Quando si perde una causa chi paga l'avvocato?

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Autore: Redazione

22 marzo 2022

La Redazione di LLpT è costituita da un team di avvocati che, giornalmente, “traduce” in linguaggio comprensibile a tutti, anche ai meno esperti, le ultime sentenze dei tribunali e i testi delle leggi. Ciò affinché ciascuno possa conoscere - in modo chiaro, immediato e senza incertezze - i propri diritti e doveri.

Condanna e compensazione delle spese legali: ecco cosa succede alla fine del processo.

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Quando si perde una causa chi paga l’avvocato? La regola vuole che chi perde il giudizio rimborsi alla controparte vincitrice tutte le spese da questa affrontate per difendersi, ivi compresa la parcella del proprio avvocato. Ma a stabilirlo è il giudice. La sentenza che chiude il processo decide infatti sulle cosiddette «spese processuali» addossandole a una delle due parti (quella sconfitta) o dividendole tra queste (eccezione prevista solo in casi espressamente indicati dalla legge).

Dunque, il giudice può optare per una di queste due soluzioni: il rimborso (totale o parziale) delle spese legali a carico della parte soccombente oppure la compensazione delle stesse tra le parti.

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Ma procediamo con ordine e vediamo quando si perde una causa chi paga l’avvocato.

Chi perde la causa paga l’avvocato dell’avversario?

Non è propriamente corretto dire che chi perde la causa paga l’avvocato dell’avversario. Innanzitutto ciò non è automatico: non scaturisce cioè in via immediata dalla vittoria, ma è subordinato a una valutazione del giudice. Il magistrato può valutare le ragioni che hanno portato una parte a doversi difendere in tribunale ed eventualmente prendere una decisione differente. In linea generale, solo se la

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soccombenza è totale (ossia se le ragioni di una parte vengono integralmente accettate a discapito dell’altra), sarà possibile addossare sulla parte sconfitta le spese legali sostenute da quella vittoriosa.

Peraltro, con riferimento all’importo del rimborso, il giudice non condanna la parte soccombente a pagare esattamente la somma che la parte vincitrice ha dovuto corrispondere al proprio difensore secondo gli accordi stretti con quest’ultimo, ma un importo forfettizzato da un decreto ministeriale del 2014. Nulla esclude quindi che l’avvocato presenti al proprio cliente, che ha vinto il giudizio, una parcella più salata rispetto a quella liquidata dal giudice, la cui differenza dovrà comunque essere corrisposta dal cliente e non dall’avversario.

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C’è però da dire che ogni avvocato ha il dovere giuridico e deontologico, all’atto del conferimento del mandato, di fornire al cliente un preventivo scritto da cui non può più discostarsi, salvo intervengano nel corso del giudizio degli eventi imprevedibili che rendano più onerosa la difesa.

Il soccombente deve essere condannato a rimborsare al vincitore anche la somma dovuta da quest’ultimo al proprio avvocato a titolo di IVA (voce accessoria, di natura fiscale, del corrispettivo dovuto per prestazioni professionali).

Quando il giudice non condanna la parte a pagare l’avvocato?

Se il giudice non decide per la condanna alle spese legali nei confronti della parte soccombente, opta per la cosiddetta

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compensazione delle spese legali (che tuttavia resta l’eccezione). La compensazione implica che ciascuna parte sostenga le spese che ha dovuto versare (sia per l’avvocato che per gli altri costi vivi, come le notifiche, le tasse, i bolli, il consulente tecnico, ecc.).

La compensazione delle spese può avvenire solo nei seguenti casi:

Cos’è la compensazione parziale delle spese legali?

Il giudice può disporre una compensazione delle spese:

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Il potere del giudice di disporre è discrezionale e va congruamente motivato

Cosa deve pagare chi perde la causa?

In linea generale quindi il soccombente è condannato al rimborso delle spese a favore dell’altra parte. Il soccombente deve quindi:

Non tutti i costi che la parte vittoriosa ha affrontato nel processo sono rimborsabili. Ad esempio non sono rimborsabili le spese relative ai rapporti tra parte e avvocato estranei alla lite in senso proprio come quelle sostenute per effettuare le indagini sulla consistenza patrimoniale della controparte.

Che succede se una parte ha più avvocati?

In caso di liquidazione giudiziale del compenso, se la parte vittoriosa è stata assistita da più avvocati, a carico del soccombente possono essere computati i compensi di un solo avvocato.

Se una parte non si presenta in causa, chi paga l’avvocato?

In materia di compensazione delle spese processuali, non rientra nelle ipotesi di gravi ed eccezionali ragioni la mancata opposizione alla domanda da parte del convenuto o la contumacia dello stesso (contumacia che si verifica quando una parte non si costituisce in giudizio) [1].

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