Cosa succede se un erede non paga i debiti?

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Autore: Redazione

19 giugno 2022

La Redazione di LLpT è costituita da un team di avvocati che, giornalmente, “traduce” in linguaggio comprensibile a tutti, anche ai meno esperti, le ultime sentenze dei tribunali e i testi delle leggi. Ciò affinché ciascuno possa conoscere - in modo chiaro, immediato e senza incertezze - i propri diritti e doveri.

Cosa rischia un erede se un altro non paga la propria quota dei debiti lasciati dal defunto? Vale il principio della responsabilità solidale o parziaria?

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Chi muore lascia agli eredi anche i propri debiti. A risponderne però sono solo coloro che accettano l’eredità e non prima di questo momento. Tutti gli eredi, nessuno escluso, sono responsabili nei confronti dei creditori del defunto (anche se il testatore ha posto l’obbligo di pagamento a carico di uno solo di loro). Ciascun erede è responsabile limitatamente alla propria quota di eredità. Tanto per fare un esempio, chi eredita un terzo del patrimonio del defunto dovrà anche pagare un terzo di tutti i debiti. Ma

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cosa succede se un erede non paga i debiti? Potrebbero i creditori rivalersi nei confronti degli altri coeredi obbligando poi questi ultimi a farsi rimborsare dall’inadempiente?

Ecco cosa prevede la legge.

Chi risponde dei debiti del defunto?

A rispondere dei debiti del defunto sono coloro che accettano l’eredità dinanzi al notaio o al cancelliere del tribunale o che compiono un atto di accettazione tacita dell’eredità stessa (come la vendita dei beni del defunto, il loro utilizzo, la riscossione dei crediti del defunto, la voltura della proprietà di un immobile e via dicendo).

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Non c’è modo, per chi accetta l’eredità, di non pagare i debiti del defunto se non sperare che, nel frattempo, cadano in prescrizione. Ma c’è un sistema per mettere quantomeno al riparo i propri beni da eventuali pignoramenti dei creditori: accettare l’eredità con beneficio di inventario. In tal modo, infatti, i creditori potranno rivalersi solo sui beni ricevuti in successione dall’erede in questione e non su quelli suoi personali.

Come si dividono i debiti del defunto tra gli eredi

Quando si tratta di dividere un debito tra più persone la legge può optare per due diverse soluzioni:

Ebbene, in materia di divisione dei debiti ereditari, vige il principio della responsabilità parziaria. Sicché i coeredi devono partecipare al pagamento dei debiti in proporzione delle rispettive quote ereditarie. Ne consegue che i creditori possono agire nei confronti di ciascun coerede non per l’intero ma solo per la parte proporzionale alla quota da questi ricevuta.

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Ciascun coerede è, in definitiva, responsabile soltanto in proporzione della propria quota.

Tale principio vale anche per i debiti con il fisco, quindi per l’Imu, la Tari, l’imposta di registro, l’Iva, i contributi previdenziali, ecc. Solo con riferimento a Irpef, Ires e imposta di successione vige la regola della responsabilità solidale, sicché l’Agenzia delle Entrate può chiedere l’integrale pagamento anche a un solo erede, lasciando che sia poi questi a rivalersi nei confronti degli altri coeredi, chiedendo a ciascuno il rimborso della rispettiva quota.

Cosa succede se un erede non paga i debiti?

Dal fatto che il legislatore, in materia di debiti ereditari, abbia sposato il principio della responsabilità parziaria, deriva che

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nessuna responsabilità o conseguenza insorge in capo al singolo erede se gli altri non hanno pagato la propria quota del debito caduto in successione. Come dire: ciascun erede deve preoccuparsi solo della propria parte del debito e non di ciò che fanno gli altri coeredi.

Tanto per fare un esempio, una volta che il coerede al 50% abbia pagato la metà dei bolli auto non versati dal defunto non dovrà temere pignoramenti o fermi auto solo perché l’altro coerede non ha versato l’altro 50% su di lui ricadente. Come detto, ciò non vale solo per le imposte sui redditi (Irpef, Ires) e per l’imposta sulle successioni: qui, l’Agenzia delle Entrate può ben pretendere l’integrale pagamento anche da un solo erede.

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