tutelare i diritti del proprio assistito, ma anche quando svolge la sua attività al di fuori delle aule di giustizia. Si parla in questo caso di attività stragiudiziale per indicare appunto il lavoro svolto dal difensore quando assiste il suo cliente senza però presentarsi davanti ai magistrati. Tra le attività stragiudiziali tipiche del legale c’è proprio l’invio di diffide e messe in mora. Quanto costa una lettera dell’avvocato per il recupero dei crediti? Scopriamolo insieme.

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Lettera avvocato: cos’è?

La lettera dell’avvocato è una comunicazione formale che il legale fa per conto del proprio assistito nei confronti di un altro soggetto.

Lettera dell’avvocato: a cosa serve?

La lettera dell’avvocato serve per invitare il destinatario a cessare dalla propria condotta illecita, oppure ad adempiere al proprio obbligo; in entrambi i casi si tratta di una diffida, con la differenza che nella prima ipotesi si chiede di smettere dal proseguire con l’azione illegale, mentre nella seconda si chiede di fare qualcosa, come pagare un debito.

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Ad esempio, l’avvocato diffida il debitore ad adempiere al proprio dovere, cioè a pagare; l’avvocato può però anche diffidare il vicino del suo cliente dal continuare a fare rumore: in questa ipotesi, l’invito è a “non fare” qualcosa, a cessare cioè di violare il diritto (alla quiete) del proprio assistito.

Lettera dell’avvocato: quali sono le conseguenze?

La lettera dell’avvocato può avere molteplici conseguenze:

Lettera avvocato: come si invia?

La lettera dell’avvocato viene sempre spedita tramite

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raccomandata con avviso di ricevimento, in modo da avere prova della corretta ricezione della stessa.

In alternativa, l’avvocato invia la propria lettera mediante la sua casella di posta elettronica certificata (pec) che, ai fini legali, è equiparata alla raccomandata a/r.

Lettera avvocato: quanto costa?

Come detto in apertura, la lettera dell’avvocato ha un costo, trattandosi di attività stragiudiziale che va ugualmente retribuita al difensore. A quanto ammonta la parcella dell’avvocato per una lettera?

L’avvocato, in quanto libero professionista, è libero di stabilire con il proprio assistito l’onorario che ritiene più adeguato. Non c’è quindi un tariffario preciso da seguire.

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È vero che la legge prevede dei parametri di riferimento per l’attività stragiudiziale dell’avvocato [2], ma è anche vero che questi vanno applicati solamente in assenza di un accordo tra professionista e cliente.

Ad ogni modo, anche volendo richiamare detti criteri, essi sono pensati non per una singola lettera, bensì per l’assistenza per un intero affare.

Ad esempio, la legge dice che, per l’assistenza stragiudiziale di una controversia il cui valore va dai 5.200 ai 26mila euro, l’onorario medio del legale deve essere pari a 1.890 euro, rimborso spese, cassa di previdenza ed iva escluse.

Si capirà, dunque, come detti parametri non possano essere applicati a una singola lettera, e che pertanto il costo di tale adempimento è rimesso all’accordo tra le parti.

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In genere, l’invio di una semplice diffida che non presuppone lo studio di alcuna documentazione si aggira intorno ai 100 euro; tuttavia, il prezzo potrebbe salire se la lettera riguarda una vicenda complessa, che merita un approfondito esame delle carte. È il caso, ad esempio, delle questioni ereditarie o di alcune complicate vicende condominiali.

Insomma: in linea di massima il costo della lettera dell’avvocato varia a seconda del valore e della complessità della questione.

Inutile dire che il costo di una lettera può andare di pari passo con il “prestigio” dell’avvocato: una cosa è rivolgersi a un principe del foro con studio al centro di Roma, altro è affidarsi a un modestissimo legale come quello che sta scrivendo questo breve articolo.

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Lettera avvocato recupero crediti: quanto costa?

Il costo della lettera dell’avvocato per il recupero dei crediti è in genere proporzionato al valore del credito stesso: una cosa è inviare una diffida per recuperare mille euro altra è l’invio per tentare di vedersene restituiti 50mila.

Anche in questo caso, però, il costo medio della lettera dell’avvocato per il recupero dei crediti si aggira sui 100 euro, oltre al rimborso spese per l’invio.

Non può però essere trascurata un’altra circostanza: spesso gli avvocati “abbuonano” la lettera al cliente, quando si tratta solo di un primo passo verso la strada che condurrà alla citazione in giudizio.

In altre parole, l’avvocato potrebbe

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non farsi pagare l’invio della singola lettera, se questo adempimento si inserisce con ragionevole probabilità in un quadro difensivo molto più ampio.

Ad esempio, se l’avvocato deve recuperare 100mila euro per una società, difficilmente le farà pagare l’invio della lettera, calcolando invece un compenso unitario per tutta la sua attività difensiva, comprensiva di ricorso per decreto ingiuntivo, assistenza in giudizio in caso di opposizione, per la fase esecutiva, ecc.

Insomma: la lettera potrebbe essere un “granello” che non viene calcolato nella massa rappresentata dall’attività complessiva che l’avvocato dovrà sostenere per far valere le ragioni del proprio assistito.

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Lettera avvocato: è sempre necessaria?

La lettera dell’avvocato non è necessaria: il singolo privato può tranquillamente inviarne una di proprio pugno e ottenere gli stessi effetti che abbiamo visto prima a proposito della diffida dell’avvocato, e cioè: costituzione in mora, interruzione della prescrizione e risoluzione in caso di persistente inadempimento.

Anzi, a volte la firma del privato è assolutamente indispensabile per produrre degli effetti giuridici. Ad esempio, la disdetta della locazione deve essere necessariamente firmata dal conduttore (o dal locatore), altrimenti, se sottoscritta solo dall’avvocato, non ha effetti.

In genere, tuttavia, si preferisce far inviare la lettera all’avvocato perché chi la riceve potrebbe essere in qualche modo “spaventato” dal fatto di essere contattato direttamente da un legale.

Insomma: la lettera dell’avvocato avrebbe una “forza persuasiva” diversa rispetto a quella inviata dal privato.

Se bisogna andare in giudizio è invece indispensabile l’assistenza di un legale regolarmente iscritto all’albo.

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