Pagamento retta casa di riposo nipoti

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Autore: Carlos Arija Garcia

28 agosto 2022

Giornalista professionista, speaker, blogger e video editor. Ha lavorato per la Cadena SER, la più grande emittente radiofonica privata spagnola (gruppo Prisa). In Italia, impegnato in alcune start up su Internet e dipendente di Rai e Class Editori, dove ha svolto il ruolo di caporedattore a Class Tv e scritto per il quotidiano Italia Oggi. Collaborazioni anche nel campo dell'e-learning per assicurazioni e banche.

Chi si fa carico della quota per il ricovero del nonno in una Rsa? Che succede se l’anziano è indigente oppure ha i soldi ma non è in grado di comprendere?

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La retta di una Rsa, cioè di una casa di riposo per anziani, è suddivisa in due parti: una per sostenere la spesa di tipo sanitario (di solito, la metà del totale) e l’altra per la quota, diciamo così, «alberghiera», cioè per pagare il vitto, l’alloggio, la pulizia della struttura, ecc. La prima metà è a carico del Sistema sanitario nazionale. Alla seconda partecipano il Comune e la persona ricoverata, in base al suo Isee. Ma se l’anziano è indigente, che succede? Se magari ha perso i figli, al pagamento della retta della casa di riposo

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ci devono pensare i nipoti?

La normativa prevede che nessun cittadino possa restare senza le dovute cure e senza la necessaria assistenza solo perché economicamente non se lo può permettere. E, in casi del genere, chiama in causa i familiari affinché si facciano carico del parente bisognoso. Quando devono intervenire i nipoti, però, nel pagamento della retta della casa di riposo? Vediamo cosa dice la legge.

Esiste l’obbligo di mantenimento dei nonni?

Il ciclo è sempre lo stesso. Una coppia ha dei figli e fa di tutto per farli crescere, educarli, garantire loro un’istruzione ed un futuro. Poi, i figli crescono e hanno a loro volta dei figli che, viste le condizioni attuali del mercato del lavoro, finiranno per passare le giornate con i nonni. Insomma, i nonni sono sempre a disposizione, fin quando arriva il momento del tramonto psico-fisico e diventano loro l’oggetto del bisogno. A quel punto, chi prima ha ricevuto aiuto, amore e attenzioni si occuperà dei nonni? E se non lo si fa in modo spontaneo, c’è qualche legge che costringe a farsi carico di loro?

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L’ordinamento giuridico ha previsto degli strumenti per proteggere le persone senza risorse che hanno bisogno di assistenza. Tra questi, ci sono degli obblighi a carico dei loro familiari affinché non abbandonino un congiunto in stato di necessità.

Tale vincolo è contenuto nel Codice civile [1], che impone di prestare gli alimenti, nell’ordine, a:

L’obbligo in capo a questi soggetti di

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farsi carico di un parente bisognoso comprende ogni tipo di necessità, cioè sia da un punto di vista patrimoniale sia da quello morale. Se ne deduce che, se non fosse in grado di pagare da solo la sua retta della casa di riposo, toccherebbe nella sequenza elencata al familiare più prossimo, discendente o ascendente, mettere mano al portafoglio.

In sintesi: se un genitore versa in condizioni di difficoltà economica, il figlio è tenuto a versare una somma periodica che consenta al padre o alla madre di condurre una vita dignitosa. Se il figlio non c’è più o non è in grado di farsi carico della situazione, l’obbligo ricade sui nipoti.

Pagamento retta Rsa: quando non spetta ai nipoti?

Come si diceva poco fa, il

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pagamento della retta della casa di riposo spetta ai nipoti nel caso in cui il nonno indigente sia ricoverato nella Rsa e i genitori non ci siano più o non siano in grado di farsi carico del familiare anziano. Ma ci sono delle situazioni in cui, pur non essendoci più i genitori, i nipoti possono evitare di pagare la retta del nonno. Va vista, infatti, la situazione economica dell’anziano: potrebbe essere titolare di una pensione o di un’altra rendita previdenziale, oppure avere dei beni. Occorre anche valutare a quanto ammonta quella pensione o quella rendita, se basta a far fronte alla retta oppure se l’importo è al di sotto della soglia di povertà e dell’indigenza.
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Perché tutte queste valutazioni? Non si tratta semplicemente di «farsi gli affari del nonno» ma di stabilire se davvero il nipote è tenuto ad intervenire o meno. Il suo dovere di provvedere economicamente alle esigenze del nonno, infatti, scatta solo se l’anziano non è in grado di sostentarsi da solo.

Tirando un po’ le somme, si può dire che valutando le condizioni economiche del nonno si possono presentare tre ipotesi:

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