Cosa succede se guido con una patente estera?

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Autore: Mariano Acquaviva

02 settembre 2022

Conseguita nel 2011 la laurea magistrale in Giurisprudenza con pieni voti presso l’Università degli Studi di Salerno, successivamente si iscrive alla Scuola di Specializzazione per le Professioni legali presso lo stesso ateneo, ottenendo anche qui la votazione massima. Attualmente esercita la professione forense quale avvocato iscritto all’albo del foro di Salerno e collabora con diversi studi legali, dedicandosi prevalentemente all’ambito penalistico e civilistico.

Si può guidare sulle strade italiane con una patente rilasciata da un altro Stato? Quando scatta la conversione? Si può circolare con la patente comunitaria?

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La patente di guida è un’autorizzazione amministrativa necessaria per poter condurre veicoli a motore su strade pubbliche. Per ottenerla occorre superare un esame composto da due prove: una teorica e una pratica. Oltre ai test, chi ambisce a ottenere la patente di guida deve anche superare un esame medico che attesti la sussistenza delle condizioni psicofisiche per potersi mettere al volante di un veicolo. Detto ciò, con questo articolo risponderemo a un quesito molto diffuso in rete: cosa succede se guido con una patente estera?

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In effetti ogni Stato stabilisce a quali condizioni si può ottenere il rilascio dell’autorizzazione che consente di poter guidare un veicolo sulle strade pubbliche. Potrebbe quindi darsi che la patente conseguita all’estero non sia valida in Italia. È proprio così? Cosa succede se si guida con una patente estera? Scopriamolo insieme.

Patente di guida estera: cosa dice la legge?

Secondo il Codice della strada

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[1], fermo restando quanto previsto nelle apposite convenzioni internazionali, i titolari di patente di guida rilasciata da uno Stato non appartenente all’Unione europea possono guidare in Italia con la loro patente estera, a condizione che:

In pratica, il cittadino extracomunitario, residente da meno di un anno in Italia e in possesso di una patente di guida rilasciata da uno Stato estero, può guidare liberamente in Italia purché abbia anche una traduzione giurata della patente o possegga un permesso internazionale di guida (detto anche “

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patente internazionale”).

Le patenti di guida rilasciate da Stati appartenenti all’Unione Europea ed equiparati sono invece parificate alle patenti italiane.

Permesso internazionale di guida: cos’è?

Il permesso internazionale di guida, noto anche come “patente internazionale “, è il documento che autorizza chiunque sia già in possesso di una patente estera (non comunitaria) a poter circolare in Italia.

Il permesso internazionale è emesso dall’autorità competente che ha rilasciato la patente, cioè in pratica da quella che, in Italia, sarebbe la Motorizzazione civile.

Traduzione giurata della patente: cos’è?

In alternativa al permesso internazionale di guida, colui che ha una

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patente estera extracomunitaria può provvedere a ottenere una traduzione giurata del documento.

La traduzione giurata della patente di guida può essere effettuata dal consolato del Paese che ha rilasciato il permesso di guida originale, oppure da un traduttore ufficiale del tribunale, che attesti con l’asseverazione la fedeltà della traduzione rispetto al documento originale.

Conversione patente: dopo quanto tempo va chiesta?

Come detto, i titolari extracomunitari di una patente di guida estera possono guidare veicoli in Italia fino ad un anno dall’acquisizione della residenza, munendosi di permesso internazionale o di una traduzione ufficiale.

Questo vuol dire, nei fatti, che se non ci si iscrive all’

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Ufficio anagrafe del Comune, il termine di un anno non trova applicazione.

Dopo un anno dall’iscrizione anagrafica al Comune di residenza, il cittadino extracomunitario può continuare a guidare in Italia solo se cambia la propria patente con una italiana. Si tratta di una vera e propria conversione.

La conversione di una patente di guida conseguita in un Paese estero consiste nella sostituzione del documento di autorizzazione alla guida rilasciato dall’ente competente del Paese straniero con una patente di guida italiana.

Anche la conversione della patente estera avviene presso gli uffici della Motorizzazione civile. Dopo la conversione, il documento estero è ritirato e restituito allo Stato che l’aveva emesso.

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Si badi che la domanda di conversione può essere presentata solo se la patente estera è in corso di validità.

Conversione della patente estera: quando non si può fare?

La conversione della patente non si applica alle patenti rilasciate nei Paesi dell’Unione Europea, in quanto sono valide anche per guidare in Italia.

La conversione non si applica nemmeno alle patenti rilasciate da Stati esteri che non hanno alcuna convenzione con l’Italia. In questo caso, il cittadino extracomunitario deve obbligatoriamente conseguire la patente italiana alle stesse condizioni dei cittadini italiani.

Attenzione: la richiesta di rilascio della patente può essere presentata anche dal cittadino straniero in attesa del primo rilascio del permesso per lavoro o del rinnovo del permesso di soggiorno.

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Dopo aver effettuato l’esame teorico e quello pratico, l’Ufficio rilascia la patente di guida italiana e ritira quella estera che verrà restituita al Consolato di appartenenza.

Guida con patente estera: cosa succede?

Cosa succede se guido con una patente estera? Dipende dalle circostanze:

Guida con patente comunitaria: come funziona?

Come anticipato, la patente rilasciata da uno Stato dell’Unione Europea è considerata uguale alla patente italiana, perciò si può utilizzare senza alcun problema per guidare in Italia.

Se la patente ha una scadenza, al termine della sua validità bisognerà convertirla nella patente italiana; la patente estera verrà ritirata e restituita allo Stato che l’ha emessa.

Se la patente straniera ha validità illimitata, scatta invece l’obbligo di convertirla nella patente italiana entro due anni dall’acquisizione della residenza italiana.

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