Chi chiamare per un piccione ferito?

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Autore: Mariano Acquaviva

11 agosto 2022

Conseguita nel 2011 la laurea magistrale in Giurisprudenza con pieni voti presso l’Università degli Studi di Salerno, successivamente si iscrive alla Scuola di Specializzazione per le Professioni legali presso lo stesso ateneo, ottenendo anche qui la votazione massima. Attualmente esercita la professione forense quale avvocato iscritto all’albo del foro di Salerno e collabora con diversi studi legali, dedicandosi prevalentemente all’ambito penalistico e civilistico.

Animali malati o feriti: quali sono le competenze dell’asl veterinaria e delle associazioni animaliste? Quando bisogna denunciare?

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Siamo abituati a prenderci cura solo degli animali d’affezione più comuni, come il gatto e il cane. In realtà, ogni animale merita rispetto e attenzione, tant’è vero che la legge punisce l’uccisione e i maltrattamenti perpetrati nei confronti di qualsiasi animale. Con questo articolo ci occuperemo di uno specifico aspetto: vedremo insieme chi chiamare per un piccione ferito.

I piccioni sono animali molto comuni, ed è pertanto possibile trovarne uno in strada che sia ferito o malato in modo evidente. Per non parlare della possibilità che vengano avvelenati di proposito. In queste circostanze non bisogna far finta di nulla: non ci si può limitare solamente alla cura di gatti e cani.

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Chi chiamare per un piccione ferito? Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura.

Asl veterinaria: di cosa si occupa?

L’autorità sanitaria più importante sul territorio è sicuramente l’Asl, la quale si occupa anche della cura degli animali.

Per la precisione, le unità operative veterinarie dell’Asl si occupano di:

Associazioni animaliste: cosa fanno?

Sul territorio italiano sono presenti diverse

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associazioni animaliste che si occupano della tutela e della protezione degli animali feriti o abbandonati. Si tratta quasi sempre di volontari che si mettono a disposizione gratuitamente, a cui possono affiancarsi medici veterinari per prestare le cure necessarie per gli animali che ne hanno bisogno.

La più nota associazione animalista è l’Enpa (Ente nazionale protezione animali), una Onlus che non riceve finanziamenti governativi ma che opera solo grazie all’aiuto di chi condivide le sue finalità. L’ente è organizzato in coordinamenti regionali e in sezioni sparsi in tutta Italia, ed è riconosciuto direttamente dal ministero dell’Ambiente.

Attraverso le proprie guardie zoofile

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volontarie l’ente opera, in collaborazione con gli organismi di pubblica sicurezza, per la vigilanza nei casi di sevizie e maltrattamenti nei confronti di animali e per reprimere le attività malavitose legate ad un utilizzo illegale dei medesimi.

Secondo la Corte di Cassazione [1], le associazioni animaliste hanno poteri di vigilanza come quelli degli ufficiali e degli agenti di polizia giudiziaria e, pertanto, i loro volontari possono intervenire ogniqualvolta la legge lo consenta, come ad esempio nel caso in cui bisogna sequestrare un cane a rischio di maltrattamenti.

Piccione ferito: chi chiamare?

Se una persona trova in strada un piccione ferito o malato può contattare l’Asl veterinaria

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affinché intervenga. Come detto, le unità operative veterinarie hanno competenza sul territorio di riferimento, all’interno del quale devono obbligatoriamente intervenire, se contattate.

In presenza di un piccione ferito, chiunque può quindi contattare l’Asl presente sul territorio, recandosi di persona presso la sede o contattandola telefonicamente. Il consiglio è di attendere sul posto che gli operatori intervengano dopo aver effettuato la segnalazione.

In alternativa all’Asl, chi trova un piccione ferito può rivolgersi a un’associazione animalista, la quale interviene con i suoi volontari, ad esempio con le guardie zoofile.

Infine, è sempre possibile rivolgersi a un

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veterinario. In questo caso, però, poiché il medico non appartenente all’Asl svolge un lavoro da libero professionista, la sua attività dovrà essere retribuita da chi ne ha richiesto l’intervento.

Piccione ferito: quando sporgere denuncia?

Se è evidente che il piccione sia stato ferito intenzionalmente (si pensi al volatile impallinato da un colpo di arma da fuoco oppure avvelenato), allora potrà essere sporta denuncia per il reato di maltrattamento di animali (punito con la reclusione da tre a diciotto mesi o con la multa da 5mila a 30mila euro) o perfino per quello di uccisione, nel caso in cui l’animale dovesse morire. In quest’ultimo caso, la reclusione andrebbe da quattro mesi a due anni.

Peraltro, nel caso di intervento di un veterinario dell’Asl, scatterebbe l’obbligo di denuncia alla polizia giudiziaria, non potendo tale soggetto esimersi da questo dovere.

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