Caricabatterie universale per il cellulare: come funziona?
Una direttiva dell’Unione europea impone ai produttori di dispositivi elettronici di incorporare in tutti i modelli una porta Usb standard.
Se c’è una cosa veramente irritante per chi ha un dispositivo elettronico è quello di rimanere a secco di batteria quando si è fuori casa e dover trovare la persona che abbia il caricatore giusto, compatibile con il proprio modello di cellulare. Chiunque abbia uno smartphone è arrivato alla stessa conclusione: sembra che i produttori facciano apposta a fabbricare un modello diverso per tenersi stretti i clienti. Atteggiamento che non piace all’Unione europea. Tant’è che Bruxelles ha deciso di imporre un caricabatterie universale per il cellulare. Come funziona?
Proprio così. Recentemente, è stato fatto un nuovo passo avanti nell’iter per l’approvazione della direttiva che dovrà raggiungere un doppio scopo: rendere la vita più semplice a chi possiede un qualsiasi dispositivo elettronico e salvaguardare l’ambiente attraverso la riduzione della spazzatura elettronica. Meno modelli diversi si fabbricano e più verranno riciclati quelli vecchi nel caso in cui l’utente cambi tablet, cellulare o consolle. Vediamo cosa cambia.
Indice
Caricabatterie del cellulare: cosa succedeva in passato?
Finora, ogni produttore di dispositivi elettronici (
Questo comporta due problemi. Il primo, il più immediato ed il più pratico, lo paga l’utente: se dimentica a casa il caricatore e la batteria va «a terra» deve trovare qualche amico, parente o conoscente che abbia un dispositivo del suo stesso marchio per chiederglielo in prestito e poter caricare tablet o cellulare. Altrimenti, resterà a secco finché non tornerà a casa, a meno che sia veramente urgente e se ne compri un altro.
Il secondo problema – è il caso di dirlo – è di altra «Natura» e lo paga l’ambiente. Chi decide di cambiare, ad esempio, un Samsung per comprare un iPhone (o viceversa) si troverà in casa un caricabatterie che non potrà più utilizzare. O lo tiene in un cassetto per regalarlo a qualcuno che riesca a utilizzarlo oppure lo butterà via, contribuendo ad aumentare la cosiddetta «spazzatura elettronica». Si pensi che ogni anno viene consegnato in Europa circa mezzo miliardo di caricatori portatili, in grado di generare dalle 11mila alle 13mila tonnellate di spazzatura elettronica.
Caricabatterie del cellulare: come funziona quello universale?
Entrambi i problemi si risolvono in un solo modo: costringendo i produttori a fabbricare un
Come funziona? La normativa in corso di approvazione a Bruxelles prevede che tutti i dispositivi, indipendentemente dalla loro tipologia e dal marchio di fabbrica, siano dotati di una porta Usb standard per la ricarica. In questo modo, qualsiasi smartphone, tablet o cassa acustica portatile potrà essere caricato attraverso il cavo Usb che si attacca all’adattatore da inserire nella presa di corrente.
Inoltre, ogni produttore sarà obbligato a fornire ai clienti delle informazioni chiare sulle opzioni di carica, come pure sulla presenza o sull’assenza di un caricatore nel pacchetto.
In estrema sintesi, ed in termini pratici: chi cambia un cellulare potrà tenersi il vecchio caricabatterie, anche se funzionava con un modello diverso, poiché la porta Usb di ingresso sarà sempre la stessa, standard e universale. Non dovrà più cercare un caricatore compatibile e non dovrà più buttarne via uno ancora funzionante. Non dovrà nemmeno, in caso di emergenza, acquistarne uno nuovo. Il che comporta un altro vantaggio, visti i costi non proprio economici.