Marito troppo geloso: cosa fare?
Si può chiedere l’addebito della separazione a carico del coniuge morbosamente geloso? Si può abbandonare il tetto coniugale? Quando c’è reato?
“Se è geloso, vuol dire che tiene a me”. Così molte donne giustificano il controllo ossessivo che alcuni uomini cercano di avere su di loro. Purtroppo va detto che la gelosia, se eccessiva, può essere un campanello di allarme per qualcosa di ben più pericoloso: non è un caso, infatti, che molte denunce per maltrattamenti e stalking scaturiscano proprio dalla morbosa gelosia di alcuni uomini nei confronti delle proprie mogli e compagne. Con questo articolo vedremo cosa fare in caso di marito troppo geloso.
Ovviamente, prenderemo in considerazione i rimedi giuridici per far fronte all’atteggiamento maniacale del proprio partner. Inutile dire che quanto seguirà vale sia per gli uomini che per le donne: i casi di gelosia ossessiva sono tanti anche tra le mogli. Si può chiedere l’addebito della separazione a carico del coniuge affetto da gelosia ossessiva? Si può abbandonare il tetto coniugale? Quando c’è reato?
Indice
Marito geloso: si può chiedere la separazione?
Se il marito è troppo geloso si può senz’altro chiedere la separazione. La legge [1] dice infatti che è possibile rivolgersi al giudice per chiedere la separazione ogni volta che la convivenza sia diventata intollerabile.
È quindi chiaro che la gelosia ossessiva del partner può essere una giusta causa di separazione, se questa rende praticamente impossibile proseguire una normale convivenza.
Si pensi al marito che chiede continuamente di controllare il cellulare e l’email personale della moglie, oppure che le impedisce di uscire con gli amici, di andare in palestra, ecc.
In realtà, per amor di precisione va detto che la separazione può essere chiesta praticamente sempre, anche in assenza di condotte particolarmente colpevoli. Ciò avviene perché la legge specifica che la convivenza può essere intollerabile anche a prescindere da comportamenti volontari.
In altre parole, è sufficiente che marito e moglie non vadano più d’accordo, anche per delle sciocchezze, affinché si possa ottenere la separazione, di fatto divenuta una specie di “recesso unilaterale” dal matrimonio che ciascuna delle parti può liberamente chiedere.
Marito geloso: si può chiedere l’addebito della separazione?
Secondo la Cassazione [2], la gelosia eccessiva del marito può giustificare la richiesta di addebito della separazione.
Per legge, il giudice, pronunciandosi, dichiara a quale dei coniugi sia addebitabile la separazione, in considerazione del suo comportamento contrario ai doveri che derivano dal matrimonio.
In pratica, la moglie che vuole separarsi può chiedere al giudice che la colpa esclusiva della fine del matrimonio sia attribuita al marito troppo geloso.
La gelosia giustifica l’addebito soltanto se:
- è stata la causa, e non la conseguenza, della crisi matrimoniale. Ad esempio, non può esserci addebito al marito diventato geloso a seguito dell’infedeltà della moglie. Al contrario, c’è addebito se l’uomo è ossessivo senza motivo, ponendo così fine alla serena unione tra gli sposi;
- comporta la violazione di uno dei doveri matrimoniali. Ad esempio, il marito geloso che, per punire la moglie, le nega conforto e vicinanza in un momento difficile, viole il dovere di assistenza morale nascente dal matrimonio.
Solo al ricorrere di queste circostanze la gelosia può essere causa dell’addebito della separazione, con conseguente perdita del
Marito geloso: si può abbandonare il tetto coniugale?
Secondo i giudici [3], la gelosia ossessiva giustifica l’abbandono del tetto coniugale. Dunque, se il marito è troppo geloso e impedisce alla moglie di avere una vita normale, prima ancora di chiedere la separazione la moglie può allontanarsi da casa.
Va specificato che la coabitazione è un preciso dovere dei coniugi, stabilito espressamente dalla legge [4]. È possibile venir meno a questo obbligo solamente in presenza di cause legittime di giustificazione; tra queste v’è anche la gelosia ossessiva.
Per la precisione, l’abbandono del tetto coniugale è giustificato quando è conseguenza di un lungo periodo di crisi e litigi dovuto al comportamento geloso e possessivo del marito.
Marito troppo geloso: quando c’è reato?
Secondo la sentenza della Cassazione citata sopra, la moglie continuamente assillata dal marito, il quale controlla ogni spostamento e ogni attività della stessa, può sporgere querela per stalking [5].
La gelosia, quando si tramuta in un controllo ossessivo ai danni del partner, diventa una vera e propria forma di persecuzione, come tale rilevante dal punto di vista penale.
Infine, se la gelosia si esprime sottoforma di vessazioni psicologiche, ingiurie e umiliazioni, può ricorrere perfino il grave reato di maltrattamenti contro familiari e conviventi, punito con la pena della reclusione fino a sette anni [6].