Cos'è e come funziona l'ingiunzione di pagamento?

Aggiungi un commento
Annuncio pubblicitario
Autore: Carlos Arija Garcia

07 settembre 2022

Giornalista professionista, speaker, blogger e video editor. Ha lavorato per la Cadena SER, la più grande emittente radiofonica privata spagnola (gruppo Prisa). In Italia, impegnato in alcune start up su Internet e dipendente di Rai e Class Editori, dove ha svolto il ruolo di caporedattore a Class Tv e scritto per il quotidiano Italia Oggi. Collaborazioni anche nel campo dell'e-learning per assicurazioni e banche.

La procedura per costringere un debitore a saldare quanto dovuto passando da un tribunale. Tempi e modalità.

Annuncio pubblicitario

Chi vanta un credito nei confronti di una persona o di una società e fatica ad incassarlo ha uno strumento legale per costringere la controparte ad onorare il debito. Si tratta dell’ingiunzione di pagamento, nota anche come decreto ingiuntivo e disciplinata dal Codice di procedura civile [1]. Come funziona l’ingiunzione di pagamento e quali garanzie offre per risolvere effettivamente il problema?

Innanzitutto, è necessario che il creditore abbia una prova scritta di ciò che gli è dovuto. Può succedere, ad esempio, nel caso di una prestazione professionale effettuata, fatturata e mai corrisposta dal cliente. Oppure, al termine di una causa di lavoro che si conclude con la condanna dell’azienda a versare entro un certo termine un indennizzo al lavoratore; il quale, però, trascorso il tempo stabilito dal giudice, non vede un soldo.

Annuncio pubblicitario

La legge, dunque, mette a disposizione dei creditori la possibilità di avviare una procedura per recuperare le somme dovute coinvolgendo un giudice affinché chieda formalmente al debitore con un’ingiunzione di pagamento di saldare quanto dovuto. Ecco come funziona.

Ingiunzione di pagamento: cosa dice la legge?

L’ingiunzione di pagamento o decreto ingiuntivo è un istituto previsto dalla legge a tutela dei creditori per procedere all’esecuzione forzata di un pagamento intervenendo su tutti i beni del debitore.

Annuncio pubblicitario

Tecnicamente, viene considerato un provvedimento «monitorio»: significa, da una parte, che il creditore ottiene un titolo esecutivo riferito al suo credito senza dover affrontare per forza un processo e, dall’altra, che il debitore non è tenuto a partecipare ad un procedimento giudiziario.

Ingiunzione di pagamento: le condizioni per ottenerlo

Chiunque può chiedere in tribunale un’ingiunzione di pagamento per recuperare un credito. Altro discorso è ottenerlo sempre e comunque. Il Codice di procedura civile, infatti, detta alcune condizioni affinché l’ingiunzione venga firmata dal giudice. Nello specifico, è necessario innanzitutto che il creditore «di una somma liquida di danaro o di una determinata quantità di cose» presenti la relativa domanda in almeno uno di questi casi:

Annuncio pubblicitario

Nello specifico, per poter chiedere un decreto ingiuntivo volto a costringere il debitore a pagare, il credito deve avere le seguenti caratteristiche:

Annuncio pubblicitario

Ingiunzione di pagamento: come provare il credito vantato?

Basta una fattura o una ricevuta a provare di vantare un credito e, quindi, a chiedere al giudice un’ingiunzione di pagamento se il debitore non paga? Il Codice di procedura civile [2] fornisce alcuni esempi di documenti ritenuti validi per fare la richiesta del decreto ingiuntivo.

La norma riconosce esplicitamente come prove scritte le polizze e le promesse unilaterali

Annuncio pubblicitario
per scrittura privata, così come i telegrammi.

Più nel dettaglio, per quanto riguarda i crediti relativi a somministrazioni di merci e di danaro nonché per prestazioni di servizi fatte da imprenditori che esercitano un’attività commerciale e da lavoratori autonomi anche a persone che non esercitano tale attività, sono prove scritte idonee:

Si può pensare, ad esempio, che un contratto per una prestazione sia una prova scritta valida per chiedere un’ingiunzione di pagamento in caso di inadempienza della controparte. Occorrerà, però, dimostrare che la prestazione è stata effettivamente realizzata come da contratto.

Annuncio pubblicitario

Infine, come prova scritta può essere presentata anche una semplice fattura, come sancito dalla Cassazione [3].

Come chiedere l’ingiunzione di pagamento

Il creditore che vuole ottenere dal tribunale un’ingiunzione di pagamento deve presentare ricorso al giudice competente per territorio. A tal proposito, la normativa [4] precisa che:

Gli avvocati o i notai possono altresì proporre domanda d’ingiunzione contro i propri clienti al giudice competente per valore del luogo dove ha sede il Consiglio dell’Ordine

Annuncio pubblicitario

Il ricorso deve essere accompagnato dalla documentazione che prova il credito vantato.

Ingiunzione di pagamento: cosa può decidere il giudice?

Una volta depositato il ricorso per ottenere l’ingiunzione di pagamento, il giudice fa le sue valutazioni e può decidere due cose:

Tuttavia, il giudice può anche ridimensionare la richiesta del creditore, riducendo l’importo del credito preteso senza interpellare prima il creditore.

Annuncio pubblicitario

L’ingiunzione di pagamento viene emessa, di norma, in tempi compresi tra circa una settimana e poco più di un mese. Da aggiungere, però, un’altra settimana per la notifica al debitore.

Ingiunzione di pagamento: cosa può fare il debitore?

Dal canto suo, una volta che il giudice ha firmato l’ingiunzione di pagamento, il debitore ha due possibilità. La prima, la più ovvia, pagare e risolvere definitivamente così il problema. La seconda, presentare opposizione al decreto ingiuntivo, nel caso in cui voglia contestare sia l’esistenza stessa del debito sia l’importo richiesto.

In quest’ultimo caso, deve opporsi formalmente entro 40 giorni dalla data in cui il provvedimento gli è stato notificato presentando il ricorso in tribunale. Tale termine può essere ridotto a 10 giorni o aumentato a 60 giorni se ci sono dei giusti motivi.

Annuncio pubblicitario

L’opposizione all’ingiunzione comporta una citazione per un giudizio ordinario.

In caso di mancata opposizione e se il debito non viene saldato, il creditore può procedere all’azione esecutiva (pignoramento, espropriazione forzata, ecc.). Sempre che, però, non ci siano dei motivi per presentare l’opposizione oltre i termini fissati perché il debitore non ha avuto la possibilità di venire a conoscenza per tempo dell’ingiunzione. Succede, ad esempio, a causa di:

Nel giudizio ordinario di opposizione è possibile prevedere una conciliazione totale o parziale tra le parti. In questo caso, il giudice rende esecutivo il decreto ingiuntivo con ordinanza e sulla base del verbale di conciliazione che ridimensiona il credito.

Sostieni laleggepertutti.it

Non dare per scontata la nostra esistenza. Se puoi accedere gratuitamente a queste informazioni è perché ci sono uomini, non macchine, che lavorano per te ogni giorno. Le recenti crisi hanno tuttavia affossato l’editoria online. Anche noi, con grossi sacrifici, portiamo avanti questo progetto per garantire a tutti un’informazione giuridica indipendente e trasparente. Ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di andare avanti e non chiudere come stanno facendo già numerosi siti. Se ci troverai domani online sarà anche merito tuo. Diventa sostenitore clicca qui