Doppia fatturazione telefonica dopo migrazione: cosa fare?
Quando è legittima la bolletta del vecchio operatore se si è passati ad uno nuovo? Quando si può, invece, contestare e presentare reclamo?
Hai cambiato operatore telefonico con successo seguendo le indicazioni che ti sono state date per la migrazione e, dopo qualche tempo, ti trovi in una situazione che ti sembra paradossale: aprendo la cassetta delle lettere ti trovi la fattura sia del nuovo operatore sia di quello vecchio, con il quale pensavi di avere chiuso ogni rapporto. È normale che accada una cosa del genere? In caso di doppia fatturazione telefonica dopo la migrazione, cosa fare?
Può darsi che si tratti di un errore oppure la fattura del vecchio operatore è stata inviata per chiudere definitivamente la posizione dell’utente. In ogni caso, è bene controllare il motivo per cui è stata emessa la fattura e le voci di addebito riportate nel documento: se fosse il caso, infatti, bisognerebbe intervenire con un reclamo e occorrerebbe dire alla banca, in caso di domiciliazione, di bloccare quel pagamento. Ecco cosa fare in caso di
Indice
Che cos’è la migrazione telefonica?
Negli ultimi anni, il mercato della telefonia – legato a quello di Internet – ha registrato un insolito dinamismo: non c’è mese in cui non arrivino nuove offerte in cui vengono proposti dei costi fissi per fruire di chiamate, messaggi e traffico di dati con o senza limiti. La lotta per catturare nuovi clienti, insomma, è sempre all’ultimo sangue. Così, molti utenti colgono l’occasione dal miglior offerente cambiando operatore con la consapevolezza che, male che vada, potranno sempre chiudere con quello nuovo per andare da un altro ancora.
Questo passaggio da un operatore all’altro si chiama migrazione. Attraverso la portabilità, consente anche di mantenere lo stesso numero di telefono, pur avendo cambiato compagnia.
Effettuare la migrazione è semplice: basta rivolgersi all’operatore con il quale si desidera fare il nuovo contratto e comunicargli la volontà di attivare con lui un’utenza. Sarà l’operatore stesso ad avviare la procedura e a comunicare il passaggio alla vecchia compagnia. L’utente, pertanto, non deve disdire nulla: tutto verrà sistemato dal nuovo operatore.
La legge Bersani [1] stabilisce che i contratti con gli operatori per il trasferimento di utenze telefoniche devono prevedere la migrazione senza vincoli temporali, ritardi e spese non giustificate per il consumatore, e non possono imporre un obbligo di preavviso superiore a 30 giorni.
Il passaggio effettivo deve avvenire entro e non oltre i 10 giorni lavorativi, come stabilito dall’Autorità garante per le Comunicazioni.
Doppia fatturazione: quando è legittima?
La migrazione può comportare, nel caso della telefonia fissa, dei costi di disattivazione a carico del cliente, costi che devono comunque essere giustificati da quelli effettivamente sostenuti dall’operatore. Ed è questo uno dei motivi che possono giustificare la doppia fatturazione telefonica dopo il passaggio ad un’altra compagnia.
Sono da pagare anche eventuali rate in sospeso per dispositivi elettronici acquistati insieme all’attivazione della linea, anticipi o sconti concessi dal vecchio operatore. Nel caso delle rate, l’utente è libero di scegliere se continuare con il pagamento dilazionato oppure saldare il tutto in un’unica soluzione.
Rende legittima la doppia fatturazione anche il pagamento di un’eventuale penale prevista inizialmente dal contratto nel caso in cui non venga rispettata la scadenza stabilita.
Ad ogni modo, la bolletta telefonica deve riportare le voci che giustificano la fatturazione, quindi prima di pagare o di contestare è opportuno verificare che le richieste del vecchio operatore siano legittime in base a quanto appena detto (costi di disattivazione, penale, rate non pagate, ecc.).
Doppia fatturazione: cosa fare se non è legittima?
Non è legittima la doppia fatturazione telefonica quando la bolletta del vecchio operatore riporta delle voci difficilmente giustificabili, come ad esempio il traffico telefonico o di dati registrato in data successiva all’attivazione della nuova linea oppure dei costi di migrazione non previsti.
In casi come questo, occorre contestare la doppia fatturazione telefonica al più presto, prima di tutto facendolo presente all’operatore stesso tramite il servizio clienti (numero verde, app, sito Internet, ecc.). Se non si ottiene riscontro, va inviato un reclamo scritto tramite raccomandata a/r in modo da avere una data certa dell’invio della contestazione. La raccomandata deve contenere il motivo del reclamo e copia dei documenti che possono dimostrare il passaggio ad un altro operatore a partire da una certa data.
La compagnia telefonica avrà, a questo punto, 45 giorni dalla data in cui ha ricevuto la lettera per rispondere oppure per versare un indennizzo per la mancata risposta al reclamo entro il termine prestabilito.