Quanti giorni di ferie spettano al lavoratore interinale?
C’è differenza tra il trattamento riservato ai dipendenti somministrati rispetto e quello di cui godono i colleghi di pari livello?
Sbaglia chi pensa che nel mercato del lavoro esistano dei dipendenti di serie A e di serie B. O meglio: ciascuno può pensare quello che ritiene opportuno ma la legge non consente delle differenze tra chi è stato assunto direttamente da un’azienda e chi ci è arrivato in somministrazione. Lo ha ricordato recentemente la Corte di giustizia europea con una sentenza che mette sullo stesso piano entrambe le categorie a proposito del diritto al riposo. Le domande che erano state poste ai giudici di Lussemburgo erano, pressappoco, queste:
La risposta della Cgue era quella che i ricorrenti si attendevano: il lavoratore interinale deve avere lo stesso numero di giorni di ferie dei colleghi e l’azienda deve riconoscere a fine rapporto l’equivalente economico delle ferie non godute.
Vediamo come funziona il contratto dei lavoratori interinali e quali sono state le argomentazioni sulle ferie espresse dalla Corte di giustizia dell’Ue.
Indice
Chi è il lavoratore interinale?
Per lavoratore interinale si intende la persona che viene assunta da un’agenzia per il lavoro con l’obiettivo di inviarla «in missione» presso un’azienda che ha bisogno di personale con determinate capacità, affinché svolga uno specifico lavoro.
Ecco perché vengono chiamati anche lavoratori somministrati o in somministrazione: l’agenzia «somministra» questi lavoratori alle aziende che hanno bisogno di loro per il periodo necessario.
Pertanto, in questo tipo di rapporto di lavoro, i soggetti interessati non sono due, come al solito, ma tre:
- il lavoratore;
- l’agenzia per il lavoro (somministratore);
- l’azienda (utilizzatore).
La particolarità del rapporto di lavoro interinale, da un punto di vista contrattuale, è che al momento dell’assunzione viene adottato il contratto collettivo applicato all’agenzia e non quello dell’utilizzatore, che può essere del settore metalmeccanico, tessile, chimico, ecc. Tuttavia, anche se i settori non coincidono dal punto di vista del Ccnl, il dipendente ha gli stessi diritti degli altri colleghi per quanto riguarda retribuzione e normativa contrattuale.
Quanto dura un contratto di lavoro interinale?
Nulla vieta all’agenzia del lavoro di assumere un interinale a tempo indeterminato
Ovviamente, è possibile anche assumere un lavoratore interinale a tempo determinato. In tal caso, il contratto non può avere una durata superiore a 36 mesi. Il rapporto di lavoro può essere prorogato per un massimo di cinque volte, poi si trasforma automaticamente in tempo indeterminato.
Quali sono i diritti del lavoratore interinale?
Come appena detto, nel momento in cui un lavoratore interinale arriva dall’utilizzatore, cioè nell’azienda che si è rivolta all’agenzia per avere del personale somministrato, ha gli stessi diritti e doveri di tutti gli altri dipendenti. Significa che deve ricevere la stessa retribuzione pagata a chi, tra i suoi colleghi, svolge la sua stessa attività a parità di livello, di orario e di inquadramento. A questo proposito, il «somministrato» deve essere inquadrato allo stesso modo rispetto al collega che svolge le medesime mansioni.
Al lavoratore interinale spettano:
- ferie e permessi;
- stesse pause giornaliere e settimanali;
- indennità di malattia;
- tredicesima e (se prevista) quattordicesima;
- trattamento di fine rapporto (Tfr);
- welfare aziendale riconosciuto agli altri dipendenti di pari livello nella stessa unità produttiva;
- eventuali premi previsti dal contratto nazionale dell’impresa utilizzatrice.
A quanti giorni di ferie ha diritto il lavoratore interinale?
La Corte di giustizia europea ha ribadito in una recente sentenza [1] quanto abbiamo anticipato poco fa: il lavoratore interinale ha diritto agli stessi giorni di ferie degli altri dipendenti.
I giudici si sono pronunciati partendo da un caso arrivato dal Portogallo e ricordando quanto stabilito dalla direttiva europea sul rispetto del principio di parità di trattamento [2]. Ad avviso della Cgue, le condizioni di base del lavoro e dell’occupazione, contenute nella direttiva, comprendono anche l’indennità dovuta al dipendente alla cessazione del rapporto di lavoro per i giorni di ferie non godute.
In sostanza, insiste la Corte, per tutta la durata della missione presso l’impresa utilizzatrice i lavoratori somministrati hanno il diritto di beneficiare delle stesse condizioni base di lavoro rispetto a quelle che verrebbero loro applicate se fossero stati assunti direttamente dall’azienda per svolgere lo stesso lavoro.